Quando presenti il fidanzato ai genitori

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– Non trovi che sia fantastico tutto ciò?
– Tutto ciò cosa?
– Io e te, un aperitivino romantico, il tramonto, i colori dell’autunno…
– Il mio Spritz sa di betoniera.
– Ecc’alla.
– Che c’è? Se mi fa schifo!
– Ce ne fosse mai una che va bene.
– Se non va bene non va bene, che ti devo dire?
– Ma si può sapere dove l’hai presa tutta questa acidità?
– …oh porco cazzo, i miei!
– E senza che ti scaldi tanto, madonna, ho solo detto che sei un po’ acidina oggi!
– Ci sono i miei, pezzo di imbranato!

– Mi pigli per il culo?!
– No, son là adesso si girano e…
– Scappiamo!
– …troppo tardi, troppo tardi, ci hanno visti. Eheheh, ciaao! Stanno venendo qua. Pulisciti le briciole dalla giacca, hai della maionese all’angolo della bocca e… oh, no, proprio il Negroni dovevi prendere.
– Embè…?
– Ti prenderanno per un alcolista.
– O per uno previdente, da come li descrivi…
– Muto ora.
– Tesoroo!
– Mamma! Papà!
– Ma pensa che combinazione. Tuo padre aveva voglia di sfruttare la domenica per fare due passi e allora mi son detta “caspita, questa è proprio una di quelle ricorrenze che non bisogna farsi scappare”, e così eccoci qui… ma che fai, non ci presenti?
– Ah, sì, lui è il mio… – alzati! – il mio… beh, è lui.
– Sono il suo, piacere.
– Piacere nostro.

– Bene mamma, adesso vi saluto che noi finiamo e…
– Ma pensavamo di sederci, invece. Che ne dici di un Bellini, caro?
– Volentieri. Cameriera? Un prosecco per me, un Bellini per la mia signora.
– Arrivano.
– Papà!?
– Sì, tesoro?
– Non avete qualcosa da fare? Badare ai cani? Guadagnarvi la pensione?
– Tesoro, non dire scemenze.
– Già, non dire scemenze… se la saranno già guadagnata. E poi lo sanno tutti che il sistema pensionistico è in crisi nera.
– (Ma che cristo dici tu?)
– (Lo sai che divento caustico quando sono sotto pressione).
– (Parla cristiano!)
– Cosa confabulate?
– Nulla.
– Il ragazzo ha ragione, comunque. Laureato in economia?
– Insegno letteratura, signore.
– Oh…
– …
– …

– Papà?
– Mmm?
– Che significava quel “Oh?”
– Nulla. Non sapevo come commentare, tutto qua.
– Già, bene, grazie, che ne diresti allora se noi ce ne andassim…
– Quale letteratura insegni, caro?
– Quella che vale la pena di essere conosciuta, signora.
– E come la si distingue?
– Solitamente quelli che sanno scrivere degnamente non abusano esageratamente di avverbi e puntini di sospensione…
– Capisco. Quindi sfoglia i libri alla ricerca di avverbi e puntini?
– Perlopiù, a volte fumo anche.
– (calcio nei garretti con la punta dello stivaletto)
– Ah, è un fumatore. Hai sentito, caro?
– Ho sentito, ho sentito. Ognuno ha le sue debolezze. Se le capita di tirare le cuoia non ha da chiedersi il perché.
– Troppo giusto.

– Ah, tesoro, per puro caso abbiamo incontrato Marco poco fa.
– Marco…?
– Il personal trainer. Lo abbiamo incrociato lungo il corso, aveva a braccetto una biondina che… veramente deliziosa.
– Mi piaceva quel Marco, sembrava un tipo pratico. Uno affidabile. Ricordo quando in mezza giornata mi rifece quel muretto a secco che stava venendo giù. Encomiabile.
– Il signor “affidabile” si è ripassato tutta la palestra mentre stava con me.
– E infatti tuo padre lo ha anche definito “encomiabile”…
– (secondo calcio nei garretti, con molta più stizza)

– E da quand’è che voi… insomma…?
– Tre mesi, mamma.
– Ooh, i primi mesi. Te li ricordi caro?
– Forte e chiaro.
– E quando pensavi di dircelo, tesoro?
– Non appena le cose si fossero stabilizzate.
– Oh. Perché? Litigate spesso? Hai sentito, caro? Litigano spesso.
– Solo quando sua figlia prende uno Spritz, signora. Per lei gli Spritz sanno sempre di betoniera, o di calcestruzzo, o di cemento a presa rapida… avrà il settore edile nel sangue.
– Noi non litighiamo. Discutiamo.
– Ecco il Bellini e il Prosecco, signori.
– Ooh, che meraviglia. Ne avevo proprio voglia. E tu che bevi, giovanotto?
– (occhiataccia da parte di lei, volta a comunicargli silenziosamente di mentire sull’entità del suo cocktail)
– Un Neg… un Campari!
– Pff! Campari. Quella roba chimica come fa a piacervi? Dico io, voi giovani non avete più gusto per un buon vino?
– Sarà tutta questa letteratura…
– Non stento a crederlo.

– E andrete a convivere?
– See, bum.
– Lo chiedo a lei, caro, mia figlia sembra ostinata a fare la maleducata.
– Diciamo che per il momento non è ancora nei radar, signora.
– Ma smetterai di fumare quando mia figlia sarà incinta, non è vero giovanotto?
– Basta così! Time-out. Noi ce ne andiamo!
– Ma noi ci siamo appena seduti!
– E godetevi il vostro aperitivo. Noi filiamo.
– Perché non venite a cena domenica prossima?
– Contaci. Ciaao!
– Se porti una bottiglia evita il Campari, giovanotto. Io quella robaccia non la bevo.
– Lo lascerò a casa insieme ai libri pieni di avverbi, signore.

* * *

– Pazzi sono. Pazzi furiosi.
– Per questo non volevi farmeli conoscere?
– A volte mi chiedo se non volevo far conoscere loro a te o te a loro.
– Fortuna che le modalità sono le stesse.
– Già.
– E adesso?
– E adesso bon, si vedrà.
– No, dico, tra noi.
– Direi che ci meritiamo il secondo aperitivo.
– Se prendi uno Spritz e rompi perché ti fa schifo ti sputo nel bicchiere.
– Mi ci vuole qualcosa di più forte.
– Niente Campari, quindi?

Federico Asborno

Questo articolo è un’opera di fantasia pubblicata originariamente nella pagina Facebook di Federico Asborno e gentilmente concessa ad Auralcrave per la ripubblicazione

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