Il travolgente adattamento targato Netflix del thriller di Harlan Coben ci trascina in un labirinto di inganni: analizziamo i risvolti psicologici del finale, la brutale verità sul corpo usato come esca e chi si nasconde davvero dietro la mente del rapimento.
Questa analisi è disponibile anche in inglese:
A Father’s Nightmare, a Mother’s Betrayal: Dissecting the Shocking Finale of ‘I Will Find You’
“Ovunque Tu Sia” (in inglese I Will Find You) è probabilmente la serie definitiva firmata Harlan Coben. Il mondo televisivo moderno ci aveva abituato bene, con diversi show di successo tratti dai libri dello scrittore americano: da Shelter a Run Away e Fool Me Once, il modo in cui le sue storie ti catturano su schermo non delude mai, con trame che si complicano subito, misteri che sembrano senza soluzione fino alla fine, e modi sempre sorprendenti di scioccare anche il più astuto degli spettatori con colpi di scena che nessuno si sarebbe aspettato.
La storia di Ovunque Tu Sia si prestava bene al mix di mistero e suspence che così spesso di alternano nelle storie di Harlan Coben. Fin dalla primissima scena, da spettatori siamo messi di fronte a un pezzo di verità con cui avremo a che fare in ogni episodio: il protagonista, David, è stato condannato per l’omicidio di suo figlio Matthew, ma è in realtà innocente. Sarà la chiave di lettura con cui proveremo a interpretare ogni fatto da lì in avanti, ma che da solo non ci aiuta a trovare il vero colpevole, il movente, e la modalità con cui il destino del povero bambino si è compiuto.
Alla fine la serie dà tutte le risposte, ma la confusione può restare, e serve ripercorrere ogni dettaglio della trama per ricomporre il puzzle nella sua interezza. Chi ha davvero rapito Matthew e qual era il suo vero movente? Chi era il bambino che è stato seppellito al suo posto e quali biechi fini lo hanno portato in quella posizione? E che ne sarà di David, Rachel e gli altri protagonisti alla fine della storia?
Questa volta, il finale di Ovunque Tu Sia pretende una analisi profonda, anche per chi sa già le risposte. È il nostro modo di riconoscere quanto ci abbia coinvolto.
Ovunque tu sia, l’analisi della trama: il destino di Matthew e come è stato incastrato David
Cominciamo dai fatti. Cinque anni fa, David viene arrestato e condannato per il brutale omicidio di suo figlio Matthew. Ciò che accadde quella notte è un perfetto inganno per tutti: un corpo viene trovato nel letto di Matthew, sfigurato così brutalmente dai colpi di una mazza da baseball che non è di fatto riconoscibile. Suo padre David è l’unico presente in casa, e sfortunatamente soffre di terrori notturni, il che (in casi molto eccezionali) può portare ad atti di violenza anche contro le persone amate. A tutto questo aggiungiamo una prova del DNA che conferma che il corpo è quello di Matthew, una testimonianza di una vicina che vede David seppellire la mazza da baseball in giardino, e tanto basta al sistema giuridico per condannare il padre all’ergastolo.
Quello che però scopriremo (anche con parecchia fatica) è che è stata tutta una macchinazione. Matthew di fatto è vivo, e quella notte era stato rapito. Il corpo trovato quella notte appartiene ad un altro bambino: si chiama Martin Bischof ed era stato prelevato dalla Svizzera un mese prima, attraverso un orfanotrofio finanziato da una potente corporazione di Boston. L’obiettivo di quanto successo quella notte era in realtà rapire Matthew e fare in modo che nessuno si mettesse a cercarlo: l’unico modo dunque era far credere a tutto il mondo che il povero Matthew fosse morto, e così è stato. Paradossalmente, persino suo madre David, che ha sempre saputo di essere innocente, non poteva fare altro che credere che il suo figlio fosse morto, visto che persino il test del DNA l’aveva confermato: il protagonista vive ogni giorno passato in cella credendo davvero che qualcuno aveva davvero ucciso suo figlio quella notte.
Matthew Burroughs però è vivo. E questo ci costringe a spiegare nel dettaglio come tutti gli elementi intorno alle investigazioni di quella notte fossero stati architettati.
Chi ha rapito Matthew? Il potere senza fine della Payne Industries
È vero, Matthew è ancora vivo. E a rapirlo era stato Hayden Payne, per un motivo allo stesso tempo bieco e follemente comprensibile: Hayden era convinto di essere il padre biologico di Matthew e aveva intenzione di ricorrere a qualsiasi mezzo per vivere con suo figlio.
Il motivo per cui Hayden è arrivato a credere di essere il padre di Matthew (cosa comunque non vera) è parecchio complesso: David e Cheryl avevano avuto difficoltà ad avere figli, e la cosa stava creando dei problemi alla coppia. Di nascosto, Cheryl arriverà a rivolgersi a una clinica di fertilità e iniziare a valutare l’idea di procedere all’inseminazione artificiale. Mossa dall’esigenza di mantenere l’anonimato, andrà alla clinica Berg Reproductive e darà il nome di sua sorella: Rachel Mills.
In quel periodo Rachel stava con Hayden Payne, che insieme alla madre gestisce la Payne Industries, di cui fa parte anche la Berg Reproductive. È così che Hayden scopre (attraverso un’impiegata della clinica) che una “Rachel Mills” sta cercando di procedere all’inseminazione artificiale. Indignato dall’idea che la sua fidanzata abbia deciso di avere un figlio senza di lui, Hayden perde il controllo: fa in modo che la clinica usi il suo seme, convinto che sarà Rachel quella che resterà incinta. Presto però scoprirà che la donna che si era rivolta alla clinica non era in realtà Rachel, ma la sorella Cheryl, e per un periodo si arrende e accetta il fatto che la sorella della sua fidanzata ha partorito un figlio biologicamente suo.
In realtà Cheryl era già incinta prima di andare alla clinica Berg Reproductive, ma questo Hayden non lo sa. Quando, anni dopo, Rachel invita Hayden alla famosa festa del quattro luglio, stringerà per la prima volta la mano al piccolo Matthew, e scatterà in lui un impulso irrefrenabile: quello di rapire il bambino in modo da ricongiungersi col suo figlio biologico. Quello darà vita al piano diabolico che porterà alla condanna di Matthew.
La mazza da baseball, la prova del DNA, Nicky Fisher e la testimonianza della vicina
Tocca passare in rassegna ogni dettaglio di cosa successe quella notte e come le indagini portarono alla condanna di David.
Il piano di Hayden Payne aveva preso forma da molto lontano: l’obiettivo era far credere al mondo che il piccolo Matthew fosse stato ucciso dal padre, quindi serviva un corpo. Attraverso un orfanotrofio finanziato dalla Payne Industries, Hayden mette le mani su Martin Bischof, un bambino svizzero affetto da una malattia terminale. Il corpo che verrà trovato quella notte sul letto di Matthew è in realtà quello di Martin, mentre Matthew era stato rapito e portato via da Hayden, così da poterlo crescere come padre.
La prova del DNA è stata semplicemente falsificata, usando i potenti mezzi economici della Payne Industries. Per evitare che future indagini portino a galla la verità, Hayden farà anche sparire il cadavere dalla tomba di Matthew Burroughs. E la corporation era anche quella che aveva pagato per anni la guardia carceraria Wesson, con l’obiettivo di tenere d’occhio David ed eventuali novità che possano rappresentare una minaccia per Hayden.
Quasi tutto sembra mosso dai fili in mano alla Payne Industries, ma questo in realtà lo scopriamo più in là nella trama di Ovunque Tu Sia. Nella prima parte della serie, in realtà, siamo portati a credere che dietro alla vicenda ci sia la mano di Nicky Fisher, un mafioso locale che porta un vecchio rancore verso la famiglia Burroughs: anni prima, suo figlio era stato arrestato da Lenny (il padre di David) e Philip Mackenzie (agente che lavorava con Lenny e che poi diventerà il capo della prigione in cui verrà rinchiuso David). Il figlio verrà ucciso in prigione e Fisher incolperà sempre Lenny e Philip per questo.
Nicky Fisher in realtà interviene nella vicenda che porterà alla condanna di David, ma non ha nulla a che fare con il rapimento di Matthew: Fisher pagherà la vicina per dare falsa testimonianza durante il processo, in modo da contribuire alla condanna di David. La vicina dirà di aver visto David sotterrare la mazza da baseball nel giardino di casa, ma in realtà a sotterrarla erano stati proprio Lenny e Philip, anch’essi convinti della colpevolezza di David e mossi da un senso protettivo nei suoi confronti.
Nicky Fisher spingerà il processo verso la condanna come puro atto di vendetta verso la famiglia Burroughs. Ma dopo aver scoperto che David è innocente, finisce persino per dare consigli utili a David per trovare il vero responsabile del rapimento di Matthew.
Per chiudere il cerchio: qual è stato quella notte il ruolo di Ronald, che anni dopo diventerà il nuovo marito di Cheryl? Per un po’ gli spettatori sono portati a sospettare che anche Ronald sia una pedina in mano a Nicky Fisher per via di una vecchia indagine contro di lui, ma non è così: quella notte Ronald si era inventato un motivo per chiamare Cheryl in ospedale semplicemente per poter passare del tempo con lei, visto che ne era innamorato. Nessuno dei due poteva mai immaginare che qualcosa di tanto tragico sarebbe successo.
Ovunque Tu Sia, la spiegazione del finale: Hayden, la morte della madre e il futuro per David e Rachel
Quando i protagonisti scoprono la verità, Rachel decide di andare alla residenza Payne per rallentare la loro fuga. Hayden è ancora innamorato di Rachel, ma scopre presto che lei sta cercando di farlo arrestare. In quel momento, però, Rachel svela il pezzo di verità che mancava a Hayden: Matthew in realtà è il figlio biologico di David, non suo. Il che contrasta con un controverso test di paternità che i Payne avevano condotto su Matthew.
I risultati del test di paternità erano stati consegnati alla madre di Hayden, Gertrude, che però nasconde la verità al figlio: brucerà i risultati del test e mentirà a Hayden, facendogli credere di essere davvero il padre biologico di Matthew. Dal suo punto di vista, dire la verità a quel punto non porterebbe a nulla di buono: molto meglio alimentare ciò in cui credeva Hayden e andare avanti per la strada che era ormai stata segnata.
Il confronto tra Hayden e sua madre di fronte a quella verità è il momento psicologicamente più forte di Ovunque Tu Sia: in un modo del tutto folle, Hayden si sente tradito da sua madre per quella verità nascosta, e vede in quel gesto l’assenza totale di stima nei confronti del figlio. Hayden vede il mondo andare in frantumi di fronte ai suoi stessi occhi: non solo il figlio a cui ha dedicato quegli anni non è il suo, ma anche sua madre ha ormai provato senza ombra di dubbio la scarsa opinione che ha su di lui. Il crollo di ogni certezza avviene troppo rapidamente per avere il tempo di processarlo adeguatamente: Hayden estrae la pistola e uccide la sua stessa madre, responsabile ai suoi occhi di non averlo amato nel modo che meritava.
David & Matthew: il bond ritrovato e il futuro con Rachel
Il finale di Ovunque Tu Sia ci lascia con una nota positiva: il piccolo Matthew torna a far parte della sua famiglia di origine e riesce ad integrarsi bene. Si sviluppa un legame indissolubile col padre David, perché entrambi sono passati attraverso un lungo inferno e sono riusciti ad uscirne e a ricongiungersi. Vedere il modo in cui Matthew e David sono capaci di parlare di ciò che provano nel profondo del loro cuore nella scena finale è il momento in cui la serie prova a commuoverci: la vita di entrambi si era fermata per cinque anni e alla fine è riuscita a ricominciare, perché nessuno dei due in realtà si era mai arreso.
Cheryl riesce a trovare una sua felicità con Ronald, e tra David e Rachel stanno per svilupparsi sentimenti promettenti: li vediamo sfiorarsi le mani nella scena finale, e da spettatori ci auguriamo il meglio per loro. Due personaggi che hanno lottato contro l’impossibile, mossi da una motivazione che nessun altro capiva, e arrivati a confermare la bontà delle loro intuizioni contro tutto e tutti. David e Rachel hanno sempre creduto l’uno nell’altro, ed è stato grazie alla loro azione congiunta che Matthew è tornato indietro.