I Baustelle, Gomma: dentro il significato del testo

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Dovendo ripensare al periodo adolescenziale, saturo di immagini nitide come fotografie appena sviluppate, anche a distanza di anni, è probabile che il flusso di ricordi venga accompagnato da un motivo musicale, una canzone rappresentatrice di una crescita esponenziale, di grandi emozioni, di prime volte.

Quest’associazione si ritrova nascosta in Gomma, iconico brano dei Baustelle presente nel loro primo disco, Sussidiario illustrato della giovinezza (2000): già il titolo dell’album chiarisce in che direzione temporale è indirizzato questo viaggio musicale che, con Gomma, rompe la parete spazio-temporale per insinuarsi tra i più intimi elementi adolescenziali. C’è la lunga attesa del rientro a scuola (Settembre spesso ad aspettarti) dopo una lunga estate, di quelle in cui ancora non si può godere della piena indipendente libertà (E giorni scarni tutti uguali); c’è la voglia di rivedere una persona diversa, qualcuno che si è insinuato all’interno della propria esistenza (E groppi in gola e secca sete di te), dopo una lunga, estenuante corrispondenza (Tue cartoline condoglianze), piena di quella fremente voglia di rivedersi, conoscersi e scoprirsi (L’adolescenza che spedivi / Sulle mie tenebre incestuose osé); c’è anche la voglia di evadere (Ed il futuro stava fuori) a discapito delle condizioni più difficili (Novembre mio facevi freddo / La fronte frigo, il polso a zero), trainati dalla bella irrazionalità del non avere responsabilità (Sporcare specchi era narcosi).

Ma in Gomma, soprattutto, c’è la connessione tra due menti: Bianconi e la Bastreghi cantano e interpretano la visione dei due protagonisti atti a condividere le proprie intimità (Potrei scambiare i miei Le ore con te? – Le Ore è stata una rivista, prima cinematografico-culturale e poi erotica) e quella sensazione di incomprensione, forse di depressione, tipica dei tempi della più profonda formazione personale, quando tutto il mondo sembra girare in senso contrario al proprio (Tremavo un po’, di doglie blu / E di esistenza inutile), sempre alla ricerca di stimoli nuovi, facili ed eccitanti (Vibravo di vertigine / Di lecca-lecca e zuccheri). E se nei versi si alternano, come a recitare uno scontro di battute tra i due, nel ritornello si ritrovano, si fondono all’unisono in un canto d’unione delle medesime idee e sensazioni.

Ma l’adolescenza non è un periodo lineare, bensì ciclico: così ritorna la spensierata calma dell’estate (Vespe d’Agosto in caldo sciame / Per provinciali bagni al fiume), portandosi dietro con sé quella pulsione, quasi irrefrenabile, di andare oltre i limiti della propria essenza, conoscendo così la droga (Leccavo caramelle amare), l’isteria della gelosia (E già ti odiavo dal profondo), ma anche quella fisiologica timidezza nel mostrarsi completamente a nudo nella propria totale ingenua giovinezza (Se stereofonica posavo / D’imbarazzante giovinezza lamé), oltre il bisogno, ovunque dentro di sé, di scoprire il sesso, il proprio e altrui corpo, l’orgasmo dell’afferrare e toccare la vita (E fantascienza ed erezioni / Avrei bisogno di scopare con te).

Bianconi, autore del testo, in Gomma racconta quei dettagli dell’adolescenza provinciale più formativa, al di fuori del regime di scuola e famiglia, fatta solo di esperienza vivida, pazzia, curiosità, ma anche paura e umana debolezza nell’approcciarsi con le cose dei “grandi”, attraverso una visione poetica (come la citazione a Rimbaud: Tasche sfondate e pugni chiusi), ma anche sinceramente rozza e acerba, usando come riferimento portante l’espressione disco-gomma-americana, quel qualcosa di semplice, ma anche sbruffona, impavida, dolce e che, pur terminando, rimane addosso, appiccicata. Ascoltando questo pezzo, sembra quasi di non esserlo mai diventati per davvero, quell’essere adulto che riesuma una finestra temporale unica ed irripetibile e che, nel profondo, con sotto un sound pieno di anni ’60, musica d’autore ed un tocco di new wave, ritorna, magari per il tempo di una canzone, quell’eterno adolescente con la stessa ricerca, la stessa indole, la stessa voglia.

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