Marie Curie: il coraggio di una donna straordinaria

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Signora Curie, come si vive accanto ad un genio?”
“Non lo so, lo chieda a mio marito.”

I meriti di una delle menti  più brillanti di tutti i tempi, Marie Curie, vanno ben oltre la scienza. La fermezza del suo carattere e il coraggio con cui ha combattuto le evidenti discriminazioni ne fanno un’immagine emblematica della lotta per l’emancipazione. Marie Curie è pioniera in diversi campi: prima donna ad insegnare alla Sorbona, prima donna a ricevere il premio Nobel, unica donna ad aver vinto più Nobel e unica ad averli vinti in aree distinte.

Una scienziata che attraverso il suo studio e la sua fermezza ha dato a un mondo che l’ha discriminata gli strumenti della moderna lotta contro il cancro, oltre che un esempio di coraggio e dedizione che ancora ci emoziona e ci sovrasta. 

Una figura moderna e rivoluzionaria, in cui fragilità e genialità si fondono nella personalità di una brillante scienziata, costretta a scontrarsi con un mondo che, anche dopo il Nobel, la vedrà sempre prima come una donna che come geniale mente della scienza. Sono state probabilmente le difficoltà dell’infanzia a forgiare una soggettività così sui generis. È stata costretta ad abbandonare la sua terra, la Polonia, per proseguire gli studi, perché lì le donne non erano ammesse all’università. Ma questa difficoltà non ha scalfito il legame con il suo paese, in onore del quale ha dedicato il nome di uno degli elementi, la cui scoperta le è valsa il premio Nobel per la chimica (Polonio).

Le narrazioni su di lei ci restituiscono una figura che fin dall’infanzia ha sviluppato un carattere molto serio: cresce con un’educazione cattolica e il lutto precoce della madre e della sorella la segnano profondamente, legandola a una poetica tristezza e alla promessa di abbandonare per sempre ogni forma di credo.

Il conforto trovato nei libri e la forza maturata dalle difficoltà, che hanno scandito la sua vita, la spingono a proseguire l’università in un contesto in cui sembrava impossibile. Per permettersi tali studi lavorerà prima come governante, poi abiterà in una soffitta senza riscaldamento nel quartiere Latino di Parigi. A causa delle restrizioni soffre di malnutrizione, spesso sviene per gli stenti, ma resiste con una forza e una determinazione inimmaginabile, portando brillantemente a termine l’università.

Qui, nell’ambiente accademico, avverrà il folgorante incontro con lo scienziato Pierre Curie. La coppia dedicherà l’intera vita e il proprio amore alla scienza, dedizione questa che, investendo Marie fino all’ultimo dei suoi giorni, la porterà alla morte nel 1934, per le radiazioni a cui il suo fisico era stato per lungo tempo esposto.

Una ricerca, quella dei coniugi, incentrata sui fenomeni radioattivi che nel 1903 varrà alla coppia il Nobel per la fisica. I due, convinti del valore che il radio può avere nella società, decidono di non brevettarlo per dare a tutti la possibilità di utilizzarlo.

Il secondo Nobel per la scienziata arriva nel 1913, dopo la morte del marito nel 1906, nel ramo della chimica, quando Marie riuscì a isolare il Radio puro e il Polonio puro, ma questo traguardo non fu contraddistinto dall’entusiasmo di quello precedente. Una donna vedova, con una presunta relazione con uno degli studenti del defunto marito (sposato e con quattro figli), indipendente, in grado di conciliare lavoro e  famiglia era qualcosa che il mondo accademico dell’epoca non riusciva minimamente ad accettare. Marie Curie venne offesa, umiliata e diffamata.

La stampa attaccò pesantemente la scienziata, qualificandola prima come “sfasciafamiglie” che come ricercatrice. Marie reagì con grande compostezza e classe, alla fine le fu dato il Nobel, ma le consigliarono di non presentarsi alla cerimonia di premiazione, Marie non ascoltò e arrivò trionfante.

Quando scoppiò la Prima Guerra mondiale, nel 1914, fu in prima linea nelle cure mediche della stessa Francia che l’aveva pochi anni prima denigrata e discriminata.

Marie Curie è un grande esempio di coraggio, genialità e resistenza. Non si è mai piegata alle discriminazioni, ha saputo guardare oltre il maschilismo che la circondava, creando con la sua storia e la sua determinazione la radice della futura emancipazione femminile.

“La vita non è facile per nessuno di noi. E allora? Noi dobbiamo perseverare e soprattutto avere confidenza in noi stessi. Dobbiamo credere che siamo dotati per qualcosa e che questa cosa deve essere raggiunta.”

Marie Curie

L’esempio e la personalità di Marie Curie ci dimostrano come molti traguardi siano il risultato di singole personalità, spesso di singole donne, che con la loro storia emblematica di emancipazione e lotta hanno dimostrato che la genialità non è una questione di genere, ma che nonostante questo non ci sia eguaglianza. I diritti che ci vediamo riconosciuti fin dalla nascita,(come frequentare l’università, votare, insegnare all’università indipendentemente dal sesso) se non ne conosciamo la storia e il trascorso, ci sembrano scontanti. Per questo dobbiamo ricordare e riflettere sulla storia della scienziata doppio premio Nobel: perché le libertà e le conquiste sociali sono il frutto di una crescita collettiva che si annulla e mette in pericolo le sue stesse conquiste se non c’è memoria e conoscenza della storia da cui noi e le nostre libertà deriviamo.

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