Emergency: la spiegazione del film e il messaggio nascosto

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Questo articolo rivela elementi importanti della trama e della spiegazione di Emergency, il film Amazon diretto da Carey Williams, svelandone il significato, gli eventi e le prospettive migliori per apprezzarne i pregi. Se ne suggerisce dunque la lettura solo ed esclusivamente dopo aver visto il film, e non prima, per evitare di perdervi il gusto della prima visione.

Emergency è un film del 2022, prodotto da Amazon per la distribuzione internazionale su Amazon Prime. È un film che parla di razzismo e contrasto sociale dal primo all’ultimo fotogramma e la visione provoca disagio man mano che va avanzando: la trama di sviluppa in modo che ogni evento va sempre peggio, come un pesante masso che prende velocità su una strada in discesa. Ci si sente impotenti come sentono di esserlo gli stessi personaggi, incapaci di trovare un’idea risolutiva e quindi scegliendo di volta in volta strade tortuose che non fanno che peggiorare le cose.

La trama del film è piuttosto lineare e semplice da seguire, per cui non è necessario descriverla nel dettaglio. Eppure, ci sono alcuni significati nascosti all’interno del film che vale la pena far emergere esplicitamente. Questo articolo si concentrerà sulla spiegazione di tali messaggi, nello spirito in cui voleva trasmetterli in film.

Emergency: la spiegazione del film

L’intera vicenda descritta del film è fortemente influenzata dalla paura che i neri in America hanno di ricorrere alle forze dell’ordine quando si trovano in situazioni in cui sono tenuti a spiegare una situazione sospetta. È un tema molto sentito negli Stati Uniti, che più volte hanno visto nei notiziari le immagini di atteggiamenti aggressivi e ingiustificati sui neri da parte della polizia. Il film mostra un lieto fine, con la vicenda che si risolve senza conseguenze pratiche e che apparentemente proverebbe l’infondatezza delle paure di Sean, che rappresentava in questo caso il timore nero per la polizia. Eppure c’è di più sotto l’apparente finale in bellezza.

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Emergency – il trailer ufficiale

Il messaggio che il film vuole trasmettere è che il mondo reale non è mai completamente nero o completamente bianco (per tornare alla metafora dei colori), ma che la verità sta in mezzo. È vero che se un nero si trova in una situazione sospetta e la polizia interviene, c’è un’alta probabilità che venga preso a colpi di pistola prima di poter dare spiegazioni? No, e il film cerca di spiegarlo in molti modi: attraverso i ragionamenti statistici per bocca di Kunle, e oggettivamente anche attraverso il finale, in cui la situazione estremamente sospetta effettivamente farebbe pensare il peggio. Eppure la polizia ascolta, comprende e rilascia Kunle e Carlos senza ulteriori approfondimenti.

Allo stesso tempo, è vero che dunque il razzismo e il pregiudizio non fa parte della società americana e delle forze dell’ordine? Ovviamente no, e anche questo è ben veicolato nel film: quando Alice va incontro al furgone nella foresta, è evidentemente prevenuta verso il colore della pelle di Kunle e Sean e estrae lo spray urticante prima ancora di lasciarli parlare, ed infatti è l’ultima del gruppo a convincersi che i ragazzi dicono la verità. E quando la polizia ferma il veicolo, Kunle è l’unico che viene messo a terra, faccia contro l’asfalto, mentre gli altri ragazzi sono seduti sul marciapiede, a spiegare la vicenda alla polizia in modo rispettoso ed attento.

Kunle infatti esce traumatizzato da questa esperienza. Il confronto finale che ha con Sean mostra come Kunle riconosce il fondo di verità dietro la paura di Sean: la società americana ha davvero pregiudizi verso i neri e per un attimo Kunle ha temuto che il suo intero futuro fosse compromesso. Il fotogramma finale in cui si chiude il film, con la paura che si impadronisce degli occhi di Kunle nel sentire delle sirene casuali per strada, è significativo.

Tutto il film gioca dunque sul confronto tra gli opposti e sulla presenza di buono e cattivo in ogni cosa analizzata. È un bel gesto quello di Alice e Emma, che si presentano alla porta per ringraziare Kunle e Carlos per quanto hanno fatto? In via generale sì, ma il discorso iniziato da Emma con tanto di nota scritta è l’emblema dell’atteggiamento ipocrita della società americana, che quando si sente in colpa per il suo essere razzista diventa pomposa nel celebrare l’uguaglianza dei neri. È vero che i tre ragazzi volevano solo aiutare Emma e non avevano nulla da temere? Qualcosa da temere in realtà l’avevano, in quanto sotto l’effetto di droghe, e ciò che hanno fatto può risultare a tutti gli effetti omissione di soccorso.

Ogni cosa in questo mondo è più complessa di quel che lascerebbe intendere una spiegazione facile e veloce. E con questa consapevolezza Kunle andrà all’università e vedrà brillare la propria carriera. Non dimenticando mai però che la motivazione reale per cui sta facendo di tutto per riuscire nella vita è di ottenere il riconoscimento da parte della società che gli garantisca di non subire più un trattamento da “semplice nero” in futuro. Ogni individuo in questo mondo trova la soluzione più congeniale a sé. Per Kunle è la carriera, per Sean non resta che concentrarsi sull’orgoglio di essere nero e sulla lotta per la protezione dei propri diritti. E non esiste una strada migliore o peggiore in senso assoluto.

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