Cixi: l’imperatrice dietro al paravento

Posted by

La Cina per noi occidentali rimane un mistero, la sua storia è complessa, intrecciata e ricca di miti e personaggi leggendari. Uno di questi è l’imperatrice Cixi che ha visto la fine della dinastia Qing.

Per una come lei, entrata a corte come una semplice concubina, regnare per decadi era davvero impensabile. Per capirci, sarebbe più facile oggi vincere per un mese di fila tutte le scommesse sportive di 20 Bet o simili.

Pur essendo uno dei personaggi più famosi della Cina imperiale, la vita di Cixi rimane un mistero, poiché la sua storia ha molte versioni e tante possibili verità.

Daniel Vare, un diplomatico italiano che visse a Pechino, scriveva: “Troppo mistero circonda la Città Proibita perché si possa scrivere dei suoi abitanti con sicurezza. Anche quando i fatti sono noti, ci sono due o tre versioni, ognuna delle quali dà un’interpretazione diversa di ciò che è accaduto. Questa vaghezza è come le parti nebulose di un dipinto cinese; ha un fascino che potrebbe essere un errore dissipare. Né è certo che lo storico, se potesse sollevare il velo, scoprirebbe la verità”.

Alcune fonti dipingono Cixi come una malvagia manipolatrice, spietata con i nemici e non proprio affidabile con gli amici. Le vengono attribuite scappatelle e relazioni, in particolare con il suo eunuco, che poi non è nemmeno detto che fosse davvero eunuco.

Eppure, questa donna misteriosa ha visto il tramonto dell’ultima dinastia e ha traghettato la Cina verso l’era moderna, ha preso il potere con un colpo di stato, ha messo fine alle invasioni straniere e ha vinto la guerra dell’oppio. Tutto con il minimo spargimento di sangue e tutto da dietro un paravento.

Arrivo alla città proibita

Cixi nasce il 29 novembre 1835 con il di nome Yehenara, era una ragazza appartenente all’etnia manciù, la minoranza dominante dell’epoca, in una Cina (tuttora) popolata in prevalenza dall’etnia Han. Sebbene fosse una ragazza abbastanza comune, la sua etnia, la stessa degli imperatori, le portava prestigio e a 16 anni fu ammessa alla corte imperiale per diventare una concubina, una delle centinaia di concubine. All’epoca si trattava di un grande onore.

Secondo Daniele Vare, Yehenara catturò il cuore dell’imperatore con la sua voce. Da quando la sentì cantare per la prima volta, Xianfeng la scelse per molte notti fino a che lei gli diede un erede, guadagnandosi il titolo di Tzu Hsi, che oggi si scrive Cixi.

Ascesa al potere

Xianfeng morì nel 1861, e il figlio di Cixi, Tongzhi, di soli 5 anni, era l’unico erede al trono. La concubina così divenne la madre del nuovo imperatore e insieme all’imperatrice vedova, la moglie ufficiale del defunto imperatore, prese il potere, in quello che oggi verrebbe definito un golpe.

La strana coppia riuscì a compiere l’impresa senza mai lasciare la Corte interna della Città proibita, poiché alle donne dell’imperatore era vietato farlo. Le due donne evitarono che altri membri della famiglia imperiale o qualche alto funzionario diventassero reggenti.

Coprirono loro stesse quel ruolo per molti anni, dividendosi i compiti in modo molto efficace. Dopo circa un decennio, l’imperatrice morì, alcuni storici ne addossano la responsabilità a Cixi ma in realtà non vi è alcuna prova che lo dimostri. Cixi rimase l’unica reggente dell’impero fino all’ascesa al trono di Tongzhi che però morì, due anni dopo. Cixi, adottò un nipote di 3 anni e tornò a svolgere la funzione di reggente.

Verso la modernità

Durante i suoi anni di reggenza, Cixi affrontò molte battaglie e le vinse quasi tutte.

Mentre il resto del mondo viveva l’era industriale, la Cina rimaneva ancorata a principi medievali. L’imperatrice lottò per molti anni per riuscire a far costruire la prima ferrovia. Gli eruditi, infatti, ritenevano che avrebbe rovinato il paesaggio e disturbato i defunti.

Il cambiamento non si fermò qui:

  • Introdusse delle università basate sul modello occidentale, fino ad allora infatti, i cinesi eruditi si limitavano a studiare testi antichi. Mandò ambasciatori e tecnici a studiare all’estero e poi riformò il sistema scolastico cinese.
  • Abolì la cruentissima morte dei 1000 tagli, una tortura particolarmente sanguinaria presente in Cina fin dalla notte dei tempi.
  • Proibì il loto d’oro, la dolorosissima fasciatura del piede che veniva praticata sulle bambine di etnia han.
  • Cacciò i nemici che volevano prendere possesso di città e porti cinesi e riuscì a ridurre la corruzione.

Durante le infinite discussioni con i funzionari di corte, Cixi, che non poteva mostrarsi agli uomini, si celava dietro a un paravento e da lì vinse gran parte delle sue battaglie.

Per ogni passo che riuscì a compiere, dovette vincere le resistenze dei funzionari imperiali e della sua stessa famiglia, tutti molto legati alle tradizioni e diffidenti nei suoi confronti.

La missione incompiuta

La sovrana traeva grande ispirazione dai racconti che udiva sulla coeva inglese, la Regina Vittoria.

L’anziana reggente aveva intenzione di abolire la monarchia assoluta per passare a una monarchia costituzionale. Secondo Cixi, era l’unico modo per modernizzare la Cina senza decretare una triste fine per l’etnia manciù che, essendo una minoranza, era protetta solo dalla detenzione del trono.

L’imperatrice morì nel 1908 prima di riuscire in questo intento e ciò che avvenne dopo di lei, lo sappiamo dai libri di storia.