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Widow’s Bay, il finale spiegato: il significato degli 8 rintocchi e la scelta impossibile di Tom

Il finale di Widow’s Bay stravolge le carte in tavola con un enorme colpo di scena sulla maledizione dell’isola. Analizziamo l’inquietante matematica dietro gli otto rintocchi di campana — e perché l’incubo di Tom è solo all’inizio in vista della stagione 2.

Questo articolo è accessibile anche in inglese:
Widow’s Bay Ending Explained: The Meaning of the 8 Bell Tolls & Tom’s Impossible Choice

Ripensando a come si è evoluta la storia di Widow’s Bay lungo i dieci episodi della prima stagione, le cose sono precipitate particolarmente in fretta. Il finale della prima stagione si chiude con gli otto suoni di campana sullo sfondo, mentre il sindaco Tom e suo figlio si allontanano in auto in una giornata serena e pacifica, e la curiosità su quando abbiamo effettivamente sentito quei rintocchi ci spinge parecchio indietro, quando la serie non aveva ancora ingranato la marcia.

E visto che Apple ha già confermato il rinnovo della serie per una seconda stagione, è opportuno mettere nero su bianco gli elementi più importanti visti finora, in modo da imprimerli nella nostra mente. Ci tocca stabilire una volta per tutte se la maledizione è davvero conclusa e cosa davvero bisognerebbe fare per estinguerla del tutto. Occorre anche fare un po’ di matematica e capire il significato dei rintocchi: nel finale della prima stagione ne sentiamo otto, ma quanti erano la prima volta, e cosa significa questa differenza?

Insomma, mettiamo un segnalibro in questo articolo, così da riportare tutto alla mente quando ci servirà, prima della seconda stagione di Widow’s Bay.

Widow's Bay — Official Teaser Trailer | Apple TV

La maledizione di Widow’s Bay e come sconfiggerla: la spiegazione del finale

Insomma, l’isola di Widow’s Bay ha una maledizione. Gli abitanti lo sanno da secoli, ma il moderno sindaco dell’isola, Tom Loftis, sente la responsabilità di dismettere quelle credenze come sciocche superstizioni. La sua resistenza dura poco, però: già nel secondo episodio, dopo aver speso la notte al Breakwater Inn, Tom si accorge di essere stato braccato dall vecchio killer clown dell’isola. Da lì, lentamente, Tom si lascia aiutare da Wyck, che non aveva mai smesso di metterlo in guardia contro quella maledizione.

Si scoprirà che la maledizione non è altro che il frutto di un vecchio patto tra il fondatore di Widow’s Bay, Richard Warren, e le entità maligne che incombono sull’isola. Secondo questo patto, l’isola richiede dei sacrifici ricorrenti, e finché tale debito sacrificale non viene soddisfatto, le calamità continueranno ad arrivare senza pietà. Presto scopriremo che c’è un modo per sconfiggere questa maledizione: porre fine in maniera definitiva alla linea di sangue che discende da Richard Warren.

Nell’episodio finale della prima stagione, il sindaco ha preso una decisione amara: dopo aver scoperto che l’ultima erede della linea genealogica di Warren è la simpatica segretaria Ruth Livingston, si convince che sia suo compito ucciderla per salvare l’isola. Il colpo di scena, però, arriva proprio un attimo prima che Tom proceda. Ruth rivela di avere avuto una figlia, che poi diventerà la moglie di Tom e con cui avrà il figlio Evan. Lo shock di Tom è comprensibile: non solo uccidere Ruth non servirebbe a nulla, ma adesso dovrà vivere con la consapevolezza che l’unico modo di porre fine alla maledizione è con la morte del suo stesso figlio.

Tutto questo lo sceriffo Clemmons non lo sa, e quindi irrompe a casa di Ruth e le spara senza esitazione. Tom gli rivela che non è lei l’ultima discendende di Warren, ma nel frattempo la tempesta improvvisamente si placa. E in quelo momento, nessuno capisce perché: Ruth è ancora viva nonostante lo sparo, quindi cosa ha fermato la potenza maligna che incombeva sull’isola?

Widow's Bay — The History of the Island | Apple TV

La verità è che la maledizione è ancora attiva, e lo confermano i rintocchi di campana con cui si chiude la prima stagione. Semplicemente, l’isola ha involontariamente fornito il sacrificio che era richiesto, quando Kenneth il custode resta intrappolato nella stanza sotterranea: noi non lo vediamo, ma le entità maligne lo catturano, e subito dopo il cielo torna sereno.

Si tratta solo di una tregua temporanea, però. Nella scena finale della prima stagione di Widow’s Bay sentiamo di nuovo le campane, e ormai sappiamo bene che rappresentano la richiesta di nuovi sacrifici per i demoni dell’isola. I rintocchi sono otto, e nelle cassette che vediamo mentre gli abitanti sono nel rifugio sotterraneo è detto chiaramente: “un’anima per ogni rintocco di campana”

E a questo punto tocca fare un po’ di matematica.

Gli otto rintocchi di campana nel finale di Widow’s Bay e il loro significato

Alla fine della prima stagione, si sentono chiaramente otto rintocchi di campana. Per noi che ormai abbiamo capito tutto le cose sono chiara: la maledizione dell’isola pretende ancora otto sacrifici umani per placare la sua ira. Ma viene subito una curiosità: quante volte ha suonato la campana all’inizio della serie, in quell’occasione che verrà poi riportata dal sindaco al reverendo Bryce?

La prima volta che la campana aveva suonato è proprio all’inizio dell’episodio 2. I rintocchi sfumano rapidamente sul titolo della serie, ma noi possiamo chiaramente sentire nove rintocchi. Il collegamento a questo punto è ovvio: all’inizio della serie, la maledizione di Widow’s Bay stava chiedendo nove sacrifici.

Lungo l’intera prima stagione nessuno muore. Dopo la morte di Kenneth e il ritorno della pace, i rintocchi diventano otto. L’isola ha dunque accettato un sacrificio, ma la maledizione è ancora viva, e il sindaco lo sa: quando sente gli otto rintocchi, sa bene che le cose non sono ancora finite.

Il figlio Evan è ancora in vita, e il peso di questa consapevolezza grava ancora sulla coscienza di Tom. Il sindaco sa benissimo che non sarà mai in grado di uccidere il suo stesso figlio, e non oserà nemmeno svelare ad anima viva che è lui il vero ultimo erede della linea di sangue di Richard Warren. Invece, sceglie di fare proprio ciò che Ruth gli aveva suggerito la notte in cui l’avrebbe dovuta uccidere: l’orrore fa parte della vita e bisogna solo accettarlo.

Una rassegnazione in fondo necessaria: scegliere di combatterla può comportare il prendere delle decisioni controverse che non fanno parte della naturale bontà umana dei protagonisti, quindi tanto vale continuare a resistere come l’isola ha sempre fatto.

La seconda stagione arriverà presto, e quegli otto rintocchi di campana torneranno a suonare nella nostra mente come un monito: il debito con l’isola non è ancora chiuso.

Carlo Affatigato

Carlo Affatigato

Carlo Affatigato è il fondatore e Direttore Editoriale di Auralcrave. Ingegnere di formazione con un background in psicologia e life coaching, è analista culturale e scrittore professionista dal 2008. Carlo è specializzato nell'estrarre significati nascosti e intenzioni umane dalle storie globali di tendenza, unendo il rigore scientifico a una lente umanistica per spiegare l'impatto psicologico dei nostri momenti culturali più significativi.View Author posts