Ti amerò, prima e dopo la tua morte: la storia vera di Dennis Nilsen

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Una macabra scoperta

8 Febbraio 1983. Muswell Hill, sobborgo di Londra. Un’azienda idraulica viene chiamata per effettuare un controllo sulle tubature degli appartamenti del 23 di Cranley Gardens. Da giorni gli inquilini dello stabile lamentano un blocco degli scarichi.

Viene avviata un’ispezione e uno degli operai scopre con sorpresa che all’interno del condotto è presente una sostanza simile a carne umana, insieme a numerose piccole ossa. La situazione è piuttosto bizzarra e gli idraulici decidono di tornare il giorno dopo per fare una verifica più approfondita.

Il mattino seguente gli operatori proseguono i loro controlli e ricevono l’ennesima conferma sul fatto che le tubature siano intasate da quelli che sembrano a tutti gli effetti dei resti umani. Viene avvertita la Polizia, che arriva sul luogo. Dalle analisi sembra che il materiale provenga dal bagno del piano superiore, dove abita un signore che si chiama Dennis Nilsen. Ha 47 anni, un aspetto distinto e lavora nel centro per l’impiego di Kentish Town. Gli agenti attendono il suo rientro e lo fermano per interrogarlo.

Dennis li fa entrare all’interno del suo appartamento. I poliziotti percepiscono fin da subito un forte odore che permea tutta la casa. L’interrogatorio è decisamente stringente e in poco tempo l’uomo si vede costretto a confessare. Gli agenti chiedono se nella dimora sono presenti altri cadaveri. Nilsen risponde in tono calmo:

“È una lunga storia, risale a molto tempo fa. Vi racconterò tutto, voglio togliermi questa cosa dal petto. Non qui, alla stazione di Polizia.”

L’indagato viene portato in centrale ed è qui che inizierà la sua lunga confessione. Come era ampiamente prevedibile, le “cose” nel petto di Nielsen sono molte, e non sono assolutamente piacevoli.

Dennis dichiara che nella sua abitazione sono presenti i resti dissezionati di tre persone, che lui stesso ha ucciso tramite strangolamento. Come se il quadro non fosse già abbastanza drammatico, ammetterà di aver ucciso con lo stesso metodo altre 12 o 13 persone al suo vecchio indirizzo di Melrose Avenue. Gli agenti si fanno accompagnare sul posto indicato, dove ritrovano più di 1000 frammenti di ossa umane. È ormai palese che quell’uomo si è reso protagonista di una serie di atti aberranti. Ma chi è davvero Dennis Nilsen e com’è diventato un assassino collezionista di resti umani?

Dennis Nilsen

Nasce a Fraserburgh il 23 Novembre 1945. Figlio di un militare norvegese trasferitosi in Scozia che sposò una donna del luogo, è il secondo di tre figli.

La coppia divorzia nel 1948 e Dennis si trasferisce insieme ai fratelli a casa dei nonni. Qui vive una vita serena e regolare fino al 1951, anno in cui il nonno muore stroncato da un infarto. Una disgrazia che scuote in maniera radicale l’esistenza del bambino. Con il passare del tempo si chiude sempre di più in se stesso, faticando a trovare un punto di relazione con il mondo esterno.

Durante l’adolescenza realizza di essere omosessuale. Una condizione che terrà nascosta a tutti i suoi parenti e conoscenti avendo timore di essere giudicato negativamente.

A 14 anni decide di arruolarsi nell’esercito, un’esperienza fortemente voluta e ricercata da Dennis. Per i primi due anni prestò servizio in Germania e Norvegia, dopodiché nel 1967 venne inviato nello Yemen, un territorio con una situazione decisamente più pericolosa. In un’occasione rischia la vita, quando un tassista del luogo lo stordisce con un colpo alla testa e lo rinchiude nel bagagliaio della sua auto. Una volta giunto a destinazione il rapitore va a riprendere Nielsen nel bagagliaio, ma quest’ultimo riesce a colpirlo e a fuggire, salvandosi la pelle.

Dopo il periodo in territorio arabo ebbe alcune esperienze tra Scozia, Germania e Inghilterra prima di congedarsi nel 1972, dopo 11 anni di servizio che gli valsero il titolo di Caporale. Tornò a vivere per un periodo con la famiglia, dove farà sempre più fatica a tenere nascosta la sua sessualità. Per questo motivo decide presto di andarsene, trasferendosi a Londra per iniziare l’addestramento per entrare nella Polizia.

Durante questo periodo cominciò ad esternare in maniera più esplicita i suoi gusti sessuali, recandosi in locali gay e riuscendo in qualche occasione ad avere rapporti sessuali con altri uomini.

Il mestiere di poliziotto non lo soddisfaceva e così dopo qualche mese decise di rassegnare le dimissioni. Dopo un periodo come guardia di sicurezza trovò lavoro in un centro per l’impiego di Denmark Street, dove aveva il compito di facilitare la ricerca di un mestiere per le persone disoccupate. Si stabilizzò in questo ruolo, dimostrandosi un impiegato attivo e diligente. Dopo qualche anno, nel 1982, ottiene un avanzamento di carriera e diventò ufficiale esecutivo nel centro di Kentish Town.

Un uomo perbene dalla vita soddisfacente. Questa era l’impressione che si diffondeva in chi conosceva Dennis Nielsen dall’esterno. Nessuno poteva sapere della sua “seconda vita” che conduceva all’interno delle mura di casa.

La morte del nonno aveva lasciato un vuoto affettivo nella sua esistenza che non era mai riuscito a colmare. A questo si era aggiunta la continua repressione della sua sessualità che aveva contribuito a facilitare la nascita e l’aggravarsi delle sue pulsioni deviate.

Un’ulteriore esperienza segnò la frattura definitiva.

Nel Novembre 1975 conobbe David Gallichan, un ragazzo di 20 anni con il quale iniziò una relazione amorosa e con cui in breve tempo stabilì una convivenza. La coppia si trasferì al 195 di Melrose Avenue. All’inizio le cose andavano bene, ma dopo qualche mese cominciarono ad emergere le prime difficoltà. La situazione degenerò sempre di più, i due litigavano spesso e finirono per dormire in letti separati. La loro relazione si interruppe nel Maggio del 1977, quando David decise di lasciare la casa. Nel successivo anno e mezzo Nilsen ebbe delle brevi relazioni con altri uomini, ma nessuna di esse si trasformò in un rapporto duraturo.

L’impossibilità di recuperare una stabilità affettiva e relazionale fece sprofondare Dennis in un buco nero da cui non sarebbe più uscito. Decise di mettere in atto un metodo tutto suo per mantenere delle relazioni di lunga durata.

30 Dicembre 1978. Nielsen fa la conoscenza di un ragazzo di 14 anni, Stephen Holmes. Dopo qualche bevuta insieme decide di farlo salire nel suo appartamento, I due continuano a bere e la mattina dopo Dennis si sveglia con il giovane a fianco nel suo letto. È in questo momento che Dennis stabilisce una condizione irrevocabile: Stephen sarebbe rimasto con lui, a prescindere dalla sua volontà. Afferra una cravatta e lo strangola nel sonno, dopodiché lo affoga in un secchio d’acqua, fino al sopraggiungere della morte. Nilsen nascose il cadavere sotto le assi del pavimento, ed è lì che rimase per i successivi otto mesi prima di essere cremato dal suo assassino.

Dopo quasi un anno decise di cercarsi una nuova “compagnia”. Il 3 Dicembre 1979 riuscì ad attirare nelle sue grinfie Kenneth Ockenden, un ragazzo di 23 anni. Lo invitò a casa sua ed è qui che lo strangolò utilizzando i fili delle cuffie per lo stereo. Stavolta scelse di tenere insieme a lui per un po’ di tempo il corpo senza vita. Gli scattò delle fotografie, distese il cadavere sul letto per guardarci insieme la televisione prima di sotterrare anch’esso sotto al pavimento. Questa tendenza necrofila cominciò a richiedere sempre più spazio e a manifestarsi sempre più energicamente.

Il 17 Maggio 1980 Nielsen conobbe Martyn Duffey, un giovane di 16 anni. Anche a lui capitò la stessa sorte delle due precedenti vittime. Prima venne attirato nella dimora e poi strangolato nel sonno con un legaccio. Dopo averlo ucciso Dennis iniziò ad instaurare delle conversazioni con il cadavere, esibendosi anche in approcci intimi, baciandolo e masturbandosi sopra di lui. Infine lo seppellì insieme agli altri.

Nei mesi successivi proseguì il suo macabro rituale uccidendo altre cinque persone. I corpi restarono per mesi sotto le assi del pavimento prima che Dennis decidesse di cremarli.

Nel 1981 uccise ancora prima di essere costretto a lasciare l’appartamento per poter permettere la ristrutturazione. Prima di andarsene bruciò anche i resti delle ultime vittime.

Si trasferì così al 23 di Cranley Gardens. Essendo residente all’ultimo piano non poteva nascondere i cadaveri sotto al pavimento e questo complicò i suoi piani, causando un rallentamento dell’attività delittuosa. Riuscì comunque ad ammazzare altre tre persone, gettando i resti nello scarico. Tuttavia questo metodo di nascondere i suoi misfatti non si rivelò efficace come il precedente e questo portò inevitabilmente alla sua cattura.

Per più di quattro anni Nielsen agì indisturbato seminando nel suo cammino almeno 12 vittime, ma il sospetto è che il numero totale possa essere anche di 15 delitti.

Il suo modus operandi è stato caratterizzato da quello che faceva dopo aver ucciso, ovvero instaurare una vera e propria relazione con i cadaveri. Conversava con i corpi ormai senza vita, guardava la televisione con loro, in alcuni casi indugiava in atteggiamenti intimi. Nel corso degli anni aveva costruito una sorta di attrazione verso la morte, in un irragionevole tentativo di colmare quella voragine affettiva da cui era perseguitato.

L’epilogo

Durante il processo Dennis Nilsen tenta di puntare sull’infermità mentale ma alla fine viene giudicato pienamente responsabile delle sue azioni e di conseguenza condannato al carcere a vita. Resta in prigione per molti anni, fino a che non gli viene diagnosticato un aneurisma che lo porta alla morte, il 12 Maggio 2018.

Nel 2021 Netflix ha realizzato un documentario sulla sua figura intitolato Memorie di un’omicida: i nastri di Nilsen.

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Fonti:

serialkillercalendar.com – Dennis Nilsen : The Muswell Hill Murderer
biography.com – Dennis Nilsen