Una lunga scia di morte: il serial killer di Long Island

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Il caso del Long Island Serial Killer è un fatto di cronaca nera piuttosto articolato e particolare. A differenza di altre vicende di simile natura non comincia attraverso l’investigazione di una serie di omicidi, ma nasce dalla ricerca di una persona scomparsa che sfocia in una terribile scoperta, aprendo uno scenario inquietante che era rimasto nascosto nell’oscurità per molti anni.

La scomparsa di Shannan

1 Maggio 2010. Shannan Gilbert è una ragazza di 23 anni della città di Jersey che lavora come prostituta. Ha fissato un appuntamento con un cliente a Oak Beach, nella contea di Suffolk. Long Island. Il suo autista la accompagna sul luogo e la giovane entra nella casa dove ha stabilito l’incontro.

Alle 4:51 del mattino Shannan chiama il 911 in preda al terrore, asserendo che ci sono delle persone che stanno tentando di ucciderla. Dalle ultime testimonianze risulta che sia uscita dall’abitazione del cliente e se ne sia andata in giro bussando alle porte del vicinato, chiedendo aiuto. Da quel momento in poi si sono perse le sue tracce.

La Polizia di Suffolk si mette all’opera per tentare di ritrovarla, ma si rivela fin da subito un’impresa piuttosto complessa. Shannan sembra essere svanita nel nulla.

Le ricerche proseguono per diversi mesi, quando improvvisamente accade qualcosa di impensabile.

L’11 Dicembre 2010 l’ufficiale John Mallia sta ispezionando con il suo cane la zona di Ocean Parkway, nelle vicinanze di Gilgo Beach. A un certo punto nota la presenza di un sacco di iuta. Si avvicina per controllare meglio e nota che al suo interno sono ammucchiate delle ossa umane.

Una circostanza che mette i brividi. Sarà questione di poco tempo prima che le cose assumano un contorno sempre più agghiacciante.

Gilgo Beach Four

Nelle ore successive le ricerche nella zona si espansero e nel giro di due giorni vennero localizzati altri tre corpi, disposti a poche centinaia di metri di distanza l’uno dall’altro. Sembrava evidente che qualcuno avesse utilizzato quel territorio come luogo dove posizionare quei cadaveri.

Un pesante e atroce dubbio comincia ad affacciarsi: nell’area si aggira un serial killer? E da quanto tempo agisce inosservato?

Vennero disposte le analisi sui resti. Si trattava di quattro donne:

  • Melissa Barthelemy, 24 anni.
  • Amber Lynn Costello, 27 anni
  • Maureen Brainard-Barnes, 25 anni
  • Megan Waterman, 22 anni

La causa della morte era dovuta a strangolamento. Le successive indagini portarono a scoprire che tutte le vittime esercitavano l’attività di prostituta e utilizzavano la piattaforma di Craiglist. Un assassino le aveva tracciate attraverso quel sito?

Maureen risultava essere scomparsa nel 2007, Melissa nel 2009 mentre di Amber e Megan si erano perse le tracce nel 2010.

Il sentiero di morte

La situazione è decisamente allarmante. La Polizia decide di proseguire le ispezioni, allargando il raggio delle ricerche di circa 3 chilometri in entrambe le direzioni.

Tra Marzo e Aprile 2011 verranno alla luce altri sei cadaveri, che porteranno il conto totale a 10 corpi.

Inizialmente vengono scoperti i resti dissezionati di altre quattro donne, tra cui soltanto due di esse saranno identificate. Jessica Taylor, 20 anni, e Valerie Mack, 24 anni. Entrambe lavoravano nel mondo della prostituzione.

Altri due ritrovamenti rendono la vicenda ancora più misteriosa.

Viene localizzato lo scheletro di una bambina tra i 16 e i 24 mesi, avvolta in un lenzuolo. Dalle analisi risulta che si tratta della figlia di una delle vittime non identificate. Infine venne scoperto il cadavere di un uomo, di origine asiatica, con indosso abiti da donna. La causa della morte è un trauma da corpo contundente alla testa.

L’intero quadro diventa sempre più ambiguo quando attraverso le analisi del DNA risulta che parti dei resti di alcune vittime erano stati scoperti molti anni prima in aree diverse.

Il torso di Jessica Taylor era stato ritrovato a Manorville nel 2003. Sempre nella zona di Manorville erano stati posizionati alcuni pezzi del corpo smembrato di Valerie Mack, nel Novembre 2000.

Nel caso della madre della bambina, una donna afro-americana, emerse che parti del suo corpo erano state rinvenute nel 1997 a Lakeview, New York. Le gambe di un’altra vittima dall’identità sconosciuta furono ritrovate avvolte in una busta di plastica a Fire Island, New York, il 20 Aprile 1996.

Una rivelazione che portò alla consapevolezza dell’esistenza di un assassino seriale che operava indisturbato da almeno 15 anni. Una scoperta a ritroso che rende le indagini decisamente complicate.

Si trattava di un unico soggetto responsabile per tutti i delitti, che cambiava modus operandi in base alle circostanze? Oppure due o più assassini avevano agito in tempi diversi e in qualche modo scelto la stessa zona per nascondere i corpi?

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Nel frattempo il 13 Dicembre 2011 il cadavere di Shannan Gilbert viene rinvenuto in una zona paludosa a circa un quarto di miglia da dove era stata avvistata l’ultima volta. A livello ufficiale non sarà possibile stabilire la causa della sua morte. La Polizia ritiene che la vicenda non sia collegata alla catena di delitti di Long Island. Il suo caso continua a essere dibattuto in attesa di sviluppi che possano definitivamente chiarire le circostanze che hanno portato a questa tragica fine.

Le indagini

Come succede spesso nei fatti di cronaca in cui tra le vittime e l’assassino non esiste un rapporto diretto, per il caso del serial killer di Long Island la ricerca del colpevole risulta decisamente ostica. Nel corso del tempo molte persone sono state investigate ma alla fine non sono stati trovati elementi di colpevolezza.

Il 16 Gennaio 2020 la Polizia della Contea di Suffolk organizza una conferenza stampa in cui vengono rilasciate informazioni inedite. Sono rese pubbliche le immagini di una cintura recuperata da una delle scene del crimine, che non risulta appartenere a nessuna delle vittime e che gli inquirenti ritengono essere di proprietà dell’omicida. Sulla pelle sono stampate due lettere, che possono essere lette come HM o VH a seconda della direzione. Le autorità confidano che qualcuno possa dare informazioni sull’origine di questo accessorio.

Ai giorni nostri il caso continua a essere investigato ed è seguito in maniera assidua da molte persone anche sul web. È importante mantenere l’attenzione alta su questa vicenda in quanto qualsiasi dettaglio potrebbe rivelarsi di cruciale importanza per arrivare a una risoluzione e restituire giustizia alle vittime e alle famiglie. Nel caso in cui il responsabile dei delitti fosse ancora in vita e in libertà il fatto che tanta gente sia interessata e vigili sui fatti potrebbe scoraggiarlo dal desiderio di colpire di nuovo, in attesa del giorno in cui ci auguriamo che arrivi la svolta decisiva.

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Fonti:

gilgonews.com
gilgocase.com
historicmysteries.com – Long Island Serial Killer Case Remains Unsolved