📌 In questo approfondimento
Il finale della seconda stagione di The Gentlemen eleva il percorso di Eddie Halstead intrecciando una profonda simbologia biblica e artistica alla sua fredda ascesa al potere. Collegando la sua scalata alla Salomè di Caravaggio e all’interpretazione capovolta che Sir Johnston dà delle tentazioni di Gesù nel deserto, la serie ridefinisce Eddie da duca riluttante a monarca assoluto. Questa analisi esplora il modo in cui una testa mozzata sottomette definitivamente suo fratello Freddy, le ragioni per cui la cupa teologia di Johnston spinge Eddie verso l’autodeificazione, e dove lo condurrà la sua sfrenata ambizione nella terza stagione.
Questa analisi è disponibile anche in inglese: The Gentlemen Season 2 Symbolism: The Severed Head, the Jesus Parallel, and Season 3
Alla fine, nella seconda stagione di The Gentlemen c’è stata molta più filosofia di quel che ci aspettassimo. Se restiamo stettamente sugli eventi in sé, a molti di noi avrà ricordato Il Padrino Parte II: il nuovo gangster che vola troppo in alto e viene attaccato nella sua quiete domestica, per poi scoprire che il responsabile del tradimento era addirittura all’interno della propria cerchia familiare. Ma con questa stagione è obbligatorio andare oltre agli eventi, le simbologie della serie sono troppo profonde da ignorare.
A nessuno è sfuggita l’importanza di quella conversazione con Sir Johnston, in cui Eddie viene paragonato addirittora a Gesù durante i 40 giorni nel deserto. Il parallelo è estremamente interessante: Eddie sta in effetti superando delle prove e testando i propri limiti, ma l’obiettivo finale è di fatto paragonabile? Poi c’è il finale della seconda stagione, in cui il duca pretende la testa di chi lo ha minacciato, in un gustoso parallelo con quel dipinto di Caravaggio che vediamo all’inizio dell’ultimo episodio. Infine, tocca affrontare la terza stagione, che è già in preparazione: come si evolverà la trama di The Gentlemen adesso?
Come sempre, andiamo sotto la superficie ed esploriamo gli aspetti più intriganti e profondi delle serie che vediamo.
La visione di Sir Johnston: Eddie come Gesù nel deserto
Risalta quindi la profondità delle conversazioni tra il duca Eddie e Sir Johnston, che vede in lui una figura da leader indiscusso. Prima lo spinge a pensarsi come un monarca, capace di dare e ricevere a seconda delle circostanze, poi lo descrive come il discendente diretto dell’ultimo Re di Troia, pronto a riprendersi Albione. Infine, in una escalation che trascende il mondo materiale, nell’ultimo episodio Eddie è paragonato addirittura a Gesù, mentre le vicende della seconda stagione di The Gentlemen ricordano le tentazioni del Diavolo nei quaranta giorni nel deserto.
Eddie non è cattolico ma ha studiato teologia, quindi può cogliere bene il parallelo. Nella visione di Sir Johnston, le prove che Eddie sta superando in questi mesi sono simili alle tre tentazioni che il Diavolo presenta a Gesù quando passa quei quaranta giorni di digiuno nel deserto. Stanley Johnston è in grado di disegnare il parallelo con grande precisione: la prima tentazione del Diavolo fu spingere Gesù a trasformare le rocce in pane per sfamarsi, e sarebbe ciò che ha rifiutato di fare Eddie, rinunciando alla gratificazione a breve termine della protezione di Bobby Glass per costruire la propria organizzazione. La seconda tentazione del Diavolo è l’invito a lanciarsi nel vuoto per venir salvato dagli Angeli, e quello sarebbe eguagliato dalla dimostrazione di spirito di Eddie nel tirarsi fuori dalla brutta situazione in cui Bobby lo ha messo dopo che i due hanno chiuso i rapporti. E l’ultima tentazione era quella di prostrarsi al Diavolo e diventare il padrone del mondo, che secondo Johnston è una prova che Eddie deve ancora affrontare.
Il parallelo è certamente interessante, e non va preso come una prova della correttezza di Johnston, ma come una scaltra appropriazione della simbologia cattolica per incentivare il Duca all’azione. Il primo parallelo è il più semplice, e per questo quello meno controverso: quando Gesù rifiutò la soddisfazione di sfamarsi, lo ha fatto per mandare un messaggio al mondo circa la necessità di ridimensionare l’importanza del mondo materiale in confronto a quello spirituale. Per Gesù l’imperativo era diffondere il Verbo, mentre per Eddie, il gesto di allontanarsi dai semplici vantaggi forniti da Bobby Glass è stato un modo per puntare a qualcosa di più grande. Non un obiettivo spirituale, ma la necessità di essere autonomo nel decidere ciò che vuole.
Le cose si fanno già interessanti, perchè Eddie sta già navigando il parallelo con Gesù mentre mantiene i suoi obiettivi strettamente nell’ambito dell’avidità. Nel secondo parallelo, Gesù rifiuta di sottomettersi a un gesto di spettacolare dimostrazione di potere, e rigetta la tentazione del Diavolo, sottomettendosi all’umiltà delle azioni silenziose. Qui il parallelo si fa più interessante: da una parte, Gesù non ha alcuna intenzione di farsi salvare dagli angeli, ma intende dare dimostrazione di come la forza di spirito di ognuno di noi possa farci superare qualsiasi cosa. Eddie ha fatto lo stesso: dopo l’incidente con Bobby Glass, ha lentamente ricostruito la propria visione, tirandosi fuori da una dura caduta e risalendo lentamente verso il ruolo di fautore del suo destino. Si fa finanziare per risollevarsi, sposa la duchessa e pianifica ora la sua nuova ascesa.
Il che ci porta al terzo parallelo, quello in cui il Diavolo invita Gesù al gesto definitivo: venerare il demonio per ottenere ogni bene materiale lui voglia. Qui le strade di Gesù e di Eddie prendono una direzione opposta. Il messaggio di Gesù, in questo caso, è chiaro: l’uomo può solo venerare Dio e nessun altro. È un messaggio di devozione e subordinazione umile al Dio cristiano, ed è la collocazione dell’uomo che Gesù vuole trasmettere con quel gesto. Per Sir Johnston ed Eddie, invece, la terza prova ha una sfumatura più sottile: Eddie deve dimostrare di non doversi prostrare a nessuno. Non al Diavolo, non a un altro gangster, e nemmeno a un Dio in cui lui stesso non crede.
In questa prospettiva comprendiamo l’intenzione nascosta di Sir Johnston per Eddie. Quel paragone non intende far nascere in Eddie una improbabile umiltà nei confronti di Dio, ma convincerlo che Eddie può diventare il signore supremo di questo mondo. Il rifiuto di Gesù di postrarsi al Diavolo era una conferma della sua venerazione per Dio, ma nel caso di Eddie quel rifiuto deve diventare il gesto che lo colloca al di sopra di tutti, senza alcuna necessità di prostrarsi a nessuno. Diventare il Re dei Re, dando prova della sua superiorità.
Questo ci fa intendere che Sir Johnston ha dei piani ben precisi su di Eddie, piani che Eddie è pronto a sposare se rispettano la sua sete di potere. Eddie ora vuole tutto, lo dice chiaramente nella seconda stagione, e il finale lo mette nelle condizioni ideali di ottenere quell’obiettivo. Ha già dimostrato di non essere costretto a sottostare a nessuno che lui non voglia, e da questo punto di vista anche la terza prova di Sir Johnston è in fase di completamento. Quale sia il prossimo obiettivo, ora, sarà da vedere nella terza stagione.
The Gentlemen, la spiegazione del finale: la testa mozzata e il dipinto di Caravaggio
L’episodio finale di The Gentlemen seconda stagione si intitola “portatemi la sua testa” e rappresenta ovviamente la rivalsa definitiva di Eddie verso coloro che lo hanno attaccato, uccidendogli la moglie e provando a rapire il nipote. Dopo vari tentativi falliti, Eddie riesce a scoprire chi era il responsabile, in un intelligente colpo di scena che punta improvvisamente l’attenzione verso un personaggio rimasto nell’ombra per tutta la seconda stagione: il fratello Freddy, che coltiva ancora un rancore inesauribile per come Eddie abbia preso il suo posto come erede della famiglia.
Freddy però non ha agito da solo: a manipolarlo è stato Gospel John, un improbabile leader spirituale che in realtà altro non è che un ex-spacciatore di droga ora troppo ambizioso. Ed Eddie, ovviamente, vuole la sua testa. Chiedere la testa di un nemico è molto di più che semplicemente neutralizzarlo: non si tratta solo di porre fine alla sua vita, ma di fare della sua morte un simbolo dello spostamento di potere definitivo. Tagliare la testa di Gospel John per Eddie significa ristabilire gli equilibri: è il gesto che ordinavano i re per spegnere ogni ribellione, il simbolo della dominanza ultima, e la plateale dimostrazione di cosa accade se si prova ad attaccare chi comanda. E nel caso di Eddie, a tagliare la testa sarà proprio Freddy, che così viene umiliato e relegato a mera pedina che esegue gli ordini di Eddie, nuovamente sottomesso nella sua condizione subordinata.
L’episodio finale di The Gentlemen Stagione 2 si apre con un famoso dipinto di Caravaggio su un’altra testa mozzata: Salomè con testa del Battista, uno dei tre dipinti realizzati da Caravaggio su un evento simbolico del vecchio testamento.

Secondo l’episodio nella Bibbia, Salomè, la nipote di Erode il Grande, ordinerà il martirio di Giovanni Battista, chiedendone la sua testa. Anche in quel caso, si tratta di un gesto atto a estinguere il potere che, agli occhi del popolo, il nuovo cristianesimo stava conquistando, piegando i suoi leader e sottomettendoli simbolicamente all’autorità. Nei dipinti di Caravaggio però (e in molte rappresentazioni artistiche di quell’evento), il volto di Salomè trasuda disagio: la principessa non guarda nemmeno la testa del Battista, come a voler comunque prendere le distanze da quel gesto così spietato.
Eddie, invece, non ha alcun rimorso. Anche nel suo caso, quello di far tagliare la testa al traditore è un ordine che dovranno eseguire altri, ma solo perché ciò risponde alla necessità di punire Freddy. Nel vedere la testa mozzata di Gospel John, Eddie prova in realtà soddisfazione, e conferma quella flemma complimentandosi col fratello Eddie con un ironico “bravo ragazzo.” Eddie sta compiendo la sua ascesa verso la posizione di potere che gli spetta, e non distoglie i suoi occhi da ciò che ha realizzato, rivendicandone la responsabilità. Da questo momento, sarà chiaro a tutti cosa accade se si minaccia l’autorità del nuovo Re.
Ancora una volta, The Gentlemen lancia un parallelo interessante tra la figura di Eddie e un episodio biblico. E ancora una volta, l’obiettivo è evidenziare l’ascesa di Eddie nel ruolo di dominatore assoluto del mondo criminale in cui si muove. Il che ci porta direttamente a ciò che potrà accadere nella terza stagione.
Cosa accadrà nella terza stagione di The Gentlemen?
The Gentlemen Stagione 3 è già stata confermata e la lavorazione è già iniziata. Non sono ancora stati condivisi elementi della trama, ma Theo James (produttore esecutivo e interprete di Eddie nella serie) ha già detto che sarà ancora più spietata e coinvolgerà nuovi personaggi da affrontare.
Eddie ora vuole tutto. Ha dimostrato di essere un gangster che è meglio non avere contro. Intorno a lui ha un numero di uomini fedeli che non lo tradiranno. La variabile Freddy è ancora fuori controllo, ma almeno ora Eddie sa quanto in là il fratello può spingersi e quanto dunque è necessario tenerlo in pugno. Il sodalizio con Marco Moretti sembra stabile, e potrà essere la giusta rampa di lancio per estendere l’organizzazione di Eddie a livello europeo.
I nemici, al momento, sono da inquadrare. Dopo esserselo messo contro, Bobby Glass ha fatto un passo indietro e ora conta sul successo di Eddie, dopo aver comprato il suo debito. Susie Glass è praticamente pronta a ricominciare la partnership. Non si vedono altre minacce all’orizzonte, quindi è naturale che la terza stagione introduca nuovi cattivi che ostacolino l’ascesa di Eddie.
Quel che conterà di più, però, sarà vedere fino a dove può arrivare il senso di onnipotenza di Eddie. Sir Johnston lo vede come un leader assoluto, Eddie sa già di voler prendersi tutto, e noi lo sappiamo bene, chi cede in maniera totale all’ambizione finisce per bruciarsi. L’arco narrativo di The Gentlemen può ancora essere lungo, e abbiamo già notato quanto Guy Ritchie si diverta in questi ambiti: per la terza stagione è lecito aspettarsi che Eddie conquisti ancora più potere e schiacci nuovi nemici sotto i suoi piedi. Quando arriverà però la vera battuta d’arresto?
