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Il sangue d’oro è reale: la storia vera dietro My Dearest Assassin

Il sangue d’oro è reale? Scopri la storia vera dell’Rh-null, il sangue più raro del mondo e il suo significato nel film Netflix My Dearest Assassin.

Questa analisi è disponibile anche in inglese:
Aurum Blood is Real: The True Story Behind Netflix’s ‘My Dearest Assassin’

A volte i film e le serie TV ci portano a scoprire cose in cui altrimenti non ci saremmo mai imbattuti. E possono sembrare tanto fuori dal mondo che per istinto siamo portati a pensare che siano espedienti immaginari inventati per il funzionamento della trama. E invece, come per le tecniche reali di eliminazione di memoria e alterazione di identità che abbiamo visto in Citadel Stagione 2, è sempre bene chiedersi quanto di vero ci sia dietro agli elementi più fantascientifici che vediamo in più: potremmo rischiare di scoprire che sono più reali di quel che avremmo voluto.

My Dearest Assassin, il film thailandese approdato su Netflix nel 2026, inizia con una informazione che sembra contraddire tutto quello che avevamo studato tra le nozioni scientifiche base a scuola: il più raro gruppo sanguigno al mondo si chiama “sangue d’oro” e, secondo quanto scritto prima che il film inizi, ce l’hanno solo lo 0.00000625% della popolazione. Molti tra noi avranno respinto tale informazione come una fantasia senza fondamento scientifico, ma i pochi tra noi che si sono presi la briga di investigare hanno qui la possibilità di scoprire qualcosa che non appare nei libri di scienza alle scuole superiori.

Il sangue d’oro di My Dearest Assassin è una storia vera: esiste un tipo di sangue rarissimo (e preziosissimo) che solo pochi individui al mondo hanno: lo chiamano “Golden Blood” ed è una di quelle nozioni scientifiche che non avremmo mai imparato se non fosse stato per Netflix.

La storia vera del sangue d’oro di My Dearest Assassin

Nei libri di scienza da cui abbiamo studiato da piccoli, la storia era abbastanza semplice: esistono quattro gruppi sanguigni principali: A, B, AB e 0. La loro differenza sta tutta sulla presenza degli antigeni A e B nel nostro sangue: se abbiamo solo l’antigene A, siamo di gruppo A, se abbiamo solo il B, siamo di gruppo B, se li abbiamo entrambi siamo AB, se non ne abbiamo nessuno dei due, siamo 0. A questa classificazione viene normalmente aggiunto il cosiddetto “fattore Rh,” ossia un altro antigene indipendente dai gruppi sanguigni di prima: se ce l’abbiamo, siamo “Rh positivi,” altrimenti siamo “Rh negativi.”

Treler | My Dearest Assassin | Netflix

Questa era l’intera storia che conoscevamo fino a prima di My Dearest Assassin. Quando poi vediamo iniziare il film su Netflix, leggiamo di questo misterioso “Sangue d’oro” che apparentemente solo pochissimi individui al mondo hanno, e la cosa ci sembra in contrasto con quello che abbiamo sempre saputo: secondo la classificazione dei gruppi sanguigni che dicevamo prima, il tipo di sangue più raro sarebbe l’AB- (con RH negativo), che ha solo lo 0.6% della popolazione. Quindi non c’è traccia di un tipo di sangue ancora più raro, addirittura diecimila volte meno diffuso dell’AB-, nelle nozioni che abbiamo studiato a scuola.

Eppure, il sangue d’oro di My Dearest Assassin esiste davvero, e per comprenderlo bisogna scoprire un livello di dettaglio successivo nella classificazione scientifica dei tipi sanguigni.

Il sistema Rh al completo

In realtà, quando diciamo Rh positivo o negativo ci riferiamo a uno speficico antigene Rh, l’antigene D. Però di antigeni Rh ce ne sono oltre 50: oltre a quello D, i più importanti sono C, E, c ed e. La ragione per cui abbiamo semplificato la nostra conoscenza base limitandoci all’Rh(D) è che quello è l’antigene che può creare le più grosse reazioni emolitiche in fase di trasfusione di sangue.

Le reazioni emolitiche funzionano come per i virus: la prima volta che un virus entra nel nostro corpo, sviluppiamo gli anticorpi, e la seconda volta che ci entriamo in contatto, gli anticorpi attaccheranno quel virus distruggendolo. Anche per le trasfusioni di sangue, se siamo Rh negativi e riceviamo sangue Rh positivo, svilupperemo gli anticorpi per l’antigene Rh(D). Se riceviamo una seconda volta sangue Rh positivo, avremo una severa reazione emolitica che può portare a complicazioni letali immediate. Per questo motivo, è di fondamentale importanza verificare la compatibilità del sangue che riceviamo prima di ogni trasfusione.

Il “Sangue d’oro”: il fenotipo Rh-null

Esiste un ristrettissimo gruppo di individui al mondo a cui non solo manca l’antigene Rh(D): gli mancano anche tutti gli altri antigeni minori del sistema Rh. Per questi individui, ricevere del sangue “normale” (anche quello Rh negativo standard) può provocare reazioni emolitiche: questo tipo di sangue si chiama Rh-null, denominato in gergo scientifico “Sangue d’oro” (Golden Blood). Il film My Dearest Assassin ha reso il nome più poetico, chiamandolo nella versione originale “Aurum Blood,” usando la parola latina “Aurum” che significa, appunto, oro.

Come spiega Wikipedia, il sangue d’oro fu riscontrato per la prima volta in una donna aborigena australiana nel 1961. Da allora si è a conoscenza di circa cinquanta individui al mondo con questo gruppo sanguigno, di cui meno di dieci sono donatori. Si stima che la rarità di questi individui sia di circa uno ogni 6 milioni di persone. Il sangue d’oro di My Dearest Assassin è raccontato nel film come un tipo di sangue che solo lo 0.00000625% degli individui ha: quello corrisponderebbe a un individuo ogni 16 milioni, quindi leggermente più raro del Golden Blood reale.

Perché non ne avevamo mai sentito parlare? Perché nella stragrande maggioranza dei casi, gli antigeni minori del sistema Rh non causano reazioni importanti, quindi non sono entrati nella conoscenza generale sui gruppi sanguigni. Ma per quei rarissimi individui che hanno il sangue d’oro, si tratta di una differenza fondamentale: loro possono ricevere sangue solo da individui col loro stesso (rarissimo) gruppo sanguigno.

Per chi volesse scoprirne di più, vi suggeriamo di approfondire l’argomento in questo articolo di MedicineNet. Noi ovviamente non siamo ematologi, ma semplici appassionati di film e serie TV.

Movie poster for Netflix’s My Dearest Assassin featuring Lhan (Baifern Pimchanok) and Pran (Tor Thanapob) in a protective embrace, set against a dark, dramatic background with golden and crimson accents reflecting the Golden Blood theme.

Il significato del Sangue d’oro in My Dearest Assassin

Una nozione scientifica così particolare, ovviamente, può diventare un elemento centrale per una produzione thriller come My Dearest Assassin. L’esistenza di individui così rari li rende dei facili bersagli: loro sono i veri “donatori universali assoluti,” quelli che possono donare il sangue a ogni individuo al mondo, anche a quelli che possiedono questo rarissimo gruppo sanguigno. Nella prospettiva che ogni cosa ha un valore, dunque, questo sangue diventa così prezioso che un’organizzazione potente può pensare di uccidere per averlo.

Il film dunque trasforma una caratteristica rara in una necessità di nascondersi per sopravvivere: il significato del sangue d’oro in My Dearest Assassin è quello di “marchiare” degli individui come degli esseri così preziosi da essere costretti a nascondersi, se non vogliono essere cacciati dai potenti che vogliono mettere le mani sul loro sangue. E così, una verità scientifica viene messa in scena nel film come una lotta per la vita, in una caccia all’uomo che ovviamente si fa seguire molto facilmente su schermo.

E nel frattempo, uno dei tanti film che vediamo su Netflix, e la nostra curiosità naturale, ci ha fatto scoprire qualcosa che avremmo incontrato solo leggendo un manuale avanzato di ematologia. È il bello del mondo del cinema.

Carlo Affatigato

Carlo Affatigato

Carlo Affatigato è il fondatore e Direttore Editoriale di Auralcrave. Ingegnere di formazione con un background in psicologia e life coaching, è analista culturale e scrittore professionista dal 2008. Carlo è specializzato nell'estrarre significati nascosti e intenzioni umane dalle storie globali di tendenza, unendo il rigore scientifico a una lente umanistica per spiegare l'impatto psicologico dei nostri momenti culturali più significativi.View Author posts