Parlare del legame che intercorre tra musica e gioco è complicato perché parliamo di una mescolanza senza soluzione di continuità di testi, immaginario, estetica e luoghi; durante il corso della storia sono stati tantissimi gli artisti che hanno saputo attingere all’atmosfera patinata e e adrenalinica dei casino, ai simboli del poker o alle luci di Las Vegas, trasformandoli in elementi centrali della propria identità artistica o in potenti metafore nelle loro canzoni. Alcuni di questi artisti hanno costruito le loro carriere su questo, altri invece hanno relegato al mondo del gioco alcuni dei loro brani più celebri.
Sinatra e Presley: la coppia che tutto cominciò
Forse il caso più arcinoto è quello di Elvis Presley, la cui figura è inscindibile da quella di Las Vegas; questo perché il “Re del Rock’n’Roll” non solo ha interpretato la sopracitata canzone, brano con tanto di film allegato che ha contribuito a fissare nell’immaginario collettivo la città come capitale dello spettacolo e del gioco, ma ha anche reso i suoi concerti al Las Vegas Hilton degli eventi leggendari, perfettamente in linea con l’energia scintillante della Strip. Ancora oggi Elvis Presley è per molti la punta di diamante di quel tipo di immaginario, non a caso è anche uno degli artisti con più imitatori in circolazione.
Simile per impatto è Frank Sinatra, che insieme al “rat pack” ha portato il glamour di Hollywood direttamente nelle sale da gioco grazie a una manciata di brani iconici. Canzoni come Luck Be A Lady ad esempio sono considerati da musicologi e appassionati come veri e propri inni di un certo tipo di eleganza maschile, oltre che di azzardo calcolato e negli anni sessanta Sinatra e soci erano le incarnazioni definitive di un certo tipo di gioco: raffinato, ricco di emozione ma anche fascinoso, tra smoking, cocktail e partite fino a tarda notte.
Le declinazioni rock e pop continuano fino ai giorni nostri
L’accoppiata gioco e musica chiaramente è proseguita durante tutto il corso dei decenni successivi: nel 1980 con Ace Of Spades dei Motorhead il mondo dei giochi di carte ha trovato il suo nuovo inno, complice anche il bassista Lemmy Kilmeister che è riuscito a trasformare il simbolo della carta più alta di picche in un emblema di una vita condotta all’insegna della libertà e dell’intensità.
Qui il gioco si intreccia all’attitudine rock and roll, che è la vera protagonista dell’esperienza, qualcosa che verrà fatto anche in ambito pop. Lady Gaga, con Poker Face, ha riportato il poker in cima alle classifiche mondiali a fine anni 2000, utilizzando la metafora del bluff come strumento di seduzione; il brano, un vero e proprio banger immortale con una linea vocale ancora oggi cantabilissima, è costruito proprio sull’idea che esattamente come in una partita di carte avere la capacità di nascondere la proprie intenzioni può fare la differenza se si vuole vincere!
C’è anche chi è riuscito a trasformare il lato nostalgico di Las Vegas in musica: se qualcuno ha mai giocato alle slot di betfair con ambientazione urbana, probabilmente troverà in Leaving Las Vegas di Sheryl Crow la sua canzone perfetta! Il brano, infatti, racconta un volto più riflessivo e intimo della città, dietro le luci al neon, catturando un altro volto della capitale del divertimento.