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Il poker è donna? Il tavolo verde e il successo delle giocatrici nel mondo

Uno dei temi più dibattuti in questo preciso momento storico è quello della parità di genere. Fortunatamente, possiamo affermare senza timore di smentita che moltissimi degli stereotipi e delle credenze popolari che sottolineavano la disparità fra uomo e donna sono finiti nel dimenticatoio. In alcuni ambienti, però, l’argomento è ancora all’ordine del giorno e ci sono molti margini di miglioramento. Uno di questi ambiti è il poker sportivo e nelle prossime righe andremo a scoprire come, in realtà, le donne più forti abbiano davvero poco da invidiare ai loro colleghi maschi.

Iniziamo dai freddi numeri che, non sono mai tutto, ma spesso dicono la verità. Se ci basiamo soltanto su di essi possiamo affermare che il mondo del poker sportivo è ancora a forte preponderanza maschile. Fino al 2019 la percentuale di donne iscritte ai tornei live più importanti si aggirava intorno al 10%, mentre nell’ultimo quinquennio siamo saliti al 15%. Non molto, ma è sicuramente un notevole passo avanti rispetto ai decenni precedenti.

Ma nonostante la bassa presenza numerica, la qualità delle giocatrici è di livello assoluto. Basti pensare alla carriera di Vanessa Selbst, la giocatrice più vincente di sempre e probabilmente anche la più forte. Così come fece a suo modo nella musica Madonna negli anni ‘90, la statunitense con le sue vittorie ha contribuito a cambiare la percezione relativa al rapporto fra donne e poker. Selbst può infatti vantare in bacheca ben tre braccialetti delle World Series of Poker di Las Vegas, due vittorie nello European Poker Tour e un successo storico nel Main Event del Partouche Poker Tour di Cannes nel 2010. Nel 2020 ha lasciato il circuito per dedicarsi agli affari ma non ha mai escluso un suo possibile ritorno.

Selbst non è l’unica donna ad aver scritto il proprio nome a caratteri cubitali nella storia della disciplina. Ci è riuscita anche Kristen Bicknell, professionista in attività con un montepremi incassato di quasi 9 milioni di dollari e la bellezza di 4 braccialetti WSOP.

Che dire, poi, di Kathy Liebert, 57enne con ben 446 piazzamenti a premi del 1994 a oggi che ne fanno la terza donna al mondo per quanto riguarda i premi vinti dopo le già citate Selbst e Bicknell?

A scanso di equivoci è importante precisare che non ci sono soltanto giocatrici statunitensi di altissimo livello. Anche nel Vecchio Continente abbiamo campionesse di tutto rispetto come ad esempio Annette Obrestad e Victoria Coren. La prima, norvegese, è passata alla storia per il successo nel Main Event WSOP Europe di Londra del 2007, una vittoria che le ha regalato un premio da 2 milioni di dollari, ancora oggi record al femminile.

La britannica Coren, invece, è stata la prima giocatrice in assoluto (maschi compresi) a vincere due Main Event nello European Poker Tour: il primo a Londra nel 2006 e il secondo nella nostra Sanremo nel 2014. Un primato, quello della scrittrice, imprenditrice e campionessa, soltanto eguagliato nel 2019 da Mikalai Pobal e nel 2023 da Mike Watson.

Numeri e successi in serie che, purtroppo, non hanno ancora completamente scalfito alcune pessime usanze al tavolo verde. Una volta Linda Johnson, una delle prime poker pro in assoluto, attiva fin dagli anni ‘80, venne accusata da un giocatore rimasto anonimo di essersi intrufolata in una situazione in cui non era desiderata. Oppure in altre occasioni venne definita da appellativi paternalistici, o addirittura si accorse di una strategia organizzata da alcuni giocatori in un final table per eliminarla fin dalle prime mani.

Per fortuna oggi non si verificano più questi spiacevoli episodi, o sono diventati decisamente rari.

Discorso completamente diverso, invece, per quanto riguarda il mondo del poker online. Dietro a uno schermo e una tastiera non esistono donne o uomini e a contare sono soltanto freddezza, capacità, tecnica e puro talento. La speranza, della comunità pokeristica e non solo, è che questa parità diventi in fretta realtà anche nei tornei dal vivo e negli appuntamenti più importanti dei circuiti internazionali.

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