📌 In questo approfondimento
Nell’adattamento Prime Video de L’ultima Missione – Project Hail Mary, Ryland Grace sceglie di sacrificare il suo ritorno sulla Terra per trarre in salvo Rocky, finendo per costruirsi un’inaspettata vita su Erid. Questa analisi scompone il film e il significato del suo finale, approfondendo la scoperta di Blip A, il realismo scientifico degli astrofagi e l’impatto dei brani dei Beatles e di Harry Styles. Eppure, la vera profondità della storia risiede tutta nella commovente scelta finale di Grace: esploriamo il legame viscerale che trasforma una missione forzata in un sacrificio per un amico alieno.
Questa analisi è disponibile anche in inglese: Project Hail Mary, a Full Breakdown: The Meaning of Blip A, The Music, Grace & Rocky
È la produzione di fantascienza del 2026, e ovviamente il pubblico ha avuto mille domande intorno alla sua trama: L’ultima Missione – Project Hail Mary è tratto dall’omonimo romanzo del 2021 di Andy Weir (lo stesso scrittore di The Martian), e la trama è complessa abbastanza da scatenare mille curiosità. Inoltre, la trama rende molto bene su schermo: il film racconta alla perfezione tutte le fasi della storia, dalla scoperta della Linea Petrova agli Astrofagi, dalla coraggiosa missione spaziale verso Tau Ceti all’incontro con Blip A e Rocky: il dottor Grace vedrà la sua vita trasformarsi da un semplice professore di scienza sulla Terra a un eroe che alla fine contribuirà a salvare non solo la Terra, ma anche un secondo, lontano pianeta.
In questo articolo, ripercorreremo l’intero film spiegandone tutte le fasi e gli elementi più curiosi. C’è anche spazio per le canzoni che hanno suscitato interesse dalla colonna sonora, per il realismo dietro la trama e per il significato filosofico del finale.
Project Hail Mary, l’inizio: la scoperta della Linea Petrova e gli esperimenti sugli Astrofagi
In un futuro non troppo lontano, viene fatta una scoperta che presto rappresenterà una minaccia per la vita sulla Terra: la Linea Petrova. Come prova a spiegare il dottor Grace (Ryan Gosling) ai suoi studenti, si tratta di un fascio luminoso che connette il sole a Venere. Presto si scoprirà che questo fascio è fatto di esseri viventi monocellulari che catturano l’energia del sole e la usano per trasferirsi su Venere: in questo modo, stanno progressivamente riducendo l’energia solare, cosa che causerà una nuova glaciazione sulla Terra nel giro di trent’anni, uccidendo metà della popolazione terrestre.
Una sonda viene spedita su Venere per catturare dei campioni di questi organismi, che verranno chiamati Astrofagi (dal latino “divoratori di stelle”). Il Dottor Grace viene coinvolto dal team internazionale appuntato per affrontare il problema, e sarà lui a scoprire come e perché gli Astrofagi si riproducono: il loro tragitto dal sole a Venere serve a trovare un ambiente ricco di anidride carbonica, che gli serve per riprodursi. Grace riuscirà anche a far riprodurre gli Astrofagi in laboratorio, cosa che gli permetterà di accedere al cuore della missione.
Una volta unito al resto degli scienziati, Grace scopre l’obiettivo di qeusta missione. Le osservazioni hanno dimostrato che il sole non è l’unica stella contagiata dagli astrofagi: in realtà, l’intero universo sta subendo la stessa sorte, tranne una unica stella, Tau Ceti, lontana quasi dodici anni luce dalla Terra. L’idea quindi è di dar forma a un’inedita missione spaziale con un piccolo team di astronauti per arrivare a Tau Ceti e scoprire come mai quella stella si è salvata dall’invasione degli astrofagi.
C’è un problema, però: l’energia necessaria per un viaggio spaziale così lungo. Si raggiunge la consapevolezza che l’unico modo di fornire cotanta energia è di usare proprio gli astrofagi, veri e propri magazzini concentrati di energia solare. Ora che Grace ha scoperto come farli riprodurre, gli scienziati possono arrivare alla quantità target: due milioni di chilogrammi di astrofagi. Con quella quantità, una astronave può arrivare su Tau Ceti, ma non c’è modo di tornare indietro: gli astronauti che parteciperanno alla missione raccoglieranno i dati, li invieranno indietro sulla terra tramite una serie di “beetle” (piccole navicelle spaziali capaci di trasportare i dati raccolti), e semplicemente moriranno nello spazio.
Dopo un incidente prima del lancio che ucciderà gran parte del team pronto per la missione, viene chiesto a Grace di essere lo scienziato che andrà su Tau Ceti. Sapendo che si tratta di una missione suicida, Grace rifiuta, ma il team internazionale ha già deciso che quella è la migliore soluzione: pongono Grace in coma indotto insieme agli altri due astronauti e lo inviano verso Tau Ceti. Quattro anni dopo (c’è uno sfasamento temporale dovuto alla teoria della relatività), Grace si sveglia dal coma, l’astronave è prossima alla destinazione, ma lui è l’unico sopravvissuto: per motivi ignoti, gli altri due astronauti sono morti durante il viaggio. Qui è dove in effetti comincia il film, con Grace sullo spazio che ricorda tramite flashback quanto successo fino a quel momento.
La “storia vera” dietro Project Hail Mary: quanto è realistica la trama?
Lo scrittore Andy Weir è famoso per scrivere storie di fantascienza basate su meccanismi e fondamenti scientifici validi. Questa volta, però, la storia di Project Hail Mary ha almeno un paio di elementi che la rendono impossibile in base alle conoscenze scientifiche odierne.
Prima di tutto, gli astrofagi: di organismi monocellulari che assorbono l’energia del sole ne esistono anche sulla Terra, come il fitoplancton e i cianobatteri. Ma tutti gli organismi convertono l’energia solare in sostanze organiche per la sopravvivenza, attraverso il processo noto come fotosintesi. Gli astrofagi, invece, sembrano essere in grado di immagazzinare l’energia solare per un viaggio lunghissimo come quello dal Sole a Venere, con dispersione energetica minima. Questo è completamente differente da ogni organismo vivente conosciuto al momento.
Il viaggio spaziale lungo dodici anni luce è l’altro elemento impossibile da realizzare nella storia vera. In base alla storia di Project Hail Mary, gli umani riescono a costruire un’astronave capace di viaggiare a una velocità prossima a quella della luce, e questo è impossibile. Se anche i progressi della scienza riuscissero ad arrivare a raggiungere una velocità cinque volte inferiore a quella della luce (qualcosa che è solo allo stadio teorico al momento col progetto Breakthrough Starshot), per raggiungere una stella lontana dodici anni luce ci vorrebbero sessant’anni, con tutte le sfide di sopravvivenza che ciò comporta.
In sostanza, la scienza sottostante alla storia di Project Hail Mary è irrealistica, e probabilmente non potrà trasformarsi in una storia vera nemmeno in centinaia di anni di progresso tecnologico.
“Rilevato Blip A”: l’incontro con l’astronave aliena e Rocky
Torniamo alla storia del film. Grace si sveglia in solitudine in prossimità di Tau Ceti e, all’improvviso, sente i sistemi di sicurezza recitare “Rilevato Blip A.” Cos’è Blip A? Si tratta del nome dato di default al primo oggetto sconosciuto identificato dai radar dell’astronave. Blip A in realtà è l’enorme astronave di Rocky, a cui seguiranno Blip B e Blip C, i piccoli oggetti che Rocky invierà a Grace per entrare in contatto amichevole.
Chi è Rocky? Si tratta di un membro di una specie aliena che vive nel pianeta 40 Eridani A b, che poi verrà ribattezzato “Erid.” Rocky si trova in prossimità di Tau Ceti per lo stesso motivo per cui ci è arrivato Grace: anche il sole di Erid sta muorendo, anche gli eridiani avevano identificato Tau Ceti come l’unica stella immune all’invasione di astrofagi, e anche loro avevano inviato una missione spaziale per scoprirne il motivo. Rocky e Grace imparano a comunicare tra loro e si alleano, in quanto due astronauti soli in quella parte dell’universo, uniti da un obiettivo comune.
La scoperta delle Taumebe: perché Tau Ceti è immune agli astrofagi?
Una volta che Grace e Rocky iniziano a lavorare insieme, scoprono che anche Tau Ceti ha una Linea Petrova. Come mai allora in quel caso gli astrofagi non riescono a ridurre l’energia di quella stella? Attraverso dei campioni estratti dal pianeta a cui la Linea Petrova arriva – pianeta che hanno ribattezzato Adrian, come la ragazza di Rocky Balboa – Grace e Rocky scoprono l’esistenza di vita su Adrian e capiscono cosa sta succedendo: gli organismi viventi di Adrian sono predatori di astrofagi e ne mantengono la popolazione in numero ridotto, così che il loro effetto sulla stella non degeneri mai. Grace battezza questi organismi di Adrian “Taumebe” (amebe di Tau Ceti)
Grace e Rocky quindi sviluppano la soluzione per i loro pianeti: si tratta semplicemente di sviluppare delle coltivazioni di taumebe in grado di sopravvivere al viaggio di ritorno e (nel caso di Grace) all’atmosfera di Venere. Se riusciranno a portare le taumebe sui loro pianeti, potranno limitare la popolazione di astrofagi a sufficienza da evitare le glaciazioni.
E la cosa diventa possibile, nonostante la missione spaziale di Grace non prevedeva un viaggio di ritorno: Ricky fa alcuni calcoli e scopre di avere abbastanza carburante di astrofagi per dare a Grace sufficiente energia per tornare. I due si salutano e cominciano i viaggi di ritorno, ma scoppia un’emergenza: nell’astronave di Grace, le taumebe riescono a rosicchiare la xenonite, lo speciale materiale proveniente da Erid in cui erano rinchiuse. Questo dà a Grace una amara consapevolezza: il suo amico Rocky è in pericolo, perché la sua intera astronave è fatta di xenonite. E questo ci conduce al finale del film, a cui arriveremo tra un attimo.
Le canzoni simbolo di Project Hail Mary: Sign of the Times e Two Of Us
L’impatto di Project Hail Mary nell’immaginazione degli spettatori è stato tale che anche le due canzoni-simbolo del film hanno catturato l’attenzione di tutti. La prima è quella canzone che il capo della missione internazionale, Eva Stratt, canta al karaoke prima del lancio spaziale: si tratta di Sign of the Times, il singolo di Harry Styles del 2017
Il testo di Sign of the Times presenta un simbolismo che si adatta perfettamente al significato del film: la canzone parla della necessità di lasciarsi alle spalle la visione del mondo che ci ha accompagnato fino a quel momento e di andare avanti. C’è persino spazio per la metafora della “via verso il cielo,” che sembra calzare a pennello per una missione spaziale pensata per salvare il mondo. E anche nel video ufficiale di Sign of The Times, Harry Styles vola.
Just stop your crying, it’s a sign of the times
Welcome to the final show
I hope you’re wearing your best clothes
You can’t bribe the door on your way to the sky
[…]
Just stop your crying, it’s a sign of the times
We gotta get away from here
We gotta get away from hereSmetti di piangere, è un segno dei tempi
Benvenuto allo spettacolo finale
Spero che tu stia indossando i tuoi abiti migliori
Non puoi corrompere la porta sulla via per il cielo
[…]
Smetti di piangere, è un segno dei tempi
Dobbiamo andarcene da qui
Dobbiamo andarcene da qui
L’altra canzone del film, invece, è un brano dei Beatles che parte proprio quando Grace rilascia i “beetle” nel finale, inviando sulla terra le informazioni e le taumebe necessarie a sopravvivere. Ironicamente i beetle sono quattro come i membri della leggendaria band di Liverpool, e la canzone è Two Of Us, anch’essa con un significato simbolico che ben si adatta al film. La canzone originale parla di viaggi fatti insieme alla persona che amiamo (il brano era stato dedicato da Paul McCartney alla sua futura moglie Linda Eastman) e ripete un verso che sembra pronunciato dalle navicelle che stanno ritornando sulla Terra:
You and me chasing paper, getting nowhere
On our way back homeWe’re on our way home
We’re on our way home
We’re going homeIo e te a rincorrere pezzi di carta, senza arrivare da nessuna parte
Sulla via del ritorno a casaStiamo tornando a casa
Stiamo tornando a casa
Stiamo andando a casa
L’effetto di quelle due canzoni nei momenti chiave del film le hanno rese dei momenti unici, come spesso accade nel mondo del cinema: guardi un film e a un certo punto hai l’impellenza di mettere pausa e scoprire la canzone che stai ascoltando in quella scena.
Il finale di Project Hail Mary: Grace e Rocky sopravvivono?
Eravamo rimasti a Grace che, di ritorno verso la terra, si rende conto che il suo nuovo amico Rocky è condannato a morte sicura perché le taumebe gli distruggeranno l’astronave. Grace allora prende una decisione forte: decide di inviare verso la terra le taumebe e le informazioni necessarie per salvarsi, poi inverte la rotta e si dirige dritto verso l’astronave di Rocky per andarlo a salvare. Le note di Two of Us partono, e noi sappiamo che Grace sta decidendo di sacrificare la propria vita per Rocky: gli umani non possono sopravvivere nell’atmosfera di Erid, quindi anche se Grace riuscisse a salvare Rocky, è poi destinato a morire.
Grace riesce nel suo intento, raggiunge Rocky e lo salva. Una volta di nuovo insieme, Rocky inizia a ragionare sulla possibilità di sfruttare la tecnologia avanzata sul pianeta Erid per ricreare un ambiente favorevole alla sopravvivenza di Grace. La cosa gli riesce: nelle scene finali del film, vediamo Grace sopravvivere tranquillamente in un microsistema su Erid, con tanto di oceano, atmosfera respirabile e cibo sintetico.
Nel simbolico scambio finale, Rocky comunica a Grace che la terra si è salvata grazie alla sua missione, e che gli eridiani hanno pronta una astronave che Grace può usare per tornare sulla Terra. Grace si prende del tempo per pensarci. All’improvviso l’idea di tornare sulla Terra non è più così scontata: il rapporto che si è formato con Rocky è così forte e la vita su Erid così piacevole che non è più sicuro di voler abbandonare tutto per tornare sulla Terra, dove non ha nessuno.
Il film si chiude con Grace che continua le sue lezioni di scienza ai giovani eridiani, condividendo con loro le conoscenze scientifiche umane (che erano comunque superiori a quelle eridiane). La scelta è stata fatta, e noi spettatori restiamo a guardarla commossi.