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The Last Sunrise e la perdita di memoria: la malattia di Ry è ispirata a una storia vera?

📌 In questo approfondimento

Anche se The Last Sunrise- L’estate delle prime volte non è direttamente tratto da una storia vera, la malattia cronica di Ry affonda le sue radici nella neurologia reale, in particolare nel complesso della sclerosi tuberosa e nell’epilessia farmacoresistente. Un intervento chirurgico al cervello vicino ai lobi temporali comporta effettivi rischi cognitivi, poiché l’infiammazione post-operatoria e le dinamiche di consolidamento neurale causano di frequente un’amnesia autobiografica temporanea o permanente. Questa analisi esplora la scienza medica dietro la condizione di Ry, analizzando come la perdita di memoria dopo l’operazione incida sulle relazioni recenti e se il suo legame con Julian possa davvero riaffiorare nel tempo.

Questa analisi è disponibile anche in inglese: The Real Science Behind The Last Sunrise: Ry’s Memory Loss & the Ending Explained

The Last Sunrise – L’estate delle prime volte inizia come il classico film romantico con la ragazza in vacanza, il bad boy che si ammorbidisce, e una storia d’amore che nasce. Poi arrivano i problemi, ovviamente: le difficoltà economiche dei pescatori di Mallorca, e la madre di Ry che appartiene al gruppo che vuole acquistare l’attività del padre di Julian, tutto accanto ai naturali dubbi legati a una relazione estiva destinata a terminare quando la vacanza è terminata. Infine, il film si trasforma in un dramma umano, con la malattia cronica di Ry che colpisce con tutta la sua forza e le conseguenze più temute che si trasformano in realtà.

Nel finale, Ry perde la memoria e si dimentica di quello che aveva vissuto in quelle settimane con Julian. E visto che il tema della perdita della memoria è sempre stato molto battuto nel mondo della letteratura e del cinema, con dei risvolti particolari all’interno delle relazioni sentimentali, è il momento di chiarire una volta per tutte se una vicenda del genere sia possibile nella vita reale: la storia di The Last Sunrise è ispirata a una storia vera? Qual è la malattia cronica di Ry, ed è vero che l’intervento chirurgico al cervello può trasformarti così tanto?

Ry, Julian e la storia maledetta in The Last Sunrise: la ragazza muore?

Ry è una giovane ballerina americana che soffre di una rara condizione cronica che le causa attacchi frequenti di epilessia. Come spiega durante il film alle amiche e infine a Julian, la malattia non è curabile, le medicine che prende ogni giorno possono solo mitigare la forza degli attacchi, e l’unica possibile soluzione è un intervento chirurgico al cervello, che comporta un alto rischio di perdita di memoria. La cosa spaventa tantissimo la protagonista, che ha paura di dimenticare tutto quello che lei è sempre stata: perdere i ricordi è un po’ come venir privati di tutto quello che ci ha resi ciò che siamo oggi.

The Last Sunrise - Official Trailer | Prime Video

Durante la vacanza a Mallorca, Ry si accorge di voler vivere la vita nel modo più intenso possibile, e decide di smettere di prendere le pillole quotidiane. Questo renderà sì più intense le esperienze di quei giorni, ma finirà in tragedia: una mattina, Ry non si sveglia più, viene condotta d’urgenza in ospedale, e l’unica possibilità diventa proprio quell’intervento chirurgico di cui Ry aveva paura. Ry si risveglia, ma il suo timore diventa realtà: non si ricorda più di Julian, e come dice lei stessa nel finale di The Last Sunrise, i ricordi ora torneranno con grande lentezza. Il film si chiude con lei che esce dal mare nella spiaggia che tanto ha significato per lei e Julian, lui che la saluta, e lei che lo guarda come se fosse la prima volta, senza riconoscerlo.

Quindi, è vero che la malattia cronica di Ry può causare questa totale perdita di memoria?

Cos’è la sclerosi tuberosa? La vera malattia dietro le condizioni di Ry

Mentre molti drammi romantici si affidano a malattie vaghe o del tutto inventate per far avanzare la trama, la condizione che colpisce Ry in The Last Sunrise è assolutamente reale. Come rivela lei stessa nel finale del film, Ry soffre di sclerosi tuberosa, una rara malattia genetica che, alla nascita, colpisce circa una persona su 6.000 negli Stati Uniti. Questa patologia provoca la formazione di tumori benigni, noti come tuberi, in vari organi, in particolare all’interno del cervello.

Questi tuberi alterano la naturale architettura elettrica del cervello. Anziché consentire una comunicazione neurale fluida, le formazioni generano scariche elettriche caotiche che scatenano crisi epilettiche severe e ricorrenti. Nelle prime fasi della malattia, i farmaci antiepilettici assunti quotidianamente aiutano a gestire la frequenza e l’intensità di questi attacchi. Con il passare del tempo, tuttavia, circa un terzo dei pazienti sviluppa un’epilessia farmacoresistente: i farmaci tradizionali perdono completamente la loro efficacia, lasciando la persona esposta a crisi potenzialmente mortali, proprio come quella che Ry si trova a vivere dopo aver smesso di prendere le sue pillole.

Quando la terapia farmacologica non riesce più a contenere le crisi, la chirurgia cerebrale di resezione diventa l’unica opzione concreta per salvare la vita del paziente. I chirurghi devono individuare con precisione e rimuovere o scollegare i tuberi specifici che scatenano queste tempeste elettriche. Se da un lato questa procedura invasiva può eliminare crisi pericolose per la vita, dall’altro intervenire in aree cerebrali come il lobo temporale o l’ippocampo comporta un rischio enorme: la perdita permanente della memoria e una profonda compromissione dell’identità cognitiva del paziente.

Un intervento al cervello può cancellare i ricordi recenti? La scienza dietro l’amnesia di Ry

Quando i chirurghi eseguono un intervento di resezione cerebrale per fermare le crisi epilettiche più gravi, si trovano spesso a dover operare all’interno o nelle vicinanze dei lobi temporali e dell’ippocampo. L’ippocampo funge da centro di elaborazione principale del cervello per catturare le esperienze recenti e consolidarle nella memoria a lungo termine. La rimozione di tuberi o tessuto cerebrale da queste delicate strutture comporta un rischio ben documentato di deficit neurologici: come spiegato in questa analisi di Science Insights, tra il 30% e il 40% dei pazienti riscontra nebbia cognitiva nelle settimane successive a questo tipo di operazione, e la possibilità di una perdita di memoria è considerata un rischio clinico concreto e non un’anomalia rara.

Leigh's Epilepsy Story: Memory Loss and Brain Surgery
Una paziente racconta come l’epilessia e l’intervento al cervello abbiano cambiato la sua memoria e la sua vita quotidiana.

Il tipo specifico di perdita di memoria che Ry vive nel film corrisponde all’amnesia autobiografica retrograda. Nei casi neurologici reali, l’intervento chirurgico raramente cancella la memoria procedurale, motivo per cui una ballerina come Ry saprebbe comunque come muoversi, parlare o orientarsi nella vita di tutti i giorni. Anche i ricordi d’infanzia e le nozioni consolidate da tempo rimangono in gran parte intatti, perché hanno avuto anni per stabilizzarsi in diverse aree della corteccia cerebrale. Al contrario, il danno colpisce i ricordi episodici: esperienze personali, legami emotivi ed eventi specifici legati a periodi di tempo recenti.

Questa dinamica neurologica spiega perché la tempistica della storia d’amore tra Ry e Julian si adatti in modo così preciso alla realtà medica. In base a un principio affermato noto come legge di Ribot, i ricordi più recenti sono molto più fragili rispetto a quelli più antichi. Un ricordo formatosi nelle settimane precedenti a un intervento al cervello non ha ancora completato il complesso processo di consolidamento neurale. Quando la chirurgia altera i circuiti temporali, quelle vie neurali create da poco sono le prime a cedere. Poiché Ry ha conosciuto Julian soltanto poche settimane prima dell’operazione d’urgenza, il suo cervello non aveva ancora fissato quei ricordi nella memoria a lungo termine, rendendo la figura di Julian vulnerabile a una cancellazione totale mentre gli aspetti più vecchi della sua identità sono rimasti intatti.

The Last Sunrise, la spiegazione del finale: Ry ricorderà di nuovo Julian?

Nel finale di The Last Sunrise, Ry si sveglia, Julian corre nella sua stanza di ospedale, e lei lo guarda come se fosse la prima volta. Come spiega lei stessa nelle scene successive, “le sue memorie ritornano a galla poco alla volta”: questo, nel mondo clinico delle operazioni al cervello, può essere spiegato come la naturale conseguenza del gonfiore e dell’infiammazione causate dall’intervento.

Nella realtà dei casi di perdita della memoria dopo un’intervento chirurgico al cervello, c’è una buona probabilità che Ry recupererà la memoria di Julian: come spiega questo articolo del neurochirurgo Raveesh Sunkara, la perdita della memoria a breve termine è un effetto comune di certe operazioni, e può anche durare per mesi dopo l’intervento, ma la maggior parte dei pazienti alla fine recuperano quel tipo di pazienti.

Tutto questo, immerso nella storia di The Last Sunrise, ci aiuta a spiegarci quello sguardo spaesato di Ry con cui si chiude il film: Julian è ancora lì, presente nella sua vita anche se non prova ancora a convincerla che i due si conoscevano già. Quel che possiamo immaginare è che a un certo punto i due inizieranno nuovamente a parlare e conoscersi, e lentamente le memorie di Ry riaffioreranno. Julian potrà raccontarle le cose che hanno vissuto insieme fino a prima dell’intervento, e questo aiuterà Ry a ricollegare quelle piccole scheggie di memoria che pian piano torneranno in superficie. Per certi versi, è quello che abbiamo visto di recente in un’altra serie calda del momento, la terza stagione di Silo e la storia di Charlotte, che perde la memoria e viene sottoposta a una terapia specifica per recuperare alcuni dei suoi ricordi recenti.

Come dicevamo, la perdita della memoria è un concetto molto amato dal mondo del cinema, e The Last Sunrise rappresenta semplicemente la sua ultima rappresentazione in un film dai contorni romantici.

Carlo Affatigato

Carlo Affatigato

Carlo Affatigato è il fondatore e Direttore Editoriale di Auralcrave. Ingegnere di formazione con un background in psicologia e life coaching, è analista culturale e scrittore professionista dal 2008. Carlo è specializzato nell'estrarre significati nascosti e intenzioni umane dalle storie globali di tendenza, unendo il rigore scientifico a una lente umanistica per spiegare l'impatto psicologico dei nostri momenti culturali più significativi.View Author posts