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Small Prophets su Apple TV+: la storia segreta degli omuncoli nei barattoli di vetro

📌 In questo approfondimento

La serie Apple TV+ Small Prophets trae la sua premessa sugli omuncoli profetici nei barattoli direttamente dai trattati alchemici del XVI secolo di Paracelso e dai resoconti del XVIII secolo sui dieci spiriti del Conte von Kuefstein. Il creatore Mackenzie Crook ha adattato queste vere leggende esoteriche in un racconto moderno di segreti di famiglia. Oltre lo schermo si cela una storia lunga 500 anni fatta di ricette di laboratorio, diari perduti e società massoniche segrete, che rivela come l’antica alchimia abbia plasmato il mistero centrale dello show.

Questa analisi è disponibile anche in inglese: Small Prophets on Apple TV+: The 500-Year-Old Secret History of the Homunculi in Jars

A volte bisogna saper contestualizzare. Al giorno d’oggi, nel XXI secolo, una “storia vera” indica tipicamente un evento di cronaca coperto dalle notizie, comprovato da materiale visionabile da tutti, che può essere presentato a un processo in tribunale o testato attraverso prove di laboratorio. Spostiamoci adesso indietro nel tempo, diciamo tre o quattro secoli fa, quando non c’erano le registrazioni, le fotografie, né tantomeno i reporter che scrivevano articoli di cronaca da pubblicare sul giornali: cos’era una storia vera a quei tempi, se non un racconto tramandato di bocca in bocca a cui toccava credere solo in base al numero di persone che ne confermavano la veridicità?

E allora sì, possiamo dire che dietro alla nuova serie su Apple TV+ Small Prophets c’è una storia vera: una ricetta ben precisa che spiega come creare un omuncolo dentro a un contenitore di vetro, in grado di dare la risposta a qualsiasi domanda e predirre il futuro, ricetta che è stata scritta, tramandata, testata da altri uomini e circondata da testimonianze reali di persone che hanno visto quegli omuncoli coi loro occhi. Storie che circolavano in quegli anni negli ambienti segreti dell’alchimia, che sono state riportate per iscritto e pubblicate in libri che sono arrivati ai giorni nostri.

Questa è la storia di quei pochi individui vissuti nel corso della storia che giurano di aver creato degli omuncoli, e di come quei racconti sono arrivati fino a Mackenzie Crook, il creatore della serie Small Prophets.

Paracelso e la ricetta degli omunculi

La prima volta che si parlò ufficialmente di creazione degli omunculi fu nel sedicesimo secolo, in un trattato attribuito ad una delle figure più autorevoli del tempo: Paracelso.

Paracelso fu un medico svizzero, considerato il pioniere della tossicologia moderna e una delle figure chiave nella transizione dall’alchimia medievale alla medicina moderna. Era un rispettato dottore, dava letture all’università di Basilea ed era un convinto sostenitore dell’analisi empirica come metodo più affidabile per generare conoscenza. Ed ha anche pubblicato libri di astrologia, esoterismo e rituali magici.

Paracelso

Di omuncoli si parlò per la prima volta nella serie di libri De Natura Rerum, stampati nel 1537. In uno di quei libri è descritta la ricetta per la creazione degli omuncoli secondo Paracelso. La trovate anche su Wikipedia:

“Il seme di un uomo deve essere fatto putrefare da solo in una cucurbita sigillata per quaranta giorni con il massimo grado di putrefazione nel ventre di un cavallo, o almeno fino a quando non prende vita, inizia a muoversi e a agitarsi, il che è facilmente osservabile. Dopo questo tempo, assomiglierà a un uomo, ma trasparente, senza un corpo vero e proprio. Se, dopo questo, viene nutrito sapientemente con l’Arcanum di sangue umano e conservato per quaranta settimane nel calore costante del ventre del cavallo, ne nascerà un bambino umano vivo, con tutti gli arti di un qualsiasi altro bambino nato da donna, ma molto più piccolo.”

A quei tempi, si trattava solo di una serie di istruzioni, che però si tramandavano sicure di poter ottenere un risultato. Da lì in avanti, ci sono stati altri scritti alchemici che nel corso degli anni parlarono della creazione degli omuncoli, e a un certo punto la cosa diventò parte di una conoscenza segreta che solo pochi uomini al mondo avevano.

Nessuna prova ovviamente, né tantomeno gruppi di individui affidabili in grado di confermare che la ricetta funzionasse. Tutto questo finché anni dopo, nel 1700, iniziarono a circolare delle storie sempre più insistenti su una certa autorità locale a Vienna che, a quanto pare, era davvero riuscito a creare dieci omuncoli in grado di predirre il futuro…

I dieci omuncoli del Conte von Kuefstein

Questa parte della storia è raccontata con grande maestria da questo articolo pubblicato qualche tempo fa su Crazy Alchemist, con tanto di descrizione di come la storia sia arrivata ai nostri giorni e persino il link alla versione digitale del libro che la contiene.

L’individuo in questione era Johann Ferdinand II von Kuefstein, il quinto figlio di uno degli uomini più potenti dell’impero asburgico. Visse tra il 1727 e il 1789, la sua esistenza fu segnata dai debiti e dall’incapacità di risollevarsi dalle difficoltà economiche. In parallelo, però, divenne una figura autorevole della massoneria dell’Europa centrale, con accesso a quelli che venivano considerati “segreti supremi” della conoscenza del tempo in ambito alchemico e teurgico.

Durante un viaggio in Italia, conobbe un certo Abbé Geloni, un altro massone che apparteneva all’ordine segreto della Rosacroce, che storicamente teneva in grande considerazione le opere di Paracelso. Von Kuefstein e Geloni passarono cinque intense settimane in un monastero nelle montagne calabresi. Con loro c’era Josef Kammerer, un servo di Von Kuefstein che li aiutò negli esperimenti di laboratorio e che scrisse la propria testimonianza in dei diari: quelle pagine furono parzialmente distrutte, poi recuperate e ricostruite decenni dopo, fino a diventare parte del libro Die Sphinx, pubblicato nel 1873 dal dottore austriaco Emil Besetzny. Il libro è disponibile in versione digitale nel sito della biblioteca di stato bavarese: è in tedesco e il capitolo sugli “spiriti profeti” (die Wahrsagenden Geister) inizia a pagina 110.

Qui la storia inizia a somigliare pericolosamente a quella raccontata dalla serie Small Prophets su Apple TV+. Gli omuncoli del Conte von Kuefstein erano un Re, una Regina, un Cavaliere, un Monaco, un Architetto, un Minatore, un Serafino, una Suora, e due spiriti invisibili, i più potenti di tutti, lo Spirito Blu e lo Spirito Rosso. Erano stati creati all’interno di barattoli di vetro, immersi in acqua purissima, alimentati con intrugli maleodoranti creati in laboratorio e riveriti regolarmente con preghiere e incenso. Geloni vestì anche ognuno di loro in maniera adeguata al proprio ruolo.

Un’illustrazione dall’articolo di Crazy Alchemist

I dieci barattoli di vetro furono trasportati con gran cura nelle residenze del conte a Vienna alla fine degli anni 1770. Il servo Kammerer si premurò di redigere con attenzione tutte le istruzioni necessarie per dar da mangiare agli omuncoli e per cambiare l’acqua in cui vivevano. Poi von Kuefstein si unì a una loggia segreta già esistente e iniziò ad organizzare degli incontri regolari per interrogare gli omuncoli. Per partecipare a quegli incontri, si racconta che fosse necessario fare giuramenti di silenzio ancora più rigidi che nelle riunioni massoniche del tempo. Ogni omuncolo era in grado di rispondere alle domande che gli pertinevano: il Re e la Regina si occupavano di politica, il Monaco e la Suora di religione, e così via, mentre gli spiriti blu e rossi, i più potenti, erano in grado di rispondere a qualsiasi domanda.

Secondo i racconti di Kammerer, gli spiriti dimostrarono di poter predirre eventi ben precisi, come la nascita di due gemelli figli dell’uomo che li interrogò, o il ritrovamento di un bambino smarrito del luogo. Si racconta anche che uno degli spiritì, il Monaco, morì, mentre il Re un giorno fuggì dal suo barattolo e iniziò a saltare di mobile in mobile, urlando, fino a crollare senza energie. E Kammerer non fu l’unico a scrivere di queste storie: nel 1788 un altro massone, August Siegfried von Goué, raccontò del conte viennese che possedeva dieci spiriti in barattoli di vetro e disse di aver effettivamente visto “qualcosa” in uno dei barattoli. A quanto pare, era una storia nota a molti, che circolava nei salotti di Vienna in quegli anni.

Poi, improvvisamente, non se ne seppe più nulla. Il conte non volle più pronunciarsi in proposito, e morì nel mistero qualche anno dopo. Gli scritti del servo Kammerer vennero strappati a metà e i frammenti vennero ritrovati quasi un secolo dopo. Quelle storie furono scritte nei libri che tenevano anche la contabilità del conte, come dei diari di viaggio che riportavano la sua esperienza col Conte. Tutt’altro che dei libri scritti con spirito creativo e destinati alla pubblicazione.

Questi sono i fatti storici. Quanto di essi facciano parte della “storia vera”, è qualcosa che potete stabilire autonomamente solo attraverso la vostra interpretazione personale della vicenda.

Da Paracelso a Mackenzie Crook: l’ispirazione per la serie Small Prophets

In questa intervista per Rayo, il creatore di Small Prophets Mackenzie Crook (che nella serie interpreta anche Gordon, il bizzarro capo di Michael al negozio) ha confermato che l’ispirazione era venuta anni fa, proprio mentre leggeva un libro su Paracelso. Il racconto dei suoi omuncoli lo segnò così tanto che rimase nella sua mente per anni, a maturare, finché non arrivò il momento di svilupparla in quella che sarebbe diventata la serie su Apple TV+.

In Small Prophets, la formula per la creazione degli omuncoli viene tramandata dal padre a partire da storie scoperte da lui durante i suoi anni in Egitto. Il tutto si intreccia in una dinamica particolare padre-figlio e nella tragedia personale di Michael, la cui compagna è sparita nel nulla anni prima. Chiedere agli omuncoli la verità su quanto successo diventa l’unico modo per per sperare di ritrovarla, in un’avventura che rischia perfino di continuare in una seconda stagione.

Small Prophets — Official Trailer | Apple TV
Carlo Affatigato

Carlo Affatigato

Carlo Affatigato è il fondatore e Direttore Editoriale di Auralcrave. Ingegnere di formazione con un background in psicologia e life coaching, è analista culturale e scrittore professionista dal 2008. Carlo è specializzato nell'estrarre significati nascosti e intenzioni umane dalle storie globali di tendenza, unendo il rigore scientifico a una lente umanistica per spiegare l'impatto psicologico dei nostri momenti culturali più significativi.View Author posts