Riscopriamo Opportunities dei Pet Shop Boys per il Dreamworld Tour 2022

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Le generazioni giovanissime potrebbero non sapere chi siano i Pet Shop Boys e quanto davvero siano stati famosi negli ultimi quarant’anni. Per coloro che vogliono una risposta breve, potremmo offrire delle coordinate schematiche molto semplici: ci sono gli anni ’80, uno dei decenni più vispi di sempre in ambito musicale; anni ’80 significa soprattutto pop elettronico, nato in quegli anni e da allora mai morto, ancora oggi è la forma in cui il pop si afferma maggiormente; e chiunque volesse approfondire il pop elettronico anni ’80 si imbatterà nel nome dei Pet Shop Boys quasi subito, come una delle realtà più note e apprezzate di quel periodo. Insomma, se vorreste scoprire i nomi che negli anni ’80 hanno propugnato il nuovo pop, magari vi imbattereste prima in Depeche Mode, The Human League o Soft Cell. Ma poi verrebbero subito i Pet Shop Boys.

L’aspetto interessante è che i Pet Shop Boys sono ancora attivi. Il loro ultimo album, Hotspot, è uscito nel 2020 e il tour mondiale, posticipato per via della pandemia, è partito proprio il 10 Maggio 2022 a Milano. Per tutto l’anno Neil Tennant e Chris Lowe gireranno il mondo, chiudendo il tour a ottobre in Canada. Tutte le date del tour sono qui, con i link ai ticket per ogni data.

Pet Shop Boys Dreamworld Tour 2022 – tutte le date

È dunque l’occasione giusta per riscoprire una delle loro hit più classiche: Opportunities, dal loro primo album Please del 1986.

Opportunities: il testo e il significato del brano

Pet Shop Boys - Opportunities (Let's Make Lots of Money) (Version 2) (HD)
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Opportunities è un brano pungente sulla brama di arricchirsi, riscontrabile in molti sia allora che oggi. Un brano dunque sempre attuale, che lancia un messaggio a chi concentra tutti i propri sforzi nel far soldi. Come spesso fanno i Pet Shop Boys quando vogliono prendere le distanze da qualcosa, nella canzone non fanno altro che impersonare ciò che attaccano nel modo più diretto possibile.

I’ve got the brains
You’ve got the looks
Let’s make lots of money

Il ho il cervello
Tu hai il bell’aspetto
Iniziamo a fare un sacco di soldi

Il testo continua sotto forma di accordo che due parti stringono, lavorando insieme e cercando di diventare ricchi. Si capisce che l’obiettivo sia unire i punti di forza di entrambe le parti, e farlo pensando solo e soltanto ad avere successo, senza preoccuparsi di esaltare particolari valori dall’una o dall’altra parte. Anche se si ha un percorso di studi importante, o se si è capaci di fare grandi cose (programmare un computer, negli anni ’80, era come dire pilotare un razzo oggi), non importa. Qui si tratta semplicemente di fare soldi.

I’m looking for a partner
Someone who gets things fixed
Ask yourself this question
Do you want to be rich?

You can tell I’m educated
I studied at the Sorbonne
Doctored in mathematics
I could have been a don
I can program a computer
Choose the perfect time
If you’ve got the inclination
I have got the crime

Sono alla ricerca di un partner
Qualcuno che sistema le cose
Fatti questa domanda
Vuoi essere ricco?

Potrai dire che ho studiato molto
Sono laureato alla Sorbona
Dottorato in matematica
Avrei potuto essere un don
Potrei programmare un computer
Scegliere il momento perfetto
Se tu hai l’inclinazione
Io ho il senso del crimine

Edonismo e materialismo sono dunque gli obiettivi della critica dei Pet Shop Boys. La canzone si chiude con un ritorno a un punto di vista esterno, che si chiede a cosa serve tanto sforzo nell’accumulare beni materiali, se poi si perdono di vista le cose importanti.

All the love that we had
And the love that we hide
Who will bury us
When we die?

Tutto l’amore che abbiamo avuto
E l’amore che nascondiamo
Chi ci seppellirà
Quando moriamo?

Piccola curiosità legata al video: ne esistono due versioni, una principale, più “commerciale” e adatta alla distribuzione, che trovate qui. E un altro più raffinato, che trovate sopra, diretto da uno dei registi più visionari dell’epoca, il polacco Zbigniew Rybczyński, un virtuoso degli effetti speciali disponibili all’epoca, una sorta di Michel Gondry degli anni ’80.