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Rovine di Castro: la città perduta immersa nel bosco

Se si è appassionati di lente passeggiate in mezzo alla natura, se l’atmosfera che si respira tra le rovine di una città fantasma affascina e attrae e se si ama rispolverare storie del passato oramai quasi dimenticate, il territorio della nostra penisola offre numerose mete perfette.

In Italia, infatti, ci sono luoghi ancora non del tutto esplorati, sconosciuti ai più ma che vale la pena scoprire (o riscoprire) per le storie che hanno da raccontare. Proprio a questo scopo, il portale “Wonders. Scopri l’Italia delle meraviglie”, progetto di Autostrade per l’Italia, propone oltre 500 itinerari da percorrere per avventurarsi tra le meraviglie delle varie regioni, come ad esempio il Lazio. Proprio in questo territorio, tra escursioni nella natura , degustazioni e passeggiate tra borghi di incredibile bellezza, non poteva mancare una meta presso le Rovine di Castro. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Ischia di Castro, l’antica capitale del Ducato

Quella in esame è una località nel viterbese, a due passi dalla Riserva Naturale di Selva del Lamone. Qui, in terra etrusca, si trovano i ruderi di quella che un tempo è stata la capitale del Ducato di Castro.

Si tratta di un territorio abitato sin dalla preistoria dall’uomo, che in questa zona ha edificato numerosi insediamenti urbani. Questa città in particolare, secondo gli studi, dovette essere davvero fiorente tra il VIII e il VII secolo a.C.

Ma la storia più importante di questo territorio ebbe inizio nel 1154, quando Castro venne acquistata da Papa Adriano IV rimanendo per molto tempo sotto la protezione del papato. Almeno fino al 1527, quando la città venne saccheggiata.

A riprendere le redini fu solo qualche anno dopo Papa Paolo III, che grazie alla sua posizione centrale decise di rendere Castro, nonostante i danni del saccheggio, la capitale dell’omonimo Ducato.

Ecco che allora vennero costruite mura di cinta, strade e chiese, vennero innalzati palazzi nobiliari ed edifici in stile rinascimentale, alcuni dei quali affacciati su Piazza Maggiore.

La distruzione di Castro per volere del Papa

La gloria di Castro, però, non era destinata a durare a lungo. Solo un secolo dopo, le truppe pontificie di Urbano VIII assediarono la città, per riscuotere il pagamento dei debiti che la cittadina aveva accumulato nei confronti dello Stato Pontificio. Il patto per scongiurare la guerra? Cedere Castro al Papa. Ovviamente, il Duca di Castro non accettò, e così ebbe inizio la fine della capitale.

Nel settembre del 1649 Papa Innocenzio X ordinò la distruzione di Castro, che venne rasa al suolo dalle truppe. A ricordare quell’evento e l’esistenza della città è ancora oggi una lapide con su scritto “Qui fu Castro”.

La nascita del Parco Archeologico Antica Castro

Oggi di Castro non rimangono che rovine, inghiottite dalla fitta vegetazione che è avanzata sempre più negli anni, quasi a voler custodire gelosamente la storia antica di questo territorio. Arrivare fin qui per vedere i ruderi, infatti, non è semplice, visto che bisogna camminare tra pietre, rovi, radici di alberi e un fitto sottobosco che ricopre tutto.

É grazie alla nascita del Parco Archeologico Antica Castro che oggi è possibile visitare questo posto misterioso e affascinate, percorrendo un sentiero segnalato che fa tappa presso le principali attrazioni dell’antica capitale, quali i ruderi del Duomo, dei palazzi e il lastricato di Piazza Maggiore.

Tutte queste bellezze e possibilità di escursioni, lo rendono il posto ideale in cui trascorrere una piacevole gita fuori porta.

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