📌 In questo approfondimento
La theme song della serie Apple TV+ Last Seen è una rilettura cupa della poesia per bambini dell’Ottocento “Come Little Leaves” di George Cooper, riadattata da Isobel Waller-Bridge e Tara Nome Doyle. Interpretato dall’attrice Chloe Jean Lourdes, il brano trasforma una rassicurante ninnananna autunnale in un’eco malinconica di una perdita irrisolta. Questo approfondimento esplora le origini ottocentesche del testo, il motivo per cui la sua melodia non è mai stata legata a un’unica incisione ufficiale e il modo in cui la serie ne ha capovolto il tono delicato per accentuare il dramma del racconto.
Questa analisi è disponibile anche in inglese: Last Seen on Apple TV: How an Old Children’s Poem Became a Haunting Theme Song
L’arrivo di Last Seen su Apple TV ci ha dato una nuova occasione di immergerci in una storia oscura e spaventosa: quella di una bambina scomparsa tanti anni prima, che torna a occupare la mente dei suoi genitori anni dopo per via del ritrovamento di un corpo in un bosco. La serie è tratta dal romanzo del 2011 The Dispatcher di Ryan David Jahn, e ci metterà dal lato del passeggero nell’agonizzante percorso del padre della bambina, Ian, e della sua incapacità di lasciare andare quanto accaduto.
Mentre la trama di Last Seen si va dipanando, però, c’è un aspetto che ha colpito gli spettatori fin dalla prima puntata: la canzone dei titoli di testa. Una melodia tenebrosa che sembra trascinarti verso un buco nero di disperazione e rassegnazione. In pochi all’estero l’hanno riconosciuta, ma si tratta di una rivisitazione ad hoc di una classica canzone per bambini, riscritta da due cantautrici contemporanee e cantata da una protagonista d’eccezione. È il modo che ha la serie di farci immergere subito nel dramma, e vale la pena scoprirne di più.
Come Little Leaves: la canzone per bambini riscritta per Last Seen
La sigla di Last Seen è una reinterpretazione di Come Little Leaves, originariamente una classica canzone per bambini nata oltre un secolo fa. È nata nel 1880 come un poema di George Cooper, un autore che tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900 compose i testi di molte canzoni che poi divennero dei classici dell’infanzia.
Su Youtube è possibile trovare molte versioni di questo poema trasposte in formato canzone, ognuna con una linea melodica differente. La ragione è che non c’è mai stata una canzone “ufficiale” di Come Little Leaves: negli anni, molti educatori e compositori per bambini hanno dato vita alla loro versione di quel poema, usando i versi originali di George Cooper. Una delle versioni divenute più popolari a inizio 900 fu quella di Margaret P. Osgood: potete ancora ascoltarne la melodia originale su Sheet Music Go, premendo play e intonando le parole in sincronia con la musica.
Si tratta di una canzone sull’arrivo dell’autunno: il testo invita i bambini a riflettere sulle stagioni che cambiano, descrivendo il modo in cui il vento e le foglie danzano insieme, segnando la fine dell’estate. È una poesia che cerca di rassicurare i piccoli del fatto che per ogni cosa che termina, un’altra è in arrivo e non c’è motivo di essere tristi. Il testo originale del poema di George Cooper descrive proprio questa interazione tra gli elementi della natura durante l’arrivo dell’autunno, con la tipica immaginazione vivida che funziona tanto bene sulle menti dei bambini.
“Come, little leaves,” said the wind one day,
“Come o’er the meadows with me and play;
Put on your dresses of red and gold,
For summer is gone and the days grow cold.”Soon as the leaves heard the wind’s loud call,
Down they came fluttering, one and all;
Over the brown fields they danced and flew,
singing the glad little songs they knew.“Cricket, goodbye, we’ve been friends so long;
Little brook, sing us your farewell song;
Say you are sorry to see us go;
Ah, you will miss us, right well we know.“Dear little lambs in your fleecy fold,
Mother will keep you from harm and cold;
fondly we watched you in vale and glade;
Say, will you dream of our loving shade?”Dancing and whirling, the little leaves went;
Winter had called them, and they were content;
soon, fast asleep in their earthy beds,
The snow laid a coverlid over their heads.“Venite, foglie care”, disse un giorno il vento,
“Venite a giocare nei prati con me;
Indossate le vostre vesti d’oro e di rosso,
ché l’estate è finita e il freddo è ormai addosso.”Non appena udirono il forte richiamo del vento,
tutte insieme scesero giù volteggiando;
sopra i campi bruni danzavano e volavano,
cantando le liete canzoncine che sapevano.“Grillo, addio, siamo stati amici a lungo;
Ruscelletto, cantaci il tuo canto d’addio;
Di’ che ti dispiace vederci andar via;
Ah, ci rimpiangerai, lo sappiamo bene.“Care agnelline nel vostro ovile lanoso,
la mamma vi proteggerà dal male e dal freddo;
con affetto vi abbiamo osservate tra valli e radure;
Dite, sognerete la nostra ombra amorevole?”Danzando e volteggiando, le foglie se ne andarono;
l’inverno le aveva chiamate ed esse erano liete;
presto, addormentate nei loro letti di terra,
la neve stese una coltre sopra le loro teste.
C’è già, dunque, una tristezza latente nella canzone e nel testo originale, quella di una stagione che ci abbandona e del freddo che arriva. Questo, insieme al fatto che la parte melodica è sempre stata un’area di libera interpretazione, l’ha resa perfetta per diventare la canzone-simbolo di una serie drammatica come Last Seen, che parla di una bambina scomparsa nel nulla.
Chi canta la canzone di Last Seen? Il racconto di una minaccia latente
La versione creata come theme song di Last Seen è stata scritta dalla compositrice inglese Isobel Waller-Bridge e dalla cantautrice irlandese Tara Nome Doyle, mentre la voce che la canta è di Chloe Jean Lourdes, l’attrice emergente che nella serie interpreta Sarah Reid. È stata Isobel Waller-Bridge a condividere su Instagram i dettagli di come è nata la canzone, ringraziando tutti gli artisti coinvolti e soprattutto il regista Christian Schwochow, che per primo ha avuto l’idea di far cantare la canzone all’attrice che interpreta quel ruolo centrale nella serie.
La versione che sentiamo nella serie è praticamente irriconoscibile. In un tappeto sonoro lento dai toni angoscianti si impone la voce della giovane cantante, eterea e sottile, come un fantasma che canta nel vento. Le autrici della canzone hanno isolato i versi del poema originale, lasciando emergere il loro volto più malinconico: il vento che porta le foglie secche, segnando la fine dell’estate e l’inizio dei giorni freddi, e correndo veloce fino al pieno inverno, con la neve a ricoprire i campi.
Il tutto eleva il senso di minaccia presente in ogni istante nella serie. Sembra di vedere la piccola Margaret Ridley, tre anni di età, invitata a lasciare la sicurezza di casa sua tanti anni fa, come se fosse stato il vento a portarsela via per giocare con le foglie. E questo, unito ai sospetti che da spettatori abbiamo fin dal primo episodio su cosa davvero è successo a Margaret, rende la theme song un accompagnamento angosciante alla storia.
Apple TV+ riesce sempre a catturare la nostra attenzione con le sigle di testa delle sue serie di punta, e Last Seen è un altro piccolo capolavoro in questo senso. Soprattutto dopo averne scoperto la storia e le origini.
