Amapola: la storia, il testo e il significato della canzone

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Amapola è una delle canzoni più longeve e amate della storia della musica. Antichissima, nata originariamente nel 1920, e reinterpretata e riadattata in moltissime occasioni. Tra le versioni più amate c’è quella di Andrea Bocelli del 2006, mentre uno dei motivi per cui la canzone è entrata nel cuore delle nuove generazioni è per la reinterpretazione nel film C’era Una Volta in America, in cui Ennio Morricone ha usato la canzone per costruire uno dei temi musicali principali del film. In Italia recentemente la canzone è tornata in auge perché è diventata la sigla della serie La Vita Promessa.

Vediamo in questo articolo la storia della canzone e il significato del testo.

La storia di Amapola

Amapola è una canzone scritta nel 1920 dal compositore spagnolo José María Lacalle García, che più avanti assunse lo pseudonimo Joseph Lacalle. Ne scrisse sia le musiche che il testo, e negli anni a seguire sono stati scritti prima un testo alternativo in spagnolo, poi il testo in inglese. Una delle prime interpretazioni della canzone originale è quella che trovate qui sopra, eseguita dal tenore spagnolo Miguel Fleta.

Negli anni ’40 la canzone finì in cima alle classifiche musicali statunitensi per la versione di Helen O’Connell e Bob Eberly.

Negli anni la canzone è stata riadattata e reinterpretata da molti grandi artisti, tra cui i tre tenori Domingo-Carreras-Pavarotti, Spike Jones e Bing Crosby. La versione strumentale di Ennio Morricone è la più nota tra le versioni senza testo.

Il testo e il suo significato

L’amapola è il nome comune spagnolo del papavero. Il testo originale della canzone è in spagnolo. Lo trovate qui di seguito, insieme alla sua traduzione in italiano.

De amor en los hierros de tu reja
De amor escuché la triste queja
De amor que sonó en mi corazón
Diciéndome así
Con su dulce canción

Amapola, lindísima Amapola
Será siempre mi alma, tuya sola
Yo te quiero, amada niña mía
Igual que ama la flor la luz del día

Amapola, lindísima Amapola
No seas tan ingrata y ámame
Amapola, Amapola
¿Cómo puedes tú vivir tan sola?

Di amore tra le sbarre della tua grata
Di amore ho ascoltato il triste lamento
Di amore che risuonava nel mio cuore
Dicendomi questo
Con la sua dolce canzone

Papavero, bellissimo papavero
Sarà sempre, la mia anima, solo tua
Ti amo, mia amata ragazza
Proprio come il fiore ama la luce del giorno

Papavero, bellissimo papavero
Non essere così ingrato e amami
papavero, papavero
Come puoi vivere così sola?

Si tratta ovviamente di una dolce, poetica canzone d’amore. L’autore paragona l’amore al rapporto tra un fiore come il papavero e la luce del sole che gli dà vita. Nel dichiarare il suo amore, però, l’autore lascia intendere che la ragazza amata non sia totalmente convinta di donarsi a lui. Ecco il perché della domanda “come puoi vivere così sola?” e del triste lamento che risuona nel cuore di chi parla.

Questo in sintesi il significato. Essendo un brano molto poetico, ci si può leggere qualcosa in più in base all’interpretazione personale del soggetto. Ad esempio, nel paragone così forte col papavero si può leggere sia un’immagine dolce e poetica dell’amore, ma anche la lettura del sentimento amoroso come bisogno, allo stesso modo in cui il fiore ha bisogno del sole per vivere. Ognuno può leggere nel testo eventuali nuovi contenuti, ed è anche questo a rendere affascinante il testo.