“Dio mi chiedeva di uccidere”: le aberranti gesta di Joseph Kallinger

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8 Gennaio 1975. Un crimine aberrante si è appena consumato all’interno di un appartamento di Leonia, in New Jersey. Due persone sconosciute si sono introdotte in un’abitazione e hanno tenuto in ostaggio otto persone, picchiandole e rubando i loro beni. Una di esse, Maria Fasching, 21 anni, è stata trascinata nel seminterrato ed è stata uccisa con un profondo taglio alla gola, dopodiché gli intrusi si sono allontanati dalla scena.

La Polizia giunge sul luogo e inizia l’investigazione. Una maglia macchiata di sangue è stata lasciata lungo la strada da uno degli assalitori. Con l’aiuto di questo elemento, unito alle descrizioni dei testimoni, gli inquirenti riuscirono a identificare e localizzare in breve tempo i responsabili.

Joseph Kallinger, 40 anni, proprietario di una calzoleria a Philadelphia, e il figlio Michael, 13 anni.

Il padre aveva convinto il ragazzo a seguirlo in questa sua folle azione e, come si scoprirà in seguito, per entrambi non si trattava della prima volta.

Una lunga discesa verso l’abisso

Joseph Kallinger (nome d’origine Joseph Lee Brenner III) nasce l’11 Dicembre 1935 in una situazione a dir poco precaria. Suo padre abbandona presto la famiglia e la madre non può prendersi cura di lui da sola, motivo per cui all’età di due anni viene messo in orfanotrofio. Rimane in questa situazione per quasi due anni, fino a quando il 15 Ottobre 1939 viene adottato da una coppia austriaca, Stephan e Anna Kallinger. Le circostanze all’interno di questo nuovo nucleo familiare però non si riveleranno migliori, il bambino soffre di abusi da parte dei genitori adottivi, che sono soliti infliggergli severe e violente punizioni fisiche picchiandolo con il martello o bruciandolo con il ferro caldo. Le sevizie arrivano a un livello sempre più elevato tanto che nel Settembre 1943 gli causeranno un’ernia che lo costringerà a subire un’operazione chirurgica.

In un’occasione la madre lo colpì 4 volte alla testa con un martello soltanto perché aveva chiesto di poter andare allo zoo. All’età di 8 anni subisce uno stupro da parte di un gruppo di ragazzi più grandi.

In una situazione del genere Joseph inizia a sviluppare una serie di anomalie: si masturba guardando delle foto che ritraggono persone e riesce a raggiungere l’orgasmo soltanto tagliando le diapositive con un coltello. Allo stesso tempo comincia a sentire la voce di “Dio” che gli dà indicazioni.

Nel 1951 inizia una relazione con una ragazza, Hilda Berman. Impiega le sue giornate lavorando come calzolaio nel negozio del padre e presto abbandona la casa dei suoi genitori per andare a vivere da solo. A 17 anni lascia la scuola e sposa Hilda, da cui avrà due figli. La convivenza comunque si rivelerà piuttosto difficoltosa e nel 1956 la moglie divorzia a causa degli abusi fisici ricevuti dal marito.

Nel 1958 si sposa con un’altra donna, Elizabeth. I due daranno alla luce cinque figli.

Joseph inizia a seguire le orme dei suoi genitori adottivi e si dimostra un padre violento che instaura un regime di terrore per tutta la famiglia. Nel 1972 viene arrestato per abusi su un minore e, dopo aver sostenuto il processo, viene condannato a 4 anni di prigione. Tuttavia i suoi figli ritireranno le accuse e sarà rilasciato.

Dal 1974 Joseph inizia a soffrire frequentemente di episodi di allucinazioni in cui vede una testa fluttuante chiamata Charlie che gli ordina di uccidere giovani ragazzi e recidere i loro genitali. Si confida in proposito con il figlio Michael e richiede il suo aiuto per portare a termine questa missione. Il tredicenne acconsente alla richiesta del genitore ed è così che undici giorni dopo i due compiono il loro primo omicidio ai danni di Jose Collazo, un ragazzo di origine portoricana che attirarono in un edificio abbandonato per poi torturarlo e asportargli i genitali, prima di soffocarlo a morte.

Il disegno di follia guidato da Joseph era ormai avviato e non si sarebbe fermato davanti a niente.

A un certo punto le voci nella sua testa cominciarono a imporgli di sacrificare uno dei suoi familiari. Nell’Agosto 1974, insieme al figlio Michael, uccide Joe, un altro dei suoi figli, annegandolo e abbandonando il suo cadavere in un sito di demolizione.

Nei mesi successivi i due proseguirono la loro scalata criminale e a Novembre si introdussero in una casa dove abusarono sessualmente di una donna. Qualche giorno dopo fecero irruzione in un altro appartamento dove tennero in ostaggio quattro donne e rubarono del denaro. Nello stesso periodo assalirono un ‘altra donna che venne forzata a compiere atti sessuali con Joseph sotto la minaccia di una pistola.

L’8 Gennaio 1975 invadono l’abitazione di Leonia, facendo trascorrere ore di terrore a otto persone che vennero prima spogliate e legate, dopodiché i due cominciarono a operare delle sevizie. A un certo punto Joseph voleva costringere sotto la minaccia di un coltello Maria Fasching a mordere il pene di un altro ostaggio e quando la ragazza si rifiutò, Kallinger le recise la gola da un orecchio all’altro, lasciandola senza vita.

La condanna

Joseph e Michael vennero portati a processo e durante le udienze il padre si esibisce in affermazioni che lasciano sbigottite la giuria. L’imputato dichiara di avere 1000 anni e di essere stato una farfalla prima di reincarnarsi in un essere umano. Oltre a ciò, si dichiara innocente.

Uno psicologo gli riscontra una forma di schizofrenia, ma risulta comunque capace di sostenere un processo, alla fine del quale viene condannato al carcere a vita.

Per quanto riguarda il figlio Michael invece fu stabilito che agisse sotto il controllo e l’influenza del genitore e per questo venne spedito in riformatorio. Dopo aver scontato la pena ha cambiato nome e si è spostato in un altro stato.

Durante la permanenza in galera, Kallinger continuò a soffrire di episodi allucinatori e conversava costantemente con “Charlie”, la testa fluttuante che gli dava istruzioni. Una volta venne sorpreso mentre dormiva sul terreno della cella, e riferì alle guardie che Charlie aveva preso possesso del letto e non voleva che dormisse insieme a lui.

Nel 1978 si rende protagonista di un episodio violento attaccando un altro detenuto e tagliandogli la gola, tuttavia la vittima sopravvive.

Passò il resto dei suoi giorni di detenzione in preda a deliri e visioni prima di morire a causa di un attacco cardiaco il 26 Marzo 1966, a 60 anni.

Rimane particolarmente impressa una sua video-intervista concessa al giornalista Geraldo Rivera, in cui emerge chiaramente quella che era la sua situazione psichica e il fatto che, come dichiara lui stesso, provasse ancora il forte desiderio di uccidere chiunque gli capitasse davanti.

“Hai ucciso il tuo stesso figlio?”
“Sì.”
“Perché l’hai fatto?”
“Lui è stato un sacrificio. Dovevo uccidere tre milioni di persone sul pianeta terra, e lui è stato sacrificato per vedere se potevo uccidere uno dei miei, e alla fine uccidere tutte le persone sulla terra, Stavo per uccidere la mia stessa famiglia e poi togliermi la vita e diventare Dio.”

“Questa voce di Dio, queste allucinazioni, le senti ancora?”
“Sì.”
“Spesso?”
“Spesso.”
“Ti senti mai violento?”
“Sì.”
“Cosa vorresti fare?”
“Uccidere persone?”

“Pensi che mi uccideresti, Joe?”
“Sì.”
“Questo è raccapricciante, Joe. È orribile. Non mi biasimerai se ti dico che spero tu non esca mai più da questo posto.”
“Lo spero anch’io.”

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Fonti:

serialkillercalendar.com – Joseph Kallinger : AKA The Shoemaker
buggedspace.com – The Shoemaker Who Wanted To Kill Three Million People – Joseph Kallinger
nytimes.com – Joseph Kallinger, 59, a Cobbler-Turned-Killer