📌 In questo approfondimento
Il thriller di Netflix Animals si conclude con una risoluzione sospettosamente comoda, capace di trasformare il candidato sindaco Mark Kimball in un eroe politico da un giorno all’altro. Questa analisi di Animals scompone la cronologia finanziaria e le prove strategiche che suggeriscono come Mark abbia sfruttato il rapimento per assicurarsi il voto della comunità latina. Uno sguardo più attento allo scontro a fuoco nel luogo dello scambio rivela come ogni imprevisto sia stato trasformato in un freddo gradino verso la presidenza, portando alla luce la mente calcolatrice nascosta dietro un racconto pubblico di puro eroismo.
Questa analisi è disponibile anche in inglese: The Hidden Plot in Netflix’s Animals: Why the Ending Isn’t As Simple As You May Think
Animals è stato un film molto particolare. Al momento dell’uscita, le reazioni iniziali sono state tiepide: per molti, la trama è fin troppo lineare, il finale poco interessante, e la sequenza di eventi banale, cosa che ha lasciato l’amaro in bocca a molti spettatori. Eppure, forse, ciò è accaduto perché non tutti hanno colto davvero ciò che potrebbe essere successo dietro le quinte.
Da spettatori del film, vediamo solo i fatti accaduti di fronte ai nostri occhi, fatti che risolvono in maniera quasi magica la situazione politica di Mark: il candidato sindaco di Los Angeles vive una storia eccezionale che, una volta risolta, lo trasforma istantaneamente in un eroe nazionale, muovendo l’intera comunità Latina della città dalla sua parte, praticamente nel giro di una notte. E un anno dopo, si parla addirittura di candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti.
E noi, da umili spettatori, siamo costretti a chiedercelo: è stata solo una incredibile coincidenza? O forse, in fondo, gran parte di quel che è accaduto era stato pianificato accuratamente?
In quest’articolo, ripercorreremo tutti gli eventi cercando di svelare una teoria alternativa, che praticamente nessuno ha colto al momento dell’uscita del film: l’ipotesi secondo cui la risoluzione degli eventi non sarebbe stata frutto di sola fortuna…
I fatti che vediamo nel film: la trama di Animals
È la notte di Halloween. Mark Kimball è il candidato sindaco di Los Angeles, le elezioni avranno luogo di lì a qualche giorno e le proiezioni sono ancora molto in bilico. Il figlio di Mark e della moglie Abigail, Danny, va al classico “dolcetto o scherzetto” insieme alla domestica Cecilia e suo figlio Hector. Mentre Mark è in casa con sua moglie, riceve una telefonata da uno sconosciuto che maschera la propria voce: suo figlio Danny è stato rapito, è in mano loro, e il riscatto è di 7 milioni di dollari, da consegnare entro mezzanotte, o il bambino morirà.
Ovviamente, la crisi è immediata. Mark rivela alla moglie di non avere quei 7 milioni di dollari, perché ha speso tutto per la propria campagna elettorale. Lì con loro c’è Sam, il direttore della campagna elettorale di Mark. Sam propone una soluzione immediata, in mano solo a lui: coinvolgere una figura oscura, Dayle, che è in grado di portare i 7 milioni di dollari praticamente all’istante. I suoi servizi hanno un costo, il 20% dell’operazione, ossia 1.4 milioni di dollari. Mark è sicuro che i soldi torneranno a lui dopo aver vinto le elezioni, e in caso di emergenza possono sempre vendere la casa. Mark e Abigail decidono senza pensarci troppo: Dayle viene coinvolta.
Dayle arriva, e il primo colpo di scena arriva: il figlio Danny torna a casa incolume. Diventa subito chiaro che i rapitori hanno preso il bambino sbagliato: Hector, il figlio della domestica latino-americana. Sam commenta l’accaduto con parole strategiche: “questa è una svolta interessante.” Sam e Mark riflettono su un fatto molto concreto: se la storia diventa pubblica, il modo in cui Mark gestirà questa situazione guiderà il voto della comunità latina della città, che col suo 16% può diventare decisivo. Per Sam e Mark la situazione è chiara: devono salvare Hector. La motivazione adesso è soprattutto politica, ma l’obiettivo non cambia.
Intanto, Dayle spiega che oltre alla possibilità di chiamare la polizia (che metterebbe a rischio la vita del bambino) e semplicemente pagare il riscatto, esiste una “terza opzione”: uccidere i rapitori. È qualcosa di cui possono prendersi cura gli uomini di Dayle, e ora che il figlio di Mark e Abigail non è in pericolo, diventa un’opzione che possono valutare oggettivamente. Quella notte, Mark dice a sua moglie che vorrebbe andare per la terza opzione, ma che ha bisogno del totale impegno della sua metà per procedere: se in futuro le cose andranno male tra di loro, Abigail potrebbe sempre far leva su quanto accadrà quella notte per distruggerlo, e Mark non può permetterselo.
La consegna del riscatto viene concordata per il mattino dopo. Prima che Mark esca di casa, sua moglie gli sussurra qualcosa all’orecchio, qualcosa che noi non sentiamo. In auto, Mark comunica a Dayle la decisione di andare per la “terza opzione.” E questo ci conduce al finale di Animals.
Il finale di Animals: quel che accade di fronte ai nostri occhi
Mark arriva al luogo concordato per lo scambio. Lascia la borsa coi sette milioni di dollari per terra e pretende la consegna den bambino. Hector viene liberato, i due rapitori escono allo scoperto. L’uomo di Dayle li uccide da lontano, e Dayle irrompe sulla scena nella sua auto. La situazione semrba risolta, ma arriva l’altro colpo di scena: c’è un terzo uomo dalla parte dei rapitori, che nessuno si aspettava. Il terzo rapitore uccide l’uomo di Dayle, Dayle esce dalla sua auto, Mark non ha il tempo di avvertirla. Il rapitore spara anche a Dayle.
Con tutti a terra, il rapitore ora entra nella scena e si dirige verso Mark e Hector, puntando l’arma su di loro. Sembra la fine, ma improvvisamente qualcuno spara al rapitore, uccidendolo: è Ramon, il padre di Hector, che non era riuscito a restare in casa ad aspettare senza far nulla.
Improvvisamente, la situazione per Mark sembra risolta in un modo sospettosamente perfetto: Hector è salvo, i rapitori sono morti, e anche Dayle è fuori dai giochi. I sette milioni di dollari sono ora suoi, e non ha nemmeno bisogno di pagare Dayle per i suoi servizi (è morta). C’è uno scambio tra Mark e Ramon, in cui i due concordano di liberarsi dei corpi e fare in modo che la storia venga fuori in modo da dipingerli entrambi nel migliore dei modi.
Un anno dopo, scopriamo che Mark è ora sindaco di Los Angeles, i media lo considerano un eroe nazionale, e i fatti di quella notte sono stati decisivi per il suo successo: la comunità latina si è schierata interamente dalla sua parte per aver salvato il piccolo Hector. Seconda la storia che viene raccontata pubblicamente, Mark ha fornito i soldi del riscatto a Hector, Hector era lì per consegnarli, Mark guardava la scena da lontano, quando nota che i rapitori puntano l’arma contro il bambino. Senza esitare, prende il fucile e spara ai rapitori, salvando il bambino.
Ramon era immigrato clandestinamente, ma dopo esser dipinto da Mark come un brav’uomo, riceve un trattamento di favore: verrà riportato in Messico senza pena detentiva (e l’assunto sottinteso è che Mark gli ha dato parte di quei sette milioni per rifarsi una vita, in cambio del suo silenzio). La situazione è risolta, e Mark sta preparando la candidatura per la presidenza degli Stati Uniti.
La tentazione è di considerare Mark semplicemente un buon politico che ha vissuto una storia straordinaria ed ha improvvisato una soluzione perfetta che ha trasformato la sua vita, aprendo la strada alla presidenza. Praticamente il sogno di ogni politico al mondo: un evento singolo che, da solo, cambia improvvisamente la sua immagine verso l’elettorato, trasformandolo nel candidato preferito non solo per la posizione di sindaco, ma anche per la presidenza degli Stati Uniti.
È qui che si inserisce la voce più cinica dentro di noi, quella che fa sorgere un dubbio: dobbiamo davvero credere che sia stato tutto un enorme colpo di fortuna per Mark? O forse, dietro a quella sequenza di eventi così perfetta, c’è stata una pianificazione accurata di Mark per dare la svolta decisiva alla sua campagna elettorale?
La teoria che spiega Animals in modo differente: e se fosse stato tutto pianificato da Mark?
Supponiamo ora che quanto accaduto in Animals non sia stato solo un’enorme coincidenza. Supponiamo che la sequenza di eventi che ha portato Mark a passare da un candidato sindaco in dubbio a un eroe nazionale con tutti dalla sua parte e con buone probabilità di diventare presidente, praticamente dalla sera alla mattina, sia troppo perfetta per essere un semplice colpo di fortuna.
L’idea qui è che Mark abbia architettato la situazione fin dall’inizio. In accordo col direttore della campagna elettorale Sam, cercano di trovare un modo straordinario di virare l’elettorato su di lui. L’importanza della comunità latina è chiara fin dall’inizio, infatti Mark doveva partecipare a un evento sociale a tema proprio la notte di Halloween. A quel punto, l’idea diabolica inizia a prender piede: Mark e Sam potrebbero assoldare dei criminali che rapirebbero (per finta) il figlio latino della domestica, con un errore premeditato.
Anche il coinvolgimento di Dayle è pianificato: Mark non ha più fondi per finanziare nuove iniziative, quindi serve una soluzione alternativa per far arrivare nuovo denaro. L’idea di coinvolgere una figura esterna per fornire i soldi del riscatto all’istante diventa una buona soluzione: in questo modo, i soldi per finanziare questa costosa operazione arrivano, e possono essere comunque coperti in futuro dai frutti della sua elezione o (se le cose non funzionano) dalla vendita della casa. Per mettere in gioco la casa, ovviamente serve l’accordo della moglie, ma sapendo che la vita di un bambino è in gioco, Mark sa che la moglie avrebbe acconsentito.
Il piano si va delineando. Sam e Mark ipotizano che un evento del genere possa davvero diventare decisivo per la sua elezione, a un costo comunque accettabile, 8.4 milioni di dollari in totale. Quei soldi al momento Mark non ce li ha, ma l’idea di coinvolgere Dayle per la gestione di un rapimento li renderebbe immediatamente disponibili. Mark agirebbe agli occhi di tutti (inclusa la moglie) come un politico che sta salvando un bambino in nome dei suoi principi umani, ma anche della sua strategia politica: difficile sospettare diversamente.
In quest’ottica, come credeva Mark che si sarebbe risolta la situazione?
Il finale sperato e come Mark ha ricondotto tutto in suo favore
Se fosse davvero stato Mark a pianificarlo, dobbiamo supporre che avrebbe contattato i criminali chiedendogli di rapire il bambino latino e concordando con loro che il riscatto sarebbe stato pagato. Anche se la risoluzione della crisi fosse andata per “l’opzione 2” (il pagamento del riscatto), per Mark in fondo non ci sarebbero stati problemi: sarebbe comunque diventato un eroe nazionale, la comunità latina si sarebbe schierata dalla sua parte, e il costo della vittoria sarebbe stato coperto dal “prestito” fornito da Dayle. Una soluzione creativa per capovolgere le proiezioni all’ultimo minuto. E se, successivamente, Mark fosse diventato oggetto di ritorsioni da parte dei criminali che aveva assoldato, poteva sempre decidere di eliminarli (magari usando gli stessi servizi di Dayle).
C’era però la famigerata opzione tre. Anche quella, se perseguita, doveva dipingere Mark come un eroe, e con l’impegno totale della moglie restava una strategia possibile. I rapitori venivano eliminati, la possibilità di venire ricattato da loro svaniva all’istante, il costo sarebbe stato leggermente più alto per Mark, ma comunque le elezioni sarebbero state vinte senza dubbio. Da questo punto di vista, l’operazione rappresentava ancora una volta un modo per diventare sindaco con un ultimo costo da coprire.
Ora la parte più delicata: Mark credeva che il rapimento sarebbe finito con la morte di tutti, inclusa Dayle?
Qui dobbiamo assumere che questa parte sia stata imprevista, perché anche il piano più dettagliato può andare storto. Quando Mark è andato per la terza opzione, dava semplicemente per scontato che Dayle e i suoi uomini sarebbero stati perfettamente in grado di far fuori i rapitori. L’apparizione del terzo rapitore era fuori dai piani, come lo era la morte di Dayle. Ramon arriva in maniera inaspettata a salvare la situazione, e a quel punto Mark agisce d’istinto: far sparire Dayle non solo elimina un’altra potenziale fonte di ricatto, ma risolve anche completamente l’aspetto economico della cosa, con Mark che improvvisamente ha a sua disposizione sette milioni di dollari e nessun costo da coprire.
Trama lineare o complotto diabolico?
A questo punto, la scelta spetta a voi. Se ragionate a fondo sui dettagli della teoria, vi renderete conto che, per quanto complessi, restano nella sfera del possibile. E sappiamo tutti a cosa possono essere disposti gli aspiranti politici per essere eletti, soprattutto di fronte alla possibilità di diventare eroi nazionali incensati dalla stampa e pronti per la presidenza.
Una prospettiva del genere vale lo sforzo di organizzare un finto rapimento in tutti i dettagli, insomma. Quindi non resta che decidere autonomamente cosa volete farne di Animals: vogliamo considerarlo un film dalla trama lineare il cui protagonista vive un’incredibile sequenza di coincidenze che lo porta a diventare il politico di punta degli Stati Uniti nel giro di una notte, o vogliamo concludere che il risultato è troppo perfetto per non essere stato calcolato fin dall’inizio da Mark, in (quasi) tutti i dettagli?
Il film raggiunge il suo finale, e l’esperienza continua dunque nella nostra testa e nel dibattito post-visione. E forse, in questo modo, Animals cessa di essere una pellicola dal finale scontato.

