Interstate Love Song: l’amore di confine degli Stone Temple Pilots

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Anno 1993. È il 20 novembre. Nicole Kidman sale sul palco del Saturday Night Live. È lei a introdurre gli Stone Temple Pilots in una delle loro serate più memorabili. Un anno dopo muore Cobain. Quello che un anno prima sembrava inarrestabile, sta già svanendo. Molti pensano che il grunge sia già fuori moda. E poi arriva.

Esce Interstate Love Song, dal disco Purple. Scott Weiland canta sofferenza e rimpianto non solo verso l’amore ma sicuramente verso anche il panorama musicale dell’epoca. Un mondo sempre più votato alle logiche commerciali e distante anni luce dal sentire degli artisti più “sensibili”, come era stato Kurt e come era Scott. Talmente sensibili e impreparati al mondo da trovare un rifugio solo nella droga. Davanti ad essa anche le promesse d’amore possono aspettare.

Interstate Love Song racconta proprio queste promesse mancate, dell’incapacità di mantenere la parola. Ai tempi della registrazione i Pilots partono per Atlanta per incidere il disco. Weiland promette alla sua ragazza di stare lontano dall’eroina, ma il giuramento viene meno. E allora si mette nei panni proprio del suo amore tradito, scrive il testo dal punto di vista della ragazza. Il titolo? Semplice, fu composta in viaggio, una canzone d’amore on the road, proprio mentre si trovavano a cavallo tra due Stati. Una canzone di confine, quindi.

C’è da crederci? Magari è solo una leggenda e il confine è solo figurativo… forse racchiude qualcosa di più profondo. D’altronde, Scott, in quel periodo, cercava di disintossicarsi e quindi metaforicamente di passare il confine tra la vita e la morte sicura se avesse proseguito lungo quella strada.

Di seguito una versione acustica rallentata ed emozionante

Stone Temple Pilots: "Interstate Love Song"
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