📌 In questo approfondimento
Below su Netflix si basa su due distinti pilastri storici: i programmi di reinsediamento guidati dal governo di Newfoundland e la reale biologia dei calamari giganti del Nord Atlantico. Se da un lato la cospirazione mineraria della serie drammatizza le vere politiche di centralizzazione di metà Novecento che costrinsero le famiglie a far galleggiare le case di legno sul mare, dall’altro il mostro marino si ispira a vere ricerche marine legate a storici spiaggiamenti locali. Questa analisi esplora come la vera storia dei villaggi costieri e la scienza dei cefalopodi degli abissi diano forma alla serie, separando la realtà storica dalla finzione narrativa.
Questa analisi è disponibile anche in inglese: The True Story Behind ‘Below’: Floating Houses, Forced Relocations, and Real Giant Squids
Per certi versi, l’aspetto più interessante di Below su Netflix è stato il modo in cui la vicenda ritratta si lega alle storie vere che sono davvero accadute nelle località remote del Nord Canada. La serie è una storia di paura che include dinamiche familiari, antiche leggende, mostri marini, e difficili meccaniche di sostentamento delle piccole comunità sul mare, ma riesce a inserire tutte queste linee narrative negli eventi storici realmente accaduti nell’area di Newfoundland & Labrador, i luoghi in cui gli event di Below si svolgono.
Quindi, in realtà, la cosa più intrigante di Below non è spiegare il finale (no, l’apparizione di nuovi iceberg non giustifica lunghi articoli che di fatto non hanno nulla di nuovo da dire), ma investigare quanto di reale ci sia dietro alla creatura marina che terrorizza i protagonisti della serie e ai programmi di reinsediamento che sono davvero stati realizzati in quei luoghi. È vero che il governo ha spinto gli abitanti ad andarsene da quelle comunità isolate, addirittura trascinandosi la casa di legno sul mare? Ci sono davvero i cefalopodi giganti in quei mari, e possono davvero affondare un’imbarcazione? E che dire della cospirazione che emerge nella serie, secondo cui il reinsediamento era in realtà voluto per poter sfruttare le terre liberamente?
In quest’articolo scopriremo che Below è molto più vicino alla storia vera di quei luoghi di quel che possiamo pensare.
La storia vera dietro Below: i programmi di reinsediamento in Newfoundland & Labrador
Below si apre con una descrizione testuale di come sono andati per davvero i programmi di reinsediamento in Newfoundland & Labrador nelle ultime decadi, e di come siano stati presentati agli abitanti come uno sviluppo necessario per il bene di tutti. E questa è una storia vera al 100%.
La successione di programmi di reinsediamento incentivati dal governo canadese nelle aree dell’estremo est è illustrata attraverso un excursus storico anche su Wikipedia . Il processo in realtà è iniziato già alla fine dell’800 in maniera autonoma, perché in effetti la sopravvivenza di comunità minuscole che trovavano sostentamento solo dalla pesca diventava sempre più difficile, e le famiglie erano portate a spostarsi in comunità più grandi, che offrivano più opportunità. A partire dagli anni 1950, il reinsediamento è effettivamente diventato una priorità anche del governo, e la ragione è effettivamente quella spiegata dai rappresentanti governativi che la supportavano: per garantire lo sviluppo della comunità, era necessario spostarsi in centri più grandi in modo da centralizzare i servizi pubblici.
L’area di Newfoundland & Labrador è sempre stata caratterizzata da molteplici comunità di popolazione molto ridotta, e questo rendeva particolarmente inefficiente la fornitura di servizi pubblici: i trasporti, i servizi postali, la fornitura elettrica, gli approvvigionamenti, tutto questo è molto più oneroso se le comunità sono diluite in un territorio vasto. Per questo motivo, a partire dal 1954, il governo ha regolarmente proposto la possibilità di usare dei finanziamenti del governo stanziati per supportare il reinsediamento.
La realtà dei programmi di reinsediamento era in effetti particolarmente dura e amara. Alle comunità veniva chiesto di votare, e solo se i voti in favore superavano una percentuale molto alta (all’inizio veniva addirittura preteso il 100% in favore), i fondi sarebbero arrivati agli abitanti. Indipendentemente dall’esito del voto, però, il governo finiva irrimediabilmente per ridurre i servizi pubblici all’osso, rendendo praticamente inabitabili quei luoghi e costringendo i locali comunque ad andarsene. Per questo quelle votazioni erano un tema così delicato in quelle comunità: nonostante molti preferivano non andarsene, c’era la consapevolezza generale che prima o poi sarebbe successo, quindi tanto valeva farlo con l’aiuto dei fondi governativi che sarebbero arrivati in caso di votazione positiva.
Come diceva J.R. Smallwood, il premier di Newfoundland già negli anni ’40, “dobbiamo svilupparci o moriremo.” I programmi di reinsediamento facevano parte di una più vasta serie di trasformazioni economiche orientate allo sviluppo. L’entità degli incentivi governativi per il reinsediamento sono in realtà simili a quelli citati in Below: al giorno d’oggi, una famiglia può effettivamente ricevere oltre 200.000$ per lasciare le comunità di partenza. Negli anni ’70, invece, le cifre erano molto più modeste: si parlava di 1.000-4000$ per famiglia, denaro ovviamente non sufficiente per reinserirsi in un nuovo centro urbano.
E questo ci porta all’immagine visualmente forte che apre la serie Below su Netflix: una famiglia che negli anni ’70 si sposta in barca in una località più grande, trascinandosi con sé la casa di legno. Per quanto possa sembrare assurdo, queste cose succedevano per davvero: per le famiglie che si spostavano, la casa e i mobili rappresentavano i loro unici possedimenti, e perderli non era un’opzione. Gli abitanti dunque si ingegnarono per separare la struttura in legno dalle fondamenta, porla in superfici galleggianti e rendere il trasporto dell’abitazione possibile. Con tutti i rischi che la cosa comportava: un qualsiasi imprevisto poteva far affondare la casa all’improvviso, facendo perdere alle famiglie tutto ciò che avevano nel giro di pochi minuti.

Il complotto dei diritti di estrazione: è vero che le corporation appoggiarono i reinsediamenti per sfruttare le terre locali?
Anche questa parte della storia è basata su come sono andate realmente le cose, specialmente dal punto di vista dei cittadini.
L’obiettivo generale del governo era trasformare le economie di quei luoghi in modo da agevolare lo sviluppo. In quest’ottica, in parallelo ai programmi di reinsediamento che puntavano a ottimizzare i servizi pubblici, il governo in effetti supportò lo sviluppo di corporazioni orientate all’estrazione e alla monetizzazione delle risorse naturali di quelle terre, che rappresentavano una ricchezza da sfruttare. Tra il 1951 e il 1953, il governo di Smallwood fondò la Newfoundland and Labrador Corporation (NALCO), che poi confluì nella British Newfoundland Corporation (BRINCO), un consorzio privato a cui fu data libertà operativa nell’uso e nello sviluppo delle risorse naturali del territorio: le foreste, le risorse minerali e la possibilità di produzione di energia idroelettrica.
La rappresentazione del gruppo Crocker nella serie Below, dunque, riflette il naturale atteggiamento che i business locali avevano in quel periodo nei confronti dei programmi di reinsediamento: la possibilità di sfruttare economicamente le risorse del territorio era un’opportunità enorme, ma la presenza di comunità locali rendeva il tutto più complesso, e non c’erano modi semplici di costringere le famiglie locali ad allontanarsi. Per questo, i programmi di reinsediamento corrispondevano pienamente ai loro obiettivi, e spesso venivano supportati attraverso pressioni sul governo, mentre in parallelo si cerava di ottenere i diritti per operare sulle risorse del territorio.
I programmi di reinsediamento non nascevano esplicitamente con l’obiettivo di convertire quelle terre in luoghi da sfruttare economicamente, Ma nella pratica, quello era il tipo di trasformazione a cui puntava il governo per lo sviluppo economico. Dal punto di vista dei cittadini, dunque, le pressioni esterne per spostarsi in centri lontani facevano parte della generale trasformazione dell’economia di quei luoghi, sempre meno fondata su pesca e attività familiari e sempre più spostata verso le attività di corporazioni orientate a sfruttare il territorio.
La storia vera dei calamari giganti: la creatura marina di Below esiste realmente?
Al contrario di quel che molti di noi possano pensare d’istinto, i calamari giganti esistono realmente, e i mari intorno a Newfoundland sono tra quelli che contano il maggior numero di avvistamenti di tali specie.
Anche qui, Wikipedia viene in nostro aiuto: i calamari giganti (Architeuthis dux) vivono normalmente in acque profonde e fredde, soprattutto nell’area di Newfoundland, in Norvegia, nell’Oceano Atlantico, nei mari del Sudafrica e intorno al Giappone. Normalmente, il corpo del calamaro gigante si attesta intorno ai 2 metri, mentre i tentacoli possono arrivare fino a dieci metri. Il che li porterebbe a una lunghezza comparabile a quella delle imbarcazioni che vediamo in Below.
L’esemplare più grande di sempre è stato scoperto proprio nel Newfoundland, precisamente nel villaggio di Thimble Tickle, nel 1878. È stato ritrovato sulla spiaggia da pescatori locali: la sua lunghezza totale era di quasi 17 metri. E ancora oggi è possibile visitare la statua di quel calamaro gigante, realizzata rispecchiando le sue dimensioni originali.

Quello che invece non è reale è la possibilità che un calamaro gigante sia in grado di affondare una casa di legno o addirittura una grossa imbarcazione moderna: i cefalopodi sono degli invertebrati, non hanno uno scheletro o una struttura ossea, e quando arrivano nella superficie dei mari sono fondamentalmente disorientati per via delle differenti condizioni ambientali. Di conseguenza, è escluso che abbiano la forza di trascinare nel fondo del mare imbarcazioni del peso di alcune tonnellate. Un calamaro gigange adulto pesa circa 250 chili, più o meno quanto tre uomini adulti, un peso molto differente da quello di una nave o una casa di legno.
La descrizione biologica dei calamari giganti che vediamo in Below, però, corrisponde alla realtà: le femmine di calamaro usano le loro ultime energie per garantire la nascita della prole, lasciandosi morire per la sopravvivenza dei figli. Di conseguenza, il loro comportamento è interamente orientato alla riproduzione e protezione della prole, con nessun interesse ad attaccare l’uomo di per sé. I loro avvistamenti in acque superficiali o addirittura vicino a spiagge è da considerarsi eccezionale, in quanto quel tipo di ambiente non ne faciliterebbe la sopravvivenza.
Non si tratta dunque di un mostro marino che appartiene a una leggenda del folklore locale, come invece vale per la “vecchia strega” citata da Jay quando trova Wade per terra accanto al letto, in un bagno di sudore. I calamari giganti sono degli esempi realmente esistenti di animali marini di dimensioni eccezionali, che normalmente vivono in habitat lontani da quelli umani, ma che di tanto in tanto vengono avvistati a occhio nudo, alimentando paure e credenze locali di ogni tipo. Fino a diventare spesso protagonisti di film e serie in grado di spostare le loro abilità nel terreno della finzione.

