The Miracle (of Joey Ramone): l’atto di amore degli U2

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Oggi va quasi di moda affermare che gli U2 non sono più quelli di una volta, che non sanno più scrivere, che farebbero meglio a ritirarsi.

Si tratta, ovviamente, di un giudizio superficiale. Innanzitutto, è assolutamente vero che non sono gli stessi di Unforgettable Fire o di The Joshua Tree, ma chi di noi è lo stesso che era a 20 anni? Chi di noi, avendo compiuto i 30, i 40, i 50, si sente ancora uguale in tutto e per tutto a quello che era da ragazzo?

Crescere e cambiare con la maturità è una cosa che tutti facciamo, o dovremmo fare. Se si leggono con attenzione  i testi di Bono & C., si vede chiaramente la loro evoluzione da giovani ribelli, figli di un’Irlanda irrequieta, a uomini di mezza età che hanno affrontato lutti, separazioni, nascita di figli, malattie e tutto quanto la vita comunemente porta, anche se è una vita che la musica ha reso dorata.

Songs of Innocence, del 2014, è un album restrospettivo: passati i 50, i nostri si guardano indietro, e ripercorrono le emozioni di quando erano, appunto innocenti. Di quando erano quattro adolescenti dublinesi alle prese non solo con i fermenti dell’età, ma con un momento storico di tensione estrema verso il nuovo, verso il futuro, verso quello che c’era “fuori”.

Bono è ragazzo inquieto, tormentato. Sua madre è morta quando aveva 14 anni, e la sua adolescenza, momento già complicato di per sé, è segnata da questo enorme dolore. Ma la ricchezza delle sue emozioni trova sfogo: la musica riesce a liberarlo. L’incontro con la musica, dei Ramones nella fattispecie, è scioccante: un mondo si rivela, altri hanno provato le sue emozioni ed altri hanno saputo esprimerle, nel “suono più bello che avessi mai sentito”. È da qui che viene The Miracle (of Joey Ramone), la canzone dedicata proprio alle origini della loro ispirazione.

Un ragazzo incontra la musica, e la sua irrequietezza, la sua voglia di emergere, di dare un nome alle sue paure, di incanalare la sua rabbia, improvvisamente fanno il Miracolo. La tua strada è quella, e tu adesso lo sai. E’ quasi una vocazione, una risposta a mille domande che si rivelano tutte in una sola volta. Per fortuna, quel giorno del 1978 Bono, Larry, Adam e Dave sono andati a sentire i Ramones. Ed hanno capito.

La traduzione del testo del brano è qui sotto.

Inseguivo I giorni della paura
Inseguivo un sogno prima che sparisse
Soffrivo per essere da qualche parte vicino
La tua voce era tutto ciò che sentivo
Tremavo per una tempesta dentro di me
Tormentato dai fantasmi che avevamo dovuto vedere
Si, volevo essre la melodia
Sopra il rumore, sopra il dolore

Ero giovane
Non stupido
Desideroso solo di essere accecato
Da te
Completamente nuovo
ed eravamo Pellegrini sul nostro cammino

Mi sono svegliato nel momento in cui è avvenuto miracolo
Ho sentito una canzone che ha dato qualche senso al mondo
Ogni cosa che avevo perso, adesso mi veniva restituita
Nel suono più bello che avessi mai sentito

Abbiamo la lingua così possiamo comunicare
La religione così poso amare ed odiare
La Musica, così posso esagerare il mio dolore, e dargli un nome

Ero giovane
Non stupido
Desideroso solo di essere accecato
Da te
Completamente nuovo
Ed eravamo Pellegrini sul nostro cammino

Mi sono svegliato nel momento in cui è avvenuto il miracolo
Ho sentito una canzone che ha dato un qualche senso al mondo
Ogni cosa che avevo perso, adesso mi veniva restituita
Nel suono più bello che avessi mai sentito

Riusciamo a sentirti

Le vostre voci saranno ascoltate

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2 comments

  1. Certo che sono cambiati ma io li trovo adesso senza grinta (posso anche sbagliarmi). La grinta fa parte della gioventù siamo d’accordo ma se Achtung Baby lo trovo comunque segno di un cambiamento che porta alla maturità dopo ho trovato il nulla, del resto non cambiano solo i nostri idoli adolescenziali ma anche noi. Per esempio i Green Day tra alti e bassi conservano qualcosa di adolescenziale, negli U2 questo sentimento forse si è perso. Bono Vox sembra essere più attratto dall’America che alla sua vecchia Europa (inclinazione che hanno un po’ tutti gli inglesi), una volta che vedono conquistano l’America musicalmente si adagiano un po’ e naturalmente si trasferiscono anche perché Londra, diciamo la verità, non è San Francisco.

  2. Grazie innanzitutto per il tuo commento! Devo dire che la grinta secondo me in certi pezzi soprattutto di Songs of Innocence, musicalmente parlando, ce l’hanno eccome. Mentre Songs of Experience è certamente più riflessivo. Di sicuro i problemi di salute di Bono non hanno influito positivamente sulla sua visione del mondo, e questo non può non trasparire dalle sue canzoni. Io non posso comunque non ringraziarlo per dirci tutto questo, non so se hai avuto modo di vedere il live dell’anno scorso a Milano, a me ha dato tanto la sensazione quasi di un addio. E Dio sa quanto spero che non sia così.
    Certo, Acthung baby è un capolavoro, ma loro di capolavori ne hanno scritti più di uno e non si possono scrivere solo capolavori…. no ?
    Rimango comunque dell’idea che i testi degli ultimi due album siano tra i migliori degli ultimi anni, questa ovviamente è una mia opinione personale.

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