📌 In Questo Approfondimento
Il finale della prima stagione di Elle proietta la crescita della protagonista nel futuro, introducendo il concetto psicologico di “atrtito” come spinta per l’evoluzione personale. Rifiutando la prevedibilità di Los Angeles per il contesto stimolante e complesso di Seattle, l’episodio finale getta le basi per la sua trasformazione in un avvocato difensore della giustizia. Una svolta che solleva una domanda per tutti noi: perché spesso abbiamo bisogno proprio degli ostacoli che combattiamo per sentirci davvero vivi, e in che modo questa verità ridisegnerà il mondo di Elle nella seconda stagione?
Questa analisi è disponibile anche in inglese: Finding the “Zone”: Elle, the Series Ending and How it Sets Up Her Growth for Season 2
La prima stagione di Elle ha avuto un effetto particolare sugli spettatori. Sapendo che proveniva dall’universo de La Rivincita delle Bionde, prodotta dalla stessa Reese Witherspoon che fu protagonista dei film originali, avevamo già delle aspettative su come la serie sarebbe stata. E tuttavia, le vicende che hanno aiutato la giovane ragazza a sviluppare coscienza di sé sono state persino più piacevoli da osservare di quel che pensavamo.
Elle riesce a toccare così tanti aspetti da diventare un’analisi completa della crescita psicologica di un’adolescente, nonché una panoramica sociologica della societa occidentale anni ’90. E il finale della serie ci lascia con la voglia di vedere come la trama continuerà: la seconda stagione di Elle è già stata confermata ed arriverà presto, la famiglia ha scelto di spostarsi nuovamente a Seattle, e le loro scelte sono chiaramente orientate ad affrontare le sfide necessarie per la loro crescita personale. E il concetto di “attrito” ha una profondità sorprendente, che prende ispirazione dal funzionamento reale della psicologia umana.
Insomma, poteva essere una commedia leggera, e invece Elle ha mostrato uno spessore fuori dal comune.
Elle Stagione 1, la spiegazione della trama: da Los Angeles a Seattle
Nella prima stagione, Elle è stata costretta a trasferirsi a Seattle per via di un’operazione andata male nel lavoro del padre, e questo mette letteralmente sottosopra la sua vita: da ragazza popolare ed inserita perfettamente nella società californiana, Elle piomba in un contesto più freddo e difficile, in cui i giovani subiscono le difficoltà di un’economia difficile ed esprimono le insoddisfazioni attraverso le note depresse del grunge. Un contrasto netto che la serie mette in evidenza già con la colonna sonora e la canzone iniziale.
Ma il carattere della protagonista si forma proprio grazie a questa esperienza. Elle è decisamente fuori dalla sua comfort zone, i suoi talenti naturali sembrano non servire a Seattle: il suo amore per la moda e la cura estetica non stimolano alcun interesse lì, e anzi fanno in modo che tutti la vedano come la classica bambina viziata di una famiglia benestante. E questo darà il via, già a sedici anni, alla nota reazione caratteriale della protagonista: Elle sa benissimo di non essere “una stupida bionda viziata” e prende questa sfida come un’opportunità per dimostrare a se stessa e al mondo di saper farsi valere in ogni ambiente.
Ci vorrà tanta fatica, ma lentamente Seattle imparerà ad apprezzare l’entusiasmo e l’ottimismo di Elle. La protagonista aiuterà gli altri studenti a migliorare le loro condizioni a scuola, supporterà l’intero corpo scolastico, e aiuterà perfino Donna ad evitare la prigione dopo esser stata incastrata in un perfido gioco di potere che coinvolgeva il preside dell’istituto e il nuovo candidato sindaco. Elle scoprirà di potersi fidare del proprio istinto anche in situazioni a lei estranee, e tutti lentamente impareranno ad amarla.
Poi, però, una serie di sfortunate vicende faranno in modo che tutti torneranno ad odiarla. Viene fuori il saggio che Elle aveva scritto per Cosmopolitan i primi giorni della sua vita a Seattle, e per tutti sarà un colpo al cuore: leggere le sue parole amare verso gli studenti e la società di Seattle darà a tutti la sensazione di essere usati: in quei primi giorni, Elle vedeva quella società come una povera, sfortunata nicchia in cui non valeva la pena vivere, e anche se nel frattempo la sua opinione verso Seattle si era trasformata, tutti a quel punto credono che le azioni di Elle siano solo state motivate da obiettivi individuali legati a quel saggio.
È l’ennesimo shock per la protagonista, costretta (di nuovo controvoglia) a tornare a Los Angeles con la madre e respinta da tutti gli amici che si era fatta. A Los Angeles, Elle inizia a lavorare come stagista a Cosmopolitan e noi assistiamo a una meccanica curiosa: Elle ha davvero un talento naturale per il mondo della moda, e questo talento risalta su tutti gli altri. Allo stesso tempo, però, quel mondo, quel tipo di successo e di riconoscimenti, non la stimola più: come dice lei stessa, tutto sembra così “scontato.” Il che ci porta alle scelte che farà nel finale di stagione e a quel concetto di “attrito” che diventerà tanto caro ad Elle, e che può darci una lezione di vita anche a tutti noi.
Il finale di Elle e il valore del concetto di “attrito”
A quel punto, Elle inizia ad appassionarsi al concetto di “attrito,” che sente dire per la prima volta a Anna St. George, la stilista che segue ai Golden Globes per Cosmopolitan. Tramite quello spunto, Elle si accorge che le sfide e le difficoltà che le ha posto Seattle non sono più un imprevisto, ma rappresentano ora uno stimolo di cui ha bisogno per sentirsi viva. In un momento della sua vita in cui la crescita personale è così importante, Elle scopre di aver bisogno di sfide per evitare che tutto diventi monotono.
Non è per nulla un’invenzione cinematografica. C’è un concetto ben preciso preso dalla psicologia moderna che riflette precisamente quello che Elle chiama “attrito”: si chiama “flusso,” e spesso ci riferiamo ad esso come “essere nell’esperienza ottimale”. Secondo il funzionamento della nostra mente, noi umani ci sentiamo pienamente realizzati e soddisfatti solo quando stiamo in una preciso livello intermedio di stimoli per le nostre capacità: le sfide che dobbiamo affrontare, le pressioni che riceviamo devono essere quelle “giuste,” né troppe né troppo poche. Se sono troppe, viviamo nell’ansia, se invece sono troppo poche, viviamo nella noia, ed entrambi questo stati conducono all’insoddisfazione.

È proprio quello che scopre Elle nel finale della prima stagione: il mondo della moda non le dà sfide sufficientemente difficili e finisce per annoiarla. Seattle, invece, la collocala esattamente nella sua “zona ottimale,” in una società che la spingeva a tirare fuori le unghie e dimostrare il suo valore, senza che il suo aspetto fisico o il talento per la moda servisse ad alcunché.
E questo è il seme che ci conduce a quello che Elle diventerà nella vita adulta, come lo abbiamo visto ne La Rivincita delle Bionde. Vivere in una contesto che presenta ingiustizie e differenze sociali come quello di Seattle farà uscire in lei una nuova passione, e le farà scoprire un altro talento naturale: quello per la difesa della giustizia. Il modo in cui affronta le attività criminali del preside e le vicende di Donna porteranno tutti a vederla come un potenziale avvocato di successo, esattamente quello che diventerà nel film.
Evidentemente, il mondo della moda è troppo scontato e superficiale per stimolare Elle. Invece, quello della difesa dei principi di eguaglianza e giustizia in una società complessa le pone una sfida molto più stimolante e soddisfacente: una missione alla portata delle sue capacità, che può davvero farla sentire “nel flusso.” E così, sorprendentemente, Elle scoprirà che non è Los Angeles il contesto che può farla davvero sbocciare, ma è Seattle, con i naturali “attriti” che presenta contro il suo ottimismo naturale.
Il che si trasforma in un affascinante processo di simbiosi: Seattle diventa un po’ più rosa, come scopriamo nelle scene finali della prima stagione, e Elle scopre che l’amara consapevolezza di Seattle in realtà le serve, per essere più in contatto con il mondo reale.
Cosa accadrà nella stagione 2 di Elle?
La seconda stagione è già in lavorazione e ci permetterà di vedere come si evolverà ulteriormente il carattere e la storia di Elle. Nuove sfide la aspettano. C’è il solito, stimolante mondo dell’amore che la vede coinvolta emotivamente da due ragazzi in maniera diversa, Miles e Dustin, e anche in questo caso l’attrito farà il suo corso: è già chiaro che Dustin è quello che offre ad Elle più contrasto e stimoli, mentre Miles può facilmente diventare “la scelta scontata” che ormai non rappresenta più il suo carattere.
A questo si aggiungerà una probabile nuova dinamica familiare, coi genitori che potrebbero scoprire di avere qualche problema di coppia da risolvere. E poi ci sarà Seattle, con la sua grinta musicale, la tristezza naturale e nuovi spunti che stimoleranno questa nuova, naturale capacità di Elle di combattere per un mondo più giusto ed equo. Sempre usando il suo ottimismo e il suo amore per l’equilibrio, ossia ciò che costituisce le fondamenta reali del suo carattere.