📌 In questo approfondimento
Il finale della terza stagione di Silo ridefinisce la serie, trasformandola da una storia di sopravvivenza apocalittica a un calcolato sistema di controllo psicologico, svelando perché la rete è stata creata e come l’atmosfera perimetrale sia stata usata come un’arma. Svelando la verità dietro il Silo 1 e l’esplosione iniziale, il finale cambia tutto ciò che sapevamo su questo mondo sotterraneo. Questa analisi esplora la trasformazione di Daniel Keene in Troy, le schiaccianti prove che legano Helen Drew a Juliette e cosa significano queste rivelazioni per la quarta stagione.
Questa analisi è disponibile anche in inglese: Silo Season 3 Finally Answered Our Biggest Questions: Here’s What It All Means
Dopo tre stagioni piene di mistero, con i dubbi ricorrenti che venivano puntualmente risollevati ogni volta che la trama si evolveva, Silo decide di terminare la penultima stagione dando molte risposte e scatenando il dibattito nella comunità degli appassionati. A questo punto, inizia a diventare superfluo delinerare le differenze o somiglianze con i libri, perché la serie TV ha già dimostrato di voler alterare leggermente la narrativa per fini puramente cinematografici. Quindi Silo diventa campo libero per teorie, interpretazioni e spiegazioni di ogni sorta.
Il finale della stagione 3 ha offerto diversi colpi di scena: abbiamo capito di più sullo stato dell’aria fuori dai silo e sul perché i silo sono stati costruiti fin dall inizio. Sappiamo anche chi si nasconde dietro la voce fredda dell’algoritmo che ha parlato a Camille per tutta la terza stagione, e abbiamo ora una chiara idea di cosa è successo a Daniel dopo gli eventi precedenti all’ingresso nei silo. C’è anche una teoria molto interessante che riguarda l’eventuale legame di sangue tra Daniel / Troy e Juliette, una possibilità che ha scatenato mille discussioni su internet.
Insomma, c’è molto da discutere. Affrontiamo tutto insieme.
La narrazione di Silo: perché sono stati costruiti?
Il quesito principale che si chiedono sia gli abitanti dei silo che noi spettatori è sempre lo stesso: perché l’umanità è stata davvero chiusa nei silo? Nella serie e nei libri, la società è tenuta all’oscuro sulle reali ragioni del nuovo mondo dal misterioso Patto, che nel più classico degli orrori distopici nasconde la verità relegandola a qualcosa di troppo complesso per poter essere compresa dalla gente comune. Non resta che fidarsi dei fantomatici Fondatori e di quello che le autorità dicono: l’aria fuori è letale, un giorno forse sarà possibile tornare liberi all’aperto, ma oggi non è quel giorno.
È sempre stata la gabbia concettuale in cui gli abitanti dei Silo sono improgionati. La spiegazione è plausibile, ma allora è difficile da comprendere l’estremo controllo che le autorità esercitano sulla gente, con atteggiamenti spietati e verità nascoste opportunamente. Non è nemmeno chiaro perché alla gente non sia consentito conservare le reliquie del mondo che fu: tutto lascia intendere che ci sia una volontà forte di tenere tutti soggiogati sotto un’autorità misteriosa e spaventosa. Il che ovviamente ha fatto scaturire la voglia di conoscere la verità per Juliette Nichols e gli altri prima e dopo di lei.
Il finale della Stagione 3 di Silo ha dato due risposte importanti. Nel penultimo episodio vediamo una bomba nucleare (la cosiddetta dirty bomb di cui tutti parlano) esplodere proprio il giorno dell’inaugurazione dei silo, una coincidenza troppo forte per non destare sospetti. La bomba potrebbe avere contaminato l’aria con la sua radioattività, ma resta il dubbio se l’apocalisse nucleare abbia coinvolto il mondo intero o se c’era un piano malefico dei fondatori per farlo credere al nuovo mondo.
La risposta ce la dà Victor, uno dei fondatori che ancora controlla il mondo dal Silo 1, nelle ultime parole che scambia con Camille prima di togliersi la vita. È la classica prospettiva apocalittica della fantascienza distopica: l’umanità era entrata apparentemente in un circolo di autodistruzione, dunque alcuni pochi potenti hanno deciso di rinchiuderla dentro gli ambienti isolati dei silo e lasciarli vivere per secoli all’oscuro di quanto successo anni prima.
Dal momento che ora sappiamo che c’era un piano specifico di rinchiudere la gente forzatamente nei Silo, diventa ovvio che quella bomba sia stata lanciata di proposito dai fondatori per far scattare l’allerta. Questo fa scaturire una domanda immediata: il resto del mondo dunque è ancora vivo? O i fondatori hanno anche pensato a sterminare la popolazione mondiale fuori dai silo, in modo che controllare i silo significhi controllare il mondo intero?
A questo Silo non ha ancora dato la risposta definitiva, e la aspetteremo nella stagione 4, l’ultima della serie. I libri offrono una risposta, ma noi non ve la sveleremo, per evitare spoiler o illusioni (la serie potrebbe sempre divergere dalla trama dei libri su questo punto).
L’aria fuori è davvero avvelenata?
Questo è sempre stato l’altro grande dilemma degli abitanti dei Silo, e infatti su queste pagine ne parlavamo fin dalla prima stagione. La gente che vuole andare fuori viene mandata a “pulire,” togliere la polvere dai vetri della caffeteria per dare nuovamente una visione chiara di quello che c’è fuori. Molti escono, vedono un mondo verde e pulito, puliscono il vetro per mostrare la realtà alla gente dentro ai silo, e si tolgono il casco. Poi muoiono dopo pochi secondi, lasciando anche noi spettatori nel dubbio.
La verità è che le tute con cui la gente veniva mandata a pulire erano programmate da IT per mostrare un mondo pulito, quando in realtà l’aria immediatamente fuori dai silo è avvelenata. Ogni persona mandata a pulire è destinata a morire. Il finale della terza stagione di Silo, però, mostra la situazione originaria, che è venuta a galla quando la ribellione nel Silo 17 ha successo e tutti gli abitanti fuggono all’aria aperta: è quanto accaduto quando Solo, l’ultimo superstite del Silo 17, era un bambino, e le immagini le vediamo noi stessi nel flashback, sugli schermi del Silo 1. La gente esce fuori e si abbraccia felice, perché l’aria è pulita e perfettamente respirabile.
Questo significa che in generale, è possibile vivere fuori dai silo. Ma il Silo 1 tiene questa possibilità prontamente preclusa, uccidendo immediatamente chiunque esca dai silo per prevenire che una ribellione si diffonda. Da quella ribellione nel Silo 17, i droni dunque hanno contaminato l’aria intorno ai silo in modo che chiunque esca e tolga il casco muoia avvelenato. E quando ciò non basta (ad esempio quando Lukas Kyle e Patrick Kennedy lasciano il Silo 18 diretti intenzionalmente nel Silo 17), intervengono anche altri droni che provano a ucciderli con veri proiettili.
Alla luce del finale di Silo Stagione 3, dunque, il mondo fuori dai silo è perfettamente abitabile. Ma le autorità nel Silo 1 fanno in modo che l’aria immediatamente intorno ai Silo resti avvelenata quando qualcuno è mandato a pulire, e uccida chiunque provi ad allontanarsi. Il veleno dell’aria non è una condizione apocalittica che richiede la permanenza nei silo, ma solo un deterrente ideato dai fondatori per prevenire il diffondersi di ribellioni all’aria aperta. E la bomba esplosa secoli prima non c’entra nulla.
Silo Stagione 3, la spiegazione del finale: cosa è successo a Daniel Keene, Troy e Helen Drew?
L’ultimo episodio di Silo Stagione 3 ci offre un altro shock: un attimo prima della bomba e dell’ingresso dei Silo, Daniel Keene è un onesto politico che cerca di scoprire la verità dietro questo piano, quello dopo viene risvegliato dalle capsule criogeniche come il più spietato degli specialisti del Silo 1, che non si fa nessuno scrupolo a uccidere tutti gli abitanti del silo 17 appena mettono piede all’aria aperta.
Come è accaduta questa trasformazione? Questo è uno degli aspetti filosofici più affacinanti di Silo: le autorità cancellano la memoria degli esseri umani attraverso droghe specifiche, e questo sembra in grado di cambiare completamente la personalità di una persona. Daniel diventa un crudele generale capace di dare l’ordine di morte di migliaia di persone senza battere ciglio, perché esegue semplicemente degli ordini. Da spettatori ci chiediamo se questo sia ontologicamente possibile: può la semplice perdita di memoria trasformarci da individui buoni in assoluti mostri?
La risposta in parte Silo la dà già: quando la memoria è resettata, c’è un processo di riapprendimento selettivo, in cui specialisti come Victor aiutano gli individui a “ricordare” ciò che il sistema vuole. In questo modo, il processo diventa una sorta di programmazione cerebrale dei nuovi individui: Daniel diventa Troy, un individuo che non sa nulla del suo passato e deve semplicemente fare il suo lavoro, ossia risolvere situazioni problematiche con la sola priorità di prevenire ribellioni dentro e fuori dai silo. La sua coscienza morale è stata cancellata, quindi Troy ora non ha mai “imparato” alcuna remora etica sulla possibilità di ordinare la morte di migliaia di innocenti che vogliono semplicemente tornare in libertà.
E Helen Drew? Cosa le accade quando la bomba esplode secoli prima, e dove si trova oggi? Questa è una delle teorie attualmente più affascinanti di Silo, e resta ancora da chiarire non appena la quarta stagione arriverà su schermo. Quando la bomba esplode, gli impiegati dei silo prendono di forza le persone lì intorno e le trascinano “nel silo più vicino.” Helen Drew era appena uscita dal Silo in cui aveva partecipato alla visita guidata: il Silo 18, esattamente quello in cui, secoli dopo, agisce Juliette Nichols. Noi non lo vediamo, ma è estremamente probabile che Helen sia stata rinchiusa nel Silo 18 e abbiamo continuato a vivere lì il resto della sua vita, mentre Daniel viene portato nel Silo 1 e congelato nelle capsule criogeniche.
Il che ci porta alla grande scommessa di cui il mondo sta parlando al termine della terza stagione di Silo…
C’è una linea di sangue tra Troy e Juliette Nichols?
Quella scena simbolica in cui, nell’ultimo episodio di Silo Stagione 3, Troy guarda il primissimo piano del viso di Juliette attraverso lo schermo, e la camera passa poi al volto di lui, ha scatenato il finimondo: esiste una linea di sangue tra Juliette Nichols e Daniel Keene / Troy?
Come sappiamo, quando la bomba esplode, Helen era incinta del figlio di Daniel. Quindi a questo punto la cosa è perfettamente possibile: Helen entra nel Silo 18, continua la sua vita e partorirà un bambino, che non conoscerà mai suo padre Daniel. Generazione dopo generazione, gli abitanti di quel silo faranno nuovi figli. La timeline qui è lunga, perché la bomba esplode intorno agli anni 2040/2050, mentre Juliette vive nel 2345. Se davvero Juliette appartiene alla stessa linea di sangue di Daniel / Troy, ci sono decine di generazioni di mezzo, ma i due possono parlarsi direttamente perché la vita di Daniel continua in maniera indefinita attraverso le capsule criogeniche.
Nel più classico dei dibattiti sulle teorie cinematografiche, i fan si sono lanciati in dettagli a favore e contro questa teoria. I tratti somatici di Juliette non sono molto simili a quelli di Troy, ma essendoci di mezzo molte generazioni tutto è possibile. Il carattere di Juliette è perfettamente compatibile con quello della bis-bis-bisnonna Helen, ovviamente, con la sua voglia di scoprire la verità che gli altri tengono nascosta. E il dettaglio su quella reliquia che spesso appare nel Silo 18 e che originariamente apparteneva a Helen ovviamente punta tutto nella direzione di un possibile legame di sangue.
Se una risposta arriverà, di nuovo, sarà nell’ultima stagione di Silo, la quarta. Che a questo punto va affrontata di petto.
Cosa accadrà in Silo Stagione 4?
La quarta stagione di Silo sarà quella che concluderà la storia. A questo punto, la trama si sposterà ancora una volta nel presente, nel 2345, ma alla luce di ciò che sappiamo: il Silo 1 è sempre vigile e pronto a sedare ogni ribellione, Troy è sveglio e preso a dare ordini, il fondatore Victor si è tolto la vita per i rimorsi morali, e Juliette nel Silo 18 ha tutte le intenzioni di salvare il mondo e penetrare nel Silo 1.
La quarta stagione, dunque, sarà quella della resa dei conti: dopo tre secoli, la popolazione nei silo ha voglia di riprendere il controllo, guidata da Juliette e dagli altri che conoscono la verità. Troy è ora una delle autorità che va neutralizzate, ma come arrivarci sarà un’impresa ardua: le tecnologie in mano ai residenti del Silo 1 sono molto avanzate, il controllo è capillare, mentre i sopravvissuti nel silo 18 hanno dalla loro solo una implacabile forza di volontà.
Gli innocenti si ribellano contro le autorità che li tengono prigionieri, praticamente l’apoteosi di ogni storia fantascientifica che si rispetti. Come andrà a finire?