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Essere adulti nel mondo moderno: le storie vere dietro Due Spicci su Netflix

La nuova serie Netflix di Zerocalcare, Due Spicci, è basata su una storia vera? Scopri le ispirazioni reali dietro allo show e il mistero di Lorenzo Montini.

La terza serie di Zerocalcare, Due Spicci, arriva finalmente su Netflix, dopo il successo di Strappare Lungo i Bordi del 2021 e Questo Mondo Non Mi Renderà Cattivo del 2023. Ancora una volta, Netflix dà una dimensione internazionale all’arte di Zerocalcare, che se da una parte affonda le proprie radici comiche nei luoghi, nella filosofia e nelle espressioni della vita nella periferia di Roma, dall’altro riesce a toccare temi universali come le insicurezze della vita adulta, la vita in una società complessa, e i classici conflitti interiori con la nostra coscienza e i nostri sensi di colpa.

Di nuovo, la storia raccontata da Zerocalcare coinvolge personaggi e fatti che sembrano tratti da esperienze vissute sulla sua pelle, e non è un caso che la prima domanda che hanno sempre gli spettatori sia sull’eventuale storia vera dietro la serie. Resta infatti il punto di vista più interessante con cui analizzare l’arte di questo moderno cantastorie, ed è una domanda ancora più impellente per il pubblico internazionale che, attraverso Netflix, scopre il mondo di Zerocalcare e la complessità del suo ritratto della società romana.

Esiste una storia vera dietro a Due Spicci? Chi è Lorenzo Montini, che sembra assumere un ruolo emotivo molto forte in quest’ultima serie, e quanto c’è di vero dietro Cinghiale, Smeralda, il ristorante e i debiti con la malavita? Il mondo esposto da Zerocalcare sembra tratto da una produzione thriller hollywoodiana, quindi è interessante capire come la sua vita personale e i fatti con cui è entrato in contatto si intreccino con la storia che vediamo su Netflix.

Due Spicci | Trailer ufficiale | Netflix Italia

Cinghiale, il ristorante e la storia vera di Due Spicci

Come sempre, Zerocalcare (fumettista italiano che nella vita reale si chiama Michele Rech) mantiene estrema riservatezza verso la sua vita privata e non svela facilmente le persone reali a cui i suoi personaggi sono ispirati. Allo stesso tempo, però, le storie che racconta sono legate a ciò che lui ha visto o vissuto crescendo nelle periferie di Roma, e questo vale anche per Due Spicci: come lui stesso ha spiegato in una intervista con il magazine Best Movie “i personaggi di Due Spicci non esistono davvero, non esiste una Smeralda reale, non esiste un Paturnia reale, però tutte le situazioni raccontate sono cose successe a me, o intorno a me.”

Chi però segue Zerocalcare nella vita reale, avrà riconosciuto almeno un paio di elementi presi direttamente dalla sua esperienza personale. Il primo è il ristorante che nella serie lui e Cinghiale hanno aperto: Zerocalcare è davvero co-proprietario di un nuovo ristorante aperto nel 2025, Osteria Sauli, un’osteria che offre piatti della cucina tipica non solo romana, ma anche della tradizione abbruzzese e pugliese. E come spiega questo articolo su Gambero Rosso, il progetto è nato insieme a due amici di vecchia data di Zerocalcare che erano già parte del panorama della ristorazione italiana, Antonello Magliari e Francesco Ciacciarelli. L’ipotesi, dunque, è che Cinghiale sia uno di loro. In sede di intervista, Zerocalcare ha persino detto: “nella vita reale, non è Cinghiale che mi ha rubato dei soldi, dovrò avvertirlo prima che la serie esca.”

Un altro elemento tratto dall’esperienza personale di Zerocalcare è il cane Giulio, che in Due Spicci alla fine diventa il nuovo compagno di vita domestica di Zero. Nella storia vera, Zerocalcare ha da poco un cane di nome Ziggy, che i fan hanno avuto la possibilità di conoscere negli eventi pubblici in cui il fumettista ha partecipato. E anche se l’autore ha iniziato a scrivere Due Spicci prima dell’arrivo di Ziggy, l’idea di avere un cane era già nella sua mente mentre lavorava alla serie.

Zerocalcare e Ziggy dal profilo Instagram di Bao Publishing

Il sottobosco criminale della periferie di Roma presente in Due Spicci è probabilmente parte della società reale con cui Zerocalcare ha avuto a che fare crescendo a Rebibbia, quartiere di roma famoso per ospitare il carcere più grande d’Italia. Non sappiamo quanto realmente Zerocalcare abbia avuto a che fare nella sua vita col mondo della criminalità romana, ma in effetti il carcere Rebibbia appare chiaramente alla fine di Due Spicci, legato al personaggio che più di tutti ha scatenato le curiosità degli spettatori: quello di Lorenzo Montini.

Chi è Lorenzo Montini in Due Spicci?

Ci sono due momenti in Due Spicci che presentano una particolare carica emotiva. Il primo è alla fine del primo episodio, che termina con un volto disegnato da Zerocalcare e sotto la scritta “Ciao Lorenzo 2004-2025,” mentre il secondo è quella struggente lettera che Zero scrive a Montini, il ragazzo che finisce in galera alla fine della serie e che il protagonista vede come un eroe che è stato in grado di liberare il resto del mondo dalle oppressioni di Paturnia. E gli spettatori più attenti avranno notato che il nome di Montini è Lorenzo (dai documenti dell’auto guidata da Smeralda nel quinto episodio).

Nella serie, Lorenzo Montini è un personaggio molto particolare. Si presenta come una presenza secondaria, descritto come un ragazzo che dai tempi della scuola veniva bullizzato da tutti e che dopo è cresciuto da emaginato. Nella storia di Due Spicci, finirà vittima anche dalla prepotenza di Paturnia, che lo userà ogni volta che avrà bisogno di un auto per muoversi. Paturnia rappresenta il volto violento della criminalità romana che ha posto la sua stretta su Zero e Cinghiale e che poi ne fa una questione personale dopo aver scoperto che Zero è amico della sua ragazza Smeralda.

Alla fine di Due Spicci, diversi personaggi si mobilitano per rimettere a posto Paturnia, ma quando la folla per strada si riunisce intorno al suo corpo senza vita, Zero scopre che ad ucciderlo è stato il personaggio più insospettabile: proprio Montini, che dopo anni passati ad essere vittima del mondo, decide di reagire dopo che Paturnia quasi uccide il suo cane. Montini quindi diventa il simbolo di quella parte di società che subisce i soprusi dei violenti, nella speranza che un giorno potrà rifarsi di tutte le ingiustizie subite.

L’amarezza con cui si conclude la storia di Montini è quella che porta gli spettatori a commuoversi alla fine di Due Spicci: da vittima della società, da persona isolata e senza amici, Montini diventa anche l’unico che viene punito, perché la giustizia è costretta a giudicare i fatti, e i fatti dicono che era stato lui ad accoltellare Paturnia. Ma nel cuore di Zero e degli altri personaggi che da sempre sono vittime dei soprusi dei più forti, Montini è l’eroe che, seppur in maniera violenta e illegale, ha provato a ripristinare l’equilibrio della storia.

Il nome di Lorenzo non appare nelle interviste o nei post pubblicati da Zerocalcare di recente. Però, esplorando i social network, si trova su Facebook questo post dedicato a un ragazzo di nome Lorenzo Giurintano, scomparso nel 2025 e commemorato dal padre proprio attraverso il fotogramma da Due Spicci. Possiamo dunque presumere che Zerocalcare conoscesse Lorenzo e abbia voluto ricordarlo in questo suo ultimo lavoro.

Due Spicci come specchio della società moderna

Non c’è dunque una specifica storia vera dietro alla trama di Due Spicci, ma la serie riflette con onestà elementi tipici della vita contemporanea. In un’era in cui l’economia si fa sempre più difficile per le persone comuni, in cui la nascita di un figlio diventa un evento economicamente sconvolgente, le difficoltà e i debiti possono entrare come una piaga nelle nostre vite. Essere adulti oggi è oggettivamente molto più complesso che un tempo, e Zerocalcare ce lo spiega portando all’estremo le parti normali delle nostre vite: metter su famiglia, gestire un’attività commerciale, e mantenere i rapporti con amici e genitori mentre la vita prende forma intorno a noi.

In tutto questo, Due Spicci ci mostra anche il mondo della malavita locale, un’intenzione esplicita di Zerocalcare che voleva in qualche modo avvicinarsi al genere noir, a modo suo. La Roma che vediamo nelle serie di Zerocalcare ha ovviamente molto di cinematografico, ma sono tutti elementi che fanno parte della vita reale di ogni metropoli del mondo. Non serviva una storia vera per ritrarre le difficoltà di essere adulti nel mondo di oggi: Due Spicci è straordinariamente autentico già così, come riflessione sincera sulla vita raccontata da un artista che sa strappare un sorriso anche mentre ritrae le piaghe della società occidentale moderna.

Carlo Affatigato

Carlo Affatigato

Carlo Affatigato è il fondatore e Direttore Editoriale di Auralcrave. Ingegnere di formazione con un background in psicologia e life coaching, è analista culturale e scrittore professionista dal 2008. Carlo è specializzato nell'estrarre significati nascosti e intenzioni umane dalle storie globali di tendenza, unendo il rigore scientifico a una lente umanistica per spiegare l'impatto psicologico dei nostri momenti culturali più significativi.View Author posts