René Higuita: quando il mondo scoprì il colpo dello scorpione

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José René Higuita Zapata, è il nome completo di uno dei più estrosi portieri di tutti i tempi. I cognomi sono della madre, che lo ebbe da vedova ma che scomparve quando René era ancora un bambino. Crebbe con sua nonna, la sua infanzia in Colombia non fu semplice, vendeva giornali e cercava qualsiasi occasione per guadagnare qualche spiccio. Il suo destino, però, era chiaro, il suo futuro sarebbe stato in una porta da calcio.

Tra i primissimi a giocare coi piedi

Higuita è stato uno dei migliori portieri della nazionale colombiana e proprio grazie alla militanza nella sua selezione divenne presto un personaggio “cult”. La sua fama continua a durare anche dopo i numerosi scandali che l’hanno travolto nel corso degli anni, basta pensare che è stato anche testimonial, nel 2019, di un noto sito di scommesse e tra i migliori casino legali italiani, in occasione della Coppa America. Merito anche del suo inconfondibile look, con folti e lunghissimi capelli ricci, e della sua propensione a giocare spesso il pallone coi piedi. La normalità, oggi, qualcosa di “esotico” tra gli anni ’80 e gli anni ’90, quando ancora i portieri potevano prendere il pallone con le mani in caso di retropassaggio.

Il colpo dello scorpione

Il nome di Higuita è però indissolubilmente legato ad un gesto tecnico ribattezzato come “colpo dello scorpione”. Il mondo conobbe questo straordinario prodigio atletico il 6 settembre 1995: la Colombia era di scena a Wembley, contro l’Inghilterra, peraltro coi favori del pronostico visto che, nonostante la delusione di USA 94, quella era una nazionale in cui il talento debordava.

Quella sera, Higuita rese celebre il colpo dello scorpione, fino a quel momento utilizzato solo tra i confini nazionali: un tiro dalla distanza, con poche velleità, di Jamie Redknapp, fu respinto in modo a dir poco spettacolare. Higuita si tuffò in avanti, facendosi superare dal pallone: col corpo in orizzontale, in sospensione, il buon René riuscì a ribattere il tiro con le due suole delle scarpe, piegando le gambe al contrario. Una prodezza che ammutolì il tempo del calcio e coloro che stavano seguendo il match in televisione.

In seguito, Higuita tolse un po’ di magia a quella che comunque resta un momento epico nella storia del calcio: “Decisi di provare la giocata perché ero convinto che il guardalinee avesse segnalato il fuorigioco; credo, però, che gli piacque così tanto la giocata che abbassò subito la bandierina…”.

Per capire l’impatto mediatico che ha avuto quel gesto, basti pensare che nel 2008 il colpo dello scorpione è stato eletto, dopo un mega-sondaggio online promosso da un portale di calcio inglese, come la miglior giocata di sempre nella storia del calcio, precedendo anche il gol di Maradona contro l’Inghilterra, nel 1986, o alcune reti meravigliose di Pelé.

I gol segnati da Higuita

Higuita, d’altronde, possedeva grandi capacità tecniche e lo dimostrano i 44 gol segnati in carriera, 37 su calcio di rigore e 7 su punizione. La sua sfrontatezza in campo gli costò anche una clamorosa papera a Italia ’90, quando tentò di dribblare Roger Milla, leggenda del Camerun, che gli rubò palla e segnò a porta vuota.

Gli scandali, come detto, sono stati tanti: nel 1993 fu detenuto sei mesi in carcere perché mediatore in un sequestro della figlia di un importante imprenditore colombiano (ricevette 50mila dollari in cambio), e il suo legame col cartello colombiano di Pablo Escobar è cosa nota. Fu sospeso in seguito anche per cocaina, in nazionale giocò comunque fino al 1999. Una sola esperienza in Europa, a inizio degli anni ’90, con gli spagnoli del Valladolid e senza particolare fortuna.

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