Un’analisi approfondita del simbolismo di Apex su Netflix: esploriamo il significato psicologico della canzone dei Chemical Brothers, i denti affilati di Ben e la scalata finale di Sasha.
Questa analisi è disponibile anche in inglese.
Ci sono cose che restano, quando guardi Apex su Netflix. Ti si attaccano addosso mentre la storia procede e continuano a girarti in testa mentre ti avvicini al finale, insistenti come un insetto che ti ronza intorno nel cuore della giungla. Sono simboli apparentemente fugaci ma che, in realtà, costruiscono il vero significato dietro la storia — i mattoni portanti che trasformano il film in un’esperienza duratura.
Un esempio è quella canzone che segna l’inizio della caccia di Ben a Sasha. Un’improvvisa esplosione sonora, un contrasto stridente con la pace silenziosa della natura selvaggia che aveva dominato lo schermo fino a quel momento. O la scioccante rivelazione di Ben mentre tiene prigioniera Sasha, mettendo a nudo la sua vera natura: una serie di denti affilati progettati per terrorizzare la sua preda.
Sono questi i momenti che elevano Apex oltre al classico film che ci aspettavamo. E nel momento in cui raggiungiamo il finale, assistendo a Sasha e Ben che scalano quella parete in coppia — dopo aver trascorso l’intero film cercando di uccidersi a vicenda — il simbolismo della pellicola si fa evidente, e diventa necessario svelarne i segreti.
Andiamo con ordine.
L’ingranaggio del terrore: la canzone dei Chemical Brothers che innesca la caccia in Apex
Il modo in cui il dialogo sereno tra Ben e Sasha degenera rapidamente nell’inizio di una straziante caccia all’uomo è un piccolo capolavoro di tensione psicologica. Come spettatori, siamo consapevoli della diffidenza innata di Sasha; nonostante la sua profonda forza interiore, rimane una figura solitaria in un paesaggio estraneo, dove ogni uomo cerca in penetrare nella sua sfera personale.
Ben, tuttavia, appare inizialmente diverso. Si presenta come un’anima affine — qualcuno che la capisce davvero —, ponendosi in netto contrasto con i rozzi cacciatori locali. Eppure, in quella conversazione cruciale, la vera natura di Ben viene svelata: non è un umile escursionista con la passione per l’aria aperta, ma un predatore a sangue freddo che ha già tolto la vita a decine di turisti. E ora, ha messo Sasha nel mirino.
Lo vediamo poi afferrare un altoparlante e attivare una traccia specifica, martellante: Go dei Chemical Brothers. Un testamento moderno dell’ineguagliabile energia viscerale che la musica elettronica sa sprigionare.
La trasformazione da individuo a bestia: 3 minuti e 40 secondi di disumanità
Go è un perfetto esempio di ciò che gli appassionati di musica conoscono come «Big Beat»: una categoria di musica elettronica esplosa storicamente negli anni ’90, incisa negli annali della storia da leggende immortali come i Prodigy (Firestarter), Fatboy Slim (Rockafeller Skank), e The Crystal Method (Keep Hope Alive). I Chemical Brothers erano già stati protagonisti in quegli anni con tracce come Block Rockin’ Beats e Hey Boy Hey Girl. Go appartiene a un’era più recente — siamo nel 2015 — eppure rimane ancora un ottimo modo di riscoprire la potenza di quel suono inconfondibile.
Per molti versi, la musica elettronica ha sempre rappresentato qualcosa di diverso da quello che l’uomo per natura associa all’evoluzione naturale del suono. È sempre stata «il suono del futuro», mai del presente. E ascoltare una traccia come Go come sfondo sonoro della trasformazione di Ben in una creatura ferale in Apex sottolinea esattamente questo: tre minuti e quaranta secondi in cui l’elemento umano svanisce dal disegno, sostituito dal predatore del futuro.
Can’t think, can’t sleep, can’t breathe
Send your body to flight
Everybody got a target tonight
Everybody come along for the ride
All you studs and you duds and you ladies, let’s flyGo!
No time to rest
Just do your best
Go!
What you hear is not a test
We’re only here to make you
We’re only here to make you
We’re only here to make you
We’re only here to make you… go!
E su quell’ultimo «Go!», la msuica si ferma. Sasha ha avuto a disposizione solo una manciata di minuti per mettere distanza tra sé e l’uomo che ha deciso di darle la caccia. Da quel momento, quei due esseri umani — che pochi istanti prima discutevano di integrazione sociale — non esistono più. Al loro posto, un predatore spietato che, da quel momento, emetterà solo suoni animaleschi privi di umanità, e una preda in un rush di adrenalina interamente orientato alla sopravvivenza.
I denti di Ben: i riferimenti tribali e la distorsione culturale
La versione animalesca di Ben emerge anche attraverso il secondo grande simbolo di Apex: i denti affilati che mette a nudo all’improvviso, in quella scena in cui tiene prigioniera Sasha e le parla come se lei fosse qualcuno in grado di comprenderlo davvero.
Vedere Ben con quei denti, così simili a quelli di uno squalo, lo ritrae esattamente per la bestia che è: orribile a vedersi, un’immagine che innesca una paura ancestrale. Eppure, poco prima, Ben parlava di questi denti affilati come di una tradizione reale praticata da alcune tribù.
È il suo tentativo di normalizzare la propria indole, ma in realtà è la distorsione beffarda di un autentico rituale tribale che, in origine, possedeva uno spirito profondamente diverso.
La vera storia dei denti affilati di Apex: i Mentawai, i Maya e la cultura africana
Il riferimento ai denti affilati appartiene alla «storia vera» dietro il film: tribù reali hanno adottato questa pratica, come i Mentawai dell’Indonesia, l’élite Maya e i Makonde in Africa. Ma in nessuno di questi casi si trattava di un modo per assumere un’assetto predatorio superiore, come invece fa Ben.

Per i Mentawai, i denti affilati sono un simbolo di bellezza: ottenerli fa parte del processo necessario di cura dell’aspetto fisico che garantisce la soddisfazione dell’anima. Tra i Maya, i denti non venivano solo affilati, ma anche decorati con pietre preziose per rappresentare l’appartenenza alle gerarchie più nobili della tribù. E nei Makonde, l’affilatura dei denti era un rito di passaggio per integrarsi tra gli adulti della tribù e segnare la fine della giovinezza.
Ben, invece, si appropria di questa antica pratica culturale, distorcendone il significato. Quando mostra i suoi denti affilati a Sasha, dopo aver trascorso l’intera giornata a darle la caccia come un animale selvaggio, Ben le sta in realtà presentando il simbolo del suo lato più animalesco. Qualcosa di diametralmente opposto allo spirito di integrazione e «nobilitazione» proprio delle tribù che praticano questo rituale.
Ancora una volta, Ben è un essere violento che stupra la natura delle cose, proprio come sta facendo trasformando Sasha in una preda costretta alla fuga. Ma nel finale di Apex, i ruoli si invertono.
La spiegazione del finale di Apex: l’ultima scalata di Sasha e la riconquista del destino
Quando il film ha inizio, Sasha sta scalando una delle pareti più pericolose al mondo; nel finale di Apex, sta scalando una montagna ancora una volta. Ma stavolta, è padrona del proprio destino.
La morte di Tommy durante la tempesta che li travolse in quella scalata iniziale ha segnato il personaggio di Sasha per tutto il film. L’ha trasformata in una creatura introversa, circospetta, sofferente. La solitudine è la cura che ha adottato per riprendere il controllo del proprio spirito. Eppure, i cacciatori del Wandarra National Park vedono solo una donna indifesa su cui imporre la propria stretta.
Il silenzio di Sasha può essere visto come un segno di paura. In realtà, è un lento processo di rinascita, inevitabilmente accelerato dopo essere stata cacciata da Ben. La fuga nella natura inospitale delle Grand Isle Narrows riesce a far riemergere la forza interiore di Sasha. E quando arriviamo alla fine, dopo che i ruoli sono stati invertiti, Sasha usa la sua nuova posizione dominante per costringere Ben ad accompagnarla in quest’ultima ascesa.
Scalare una parete verticale è un chiaro simbolo di ascensione spirituale. Sasha ripercorre la tragedia che ha segnato la sua vita, ma stavolta, la creatura alle sue spalle deve essere soppressa. Vediamo la storia ripetersi, sebbene ora intenzionalmente — la corda viene tagliata, il cacciatore precipita nel vuoto. Un modo per affermare il proprio dominio sul mondo e, in ultima analisi, sulla propria vita.
Dalle acque profonde delle rapide che hanno messo a repentaglio la sua esistenza alla meritata quiete della vetta: Sasha ha reclamato il posto che ha sempre meritato. Grazie a lei, i corpi delle vittime di Ben vengono finalmente recuperati. È la vita che riconquista la propria dignità attraverso la morte: una prospettiva filosofica che solo un vero cacciatore può comprendere davvero.