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Silo Stagione 3: La logica del reset e quello che i libri non hanno mai raccontato

📌 In questo approfondimento

La terza stagione di Silo su Apple TV+ modifica la storia di Hugh Howey, sottoponendo Juliette a un protocollo di reset locale e cancellando la sua memoria nel suo ruolo di sindaco del Silo 18. Questa divergenza rispetto all’ultimo romanzo, Dust, integra le dinamiche dell’amnesia generazionale di quanto accaduto 140 anni prima direttamente nella linea temporale presente. Eppure, un reset totale del silo incombe ancora come la minaccia definitiva: un pericolo che prende di mira lo spirito stesso e la memoria della ribellione.

Questa analisi è disponibile anche in inglese: Silo Season 3: The Chilling Logic of the Reset and What the Books Never Showed

Il ritorno di Silo con la terza stagione torna ad appassionare, e stavolta le cose rischiano di coinvolgere ancora di più i lettori che conoscevano la storia già dai libri di Hugh Howey. Già, perché ora che lo show è stato confermato per una terza e quarta stagione (con quest’ultima destinata a chiudere la serie), i creatori di Silo su Apple TV+ hanno anche deciso di introdurre elementi nuovi rispetto alla trama dei libri, ed è affascinante per i lettori dei libri vedere come le cose si stanno evolvendo.

L’inizio della terza stagione sta gradualmente esponendo la grande minaccia del reset: un concetto ereditato dai libri e ora applicato alla linea temporale di Juliette, che nella serie TV si ritrova ad essere Sindaco del Silo 18, ma senza memoria. Anche il concetto di controllo delle memorie è preso dai libri, ma quello che si vede all’inizio della terza stagione intene approfondire una fase temporanea della storia che i libri non presentano. E vedere il silo 18 e l’algoritmo alle prese con la minaccia del reset ci fa tornare indietro a come finisce la stagione 2 e al concetto di “procedura di salvaguardia,” che sembrava l’unica soluzione possibile in caso di ribellione.

Insomma, la terza stagione di Silo ha molti elementi che vanno analizzati per poterne seguire la trama con la massima consapevolezza. Facciamo chiarezza.

La “Procedura di salvaguardia” e la terminazione del Silo: cosa è successo prima della terza stagione

In breve: la prima stagione ci aveva mostrato la lenta progressione del personaggio di Juliette, che gradualmente accumulerà abbastanza informazioni da diventare prima lo sceriffo del silo e poi essere condannata ad abbandonarlo. Questo ci porterà alla stagione 2, in cui vediamo Juliette arrivare al silo 17 e interagire con Solo, l’unico superstite di quel silo. Tutto questo è coperto nei libri dal primo ciclo della serie di Hugh Howey, Wool.

Il silo 17 è la testimonianza di quel che succede a un silo quando i ribelli prendono il potere: le autorità decidono di procedere alla cosiddetta “terminazione,” che corrisponde alla minacciosa “procedura di salvaguardia” di cui sentiamo parlare nella seconda stagione. Si tratta della procedura definitiva: il silo viene sterminato attraverso i gas, uccidendo l’intera popolazione. Un intervento che viene inteso come la soluzione estrema, da adottare solo in casi disperati.

Silo — Season 3 Official Trailer | Apple TV

La terza stagione di Silo mostra due linee temporali parallele: la prima è quello che è successo secoli prima, negli anni 2040-2050, prima che i silo entrassero in funzione, mentre la seconda è sempre la linea temporale presente nel silo 18, nel 2345. Questo porta la serie a coprire finalmente gli altri due cicli della serie di libri, Shift e Dust.

La spiegazione di Silo Stagione 3: cos’è il reset di un silo?

Il reset è la procedura autorizzata dalle autorità per sedare una ribellione prima che prenda il controllo del silo. Come spiega l’algoritmo a Camille Sims nella terza stagione, è già accaduto al silo 18, 140 anni prima: nel 2212 una lenta ribellione era già in corso, ma la vita nel silo era stata preservata senza ricorrere allo sterminio.

Secondo quanto leggiamo dai libri, il reset è una procedura che provoca una riduzione della popolazione, una perdita generale della memoria attraverso droghe diluite nell’acqua, e la formattazione di tutti i computer. In questo modo, la popolazione ricomincia a vivere, ignari della ribellione che aveva preso piede, basandosi sulle regole del patto coi fondatori e sulla percezione dell’esterno che si vede dalle grandi finestre della mensa.

La stagione 3 si svolge immediatamente dopo la ribellione che aveva visto Juliette venire espulsa dal silo e poi tornare come un eroe. Dal momento che Juliette è il simbolo di quella ribellione, il potere ha cancellato la sua memoria attraverso le pillole che gli fornisce quotidianamente Camille. L’episodio 3 della stagione mostra i preparativi per il reset, con i barili di “vitamine” che vengono trasportati verso la sorgente di acqua del silo. E l’algoritmo è in stretto contatto con Camille, guidandola nelle varie fasi del reset che sta pianificando.

Le differenze tra i libri e Silo Stagione 3

La linea temporale presente che vediamo nella stagione 3 di Silo, con Juliette come Sindaco e Camille guidata dall’Algoritmo, è coperta nell’ultimo libro della trilogia, Dust. Tuttavia, non c’è traccia delle pillole e della amnesia indotta su Juliette in quel libro: in Dust, Juliette è un sindaco consapevole, che continua ad investigare la situazione dei silo e lo stato dell’aria all’esterno.

La serie TV ha scelto di adottare le procedure di reset a questa parte della trama per unire concettualmente il racconto di cosa successe al silo nel 2212 alle vicende presenti. Visto che c’è già il flashback ai tempi pre-silo, la serie sceglie di evitare un ulteriore flashback e introdurre le vicende del reset avvenuto 140 anni prima nella linea temporale presente. In questo modo, i protagonisti del presente restano al centro della scena, mentre la terza stagione ci mostra gli eventi che hanno portato al popolamento dei silo.

Mentre la stagione 3 si sviluppa, nuovi importanti elementi dai libri verranno fuori: l’algoritmo è già in contatto con Camille Sims, ma c’è dell’altro. Noi ovviamente eviteremo di anticiparvi le cose, lasciando che gli showrunners ci guidino al ritmo che ritengono più adeguato. I grandi interrogativi della serie restano: cosa c’è fuori dal silo? L’aria è davvero contaminata?

Finora abbiamo avuto delle risposte, ma tocca sempre considerare la possibilità che quanto rivelato finora sia solo una visione parziale della verità.

Carlo Affatigato

Carlo Affatigato

Carlo Affatigato è il fondatore e Direttore Editoriale di Auralcrave. Ingegnere di formazione con un background in psicologia e life coaching, è analista culturale e scrittore professionista dal 2008. Carlo è specializzato nell'estrarre significati nascosti e intenzioni umane dalle storie globali di tendenza, unendo il rigore scientifico a una lente umanistica per spiegare l'impatto psicologico dei nostri momenti culturali più significativi.View Author posts