Escape Room: la spiegazione del film e il finale aperto

Posted by

Questo articolo rivela elementi importanti della trama e della spiegazione di Escape Room, il film del 2019 diretto da Adam Robitel, svelandone il significato, gli eventi e le prospettive migliori per apprezzarne i pregi. Se ne suggerisce dunque la lettura solo ed esclusivamente dopo aver visto il film, e non prima, per evitare di perdervi il gusto della prima visione.

Escape Room è un film horror del 2019 che ha riscosso particolare successo, tale da aver spinto il regista a realizzare un sequel due anni dopo, dal titolo Escape Room: Tournament of Champions. Il primo film è un tipico film horror claustrofobico che tiene gli spettatori incollati allo schermo, un gioco di sopravvivenza che ricalca diversi altri classici del genere horror e non solo: c’è chi ha visto nel film echi di Saw, The Cube, The Game o Hostel.

Alcune parti del film creano intenzionalmente confusione. Questo articolo intende spiegare la trama e il finale del film in modo da non lasciare dubbi.

La spiegazione della trama

Una serie di personaggi che andiamo scoprendo all’inizio del film riceve uno strano invito sotto forma di scatola nera-rompicapo. L’invito è per una prestigiosa escape room, che offre 10.000$ ai vincitori. SI presentano in sette nella sala d’attesa di un grande edificio. Ma ben presto scopriremo che si tratta di qualcosa di più di un semplice gioco: le prove che si susseguono mettono in pericolo la vita dei partecipanti e non esiste modo di sottrarsi al gioco. I sette giocatori sono costretti a risolvere i rompicapi semplicemente per evitare di morire sotto le prove del gioco stesso.

Durante il film scopriamo anche che le stanze, i dettagli delle prove a cui i giocatori sono sottoposti, lasciano intendere che chi ha ideato il gioco conosca molto bene i partecipanti. Sembra dunque un gioco architettato accuratamente proprio per loro. Durante il film non si capisce chi abbia voluto fare una cosa del genere, e per quale motivo, ma i giocatori sono troppo impegnati a cercare di salvarsi la vita superando le prove e la questione passa in secondo piano.

Durante il gioco alcuni dei partecipanti perdono la vita. Nella penultima stanza Zoey sospetta che qualcuno li stesse osservando e che per questo il gioco non avrebbe previsto la vittoria di nessuno di loro, per cui decide di non proseguire e distruggere le telecamere di quella stanza. In questo modo sopravviverà al veleno nell’aria usando una maschera per l’ossigeno, e riuscirà a uscire dalla stanza quando che gli organizzatori del gioco entrano per ripulirla.

Nel frattempo Ben supera l’ultima stanza e vince il gioco. Incontra così il game master, che gli spiega in cosa consiste davvero quel gioco: una forma di intrattenimento per gente molto ricca, che ama osservare esseri umani lottare per la sopravvivenza, un po’ come in passato il pubblico osservava i gladiatori lottare per la loro sopravvivenza (o per usare un paragone più vicino al film, come il labirinto in cui Minosse chiuse il minotauro e in cui ogni anno venivano sacrificati un gruppo di greci – Minos, il nome inglese di Minosse, è la società che costruisce le escape room del film). Come spiega il game master, i clienti vogliono prove sempre più difficili e gruppi di partecipanti sempre più particolari. Quell’edizione era dedicata ai “sopravvissuti”: tutti i partecipanti avevano in comune l’essere vivi dopo incidenti gravi in cui tutti gli altri sono morti.

Chi sopravvive alla escape room? E come finisce il film?

Watch this video on YouTube.

Nel finale del film, il game master tenta di uccidere Ben. Non è previsto un premio per chi sopravvive, giacché il gioco è pensato semplicemente per intrattenere i clienti che lo richiedono. Zoey irrompe però nella stanza, uccide il game master e fugge dalla stanza insieme a Ben.

Il giorno dopo gli investigatori ispezionano il luogo in cui il gruppo ha giocato, scoprendo che in realtà ogni indizio è stato rimosso. Zoey è lì presente e osserva quello che sembra un edificio abbandonato in cui nessuno mette piede da tempo. Ma vede sul muro le lettere di “Wootan Yu”, nome che ricorre durante il film/gioco, che è anche l’anagramma di No Way Out, nessuna via d’uscita. La minaccia dunque è che il gioco non prevede una forma di vittoria per chi partecipa.

La vita di Zoey e Ben prosegue e li ritroviamo sei mesi dopo. Ben cerca di andare avanti, mentre Zoey non si dà pace e non accetta che gli organizzatori di quel gioco restino impuniti e continuino a creare trappole in cui altre persone moriranno (il game master era solo un impiegato dell’organizzazione e la sua morte non interrompe il loro operato). Dall’analisi degli elementi in suo possesso ricava le coordinate di quello che pensa essere il quartier generale della Minos e convince Zoey ad andarci in aereo.

Nell’ultimissima scena del film, assistiamo a una rocambolesca escape room dentro un aereo che sta precipitando. Scopriamo che si tratta di una simulazione, architettata sempre dalla Minos, e che verrà applicata proprio al volo che Zoey e Ben hanno prenotato. Il puzzle maker non ha ancora finito con loro. E il nuovo gioco che gli sottoporrà avrà una probabilità di sopravvivenza del 4%.

In questo modo finisce Escape Room. Lasciando aperta la possibilità che la storia di Zoey e Ben possa continuare (come in effetti farà nel sequel) e sottintendendo che ormai per Zoey è una questione personale: non ha paura di tornare ad entrare in contatto con i progettisti delle escape room, e dunque rappresenta per loro una minaccia. La storia può così evolversi in molti modi possibili.