Come salvare il matrimonio: gestire una crisi in modo efficace

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La consapevolezza di essere sull’orlo della fine di un matrimonio, dunque della relazione della nostra vita, è una delle sensazioni più angoscianti che si possano provare. Ciò avviene perché una relazione matrimoniale è carica delle aspettative di durata legate a un’intera vita, perché normalmente ci si investe a livello emotivo e pratico praticamente tutti noi stessi e perché è naturale pianificare il proprio futuro in base all’esistenza di quella relazione.

Un matrimonio che finisce è spesso una trasformazione dolorosa della prospettiva. Anche quando si vede nel divorzio una sorta di liberazione, bisognerà fare i conti con la nuova vita che verrà dopo di esso, con la coscienza che si avrà alle spalle un’esperienza a cui spesso penseremo come un fallimento personale, e con un processo di ricostruzione che di solito è lungo e pieno di difficoltà.

È per questo che prima di cedere all’opzione del divorzio bisogna esser sicuri di aver tentato tutte le possibilità. Chiedersi cosa si può fare nella pratica per salvare un matrimonio o una relazione in crisi è dunque una reazione comune e giustificata. Ed esistono una serie di passi mentali che gli esperti suggeriscono di fare in questi casi.

Vale la pena salvare questa relazione?

Prima di procedere alle iniziative pratiche per salvare la nostra relazione, bisogna innanzitutto essere capaci di chiedersi con onestà, e senza paura di conoscere la risposta, se la relazione valga la pena di essere salvata. Questo È un passo che molti per istinto saltano, per il semplice motivo di non essere ancora pronti ad ammettere che la relazione è finita. È però un passo necessario: bisogna guardare dentro se stessi e capire se vogliamo salvare il nostro matrimonio perché ci crediamo davvero o solo perché non siamo in grado di accettarne la fine.

Esistono una serie di domande che possiamo farci per comprendere se la nostra è ancora una relazione con basi sane per cui vale la pena combattere. Alcune di esse possono sembrare scontate, ma è sempre importante porsele, anche dopo anni, perché nella vita sia noi che il nostro partner cambiamo profondamente. È del tutto possibile scoprire che ad anni di distanza siamo cambiati così tanto che non siamo più compatibili con quella relazione, e in quel caso resistere sarebbe solo inutile. È dunque fondamentale verificare se crediamo ancora in questa relazione, anche anni dopo averla iniziata.

  • Condividiamo ancora gli stessi valori? Ogni relazione duratura è basata su una comunione di intenti e di obiettivi, che provengono in maniera diretta da quello che riteniamo importante nella vita. Ciò ovviamente può cambiare drasticamente nel tempo, quindi ci tocca chiederci se quello che questa relazione rappresenta coincide ancora con quello che siamo noi, oggi. Siamo in grado di identificarci con orgoglio in questo rapporto e nelle sue caratteristiche, o quella comunione di valori si è persa definitivamente?
  • Vogliamo davvero quella persona? Dobbiamo essere in grado di guardare la situazione corrente da un punto di vista più generale possibile e capire se vogliamo ancora quella persona accanto a noi. Se la sua presenza è ancora importante per noi. Prima ancora di ammettere di averne bisogno, è importante capire se è quel che vogliamo. Potremmo persino scoprire di avere un disallineamento tra quel che vogliamo e quello di cui nella pratica non possiamo fare a meno, e in questo caso dovremmo ragionare meglio sul perché abbiamo bisogno di qualcosa che non vogliamo davvero. Una relazione sana può basarsi solo sulla volontà di stare insieme.
  • C’è fiducia e rispetto? Va capito se siamo ancora sicuri che quella sia la persona giusta per noi, e che stia valorizzando la relazione nel giusto modo. Nella situazione ideale la stima che ognuno prova nell’altro è tale da essere il primo fan del proprio partner, la prima persona a supportarne le idee e gli obiettivi. Se ci si sente distanti e disconnessi da quella persona, forse dobbiamo accettare il fatto che non è più quella che vogliamo accanto.
  • Crediamo e investiamo in questa relazione allo stesso modo? Ogni matrimonio, ogni relazione, è un percorso che va tenuto vivo con sforzi giornalieri da parte di entrambi. Una sola parte non può far nulla se non esiste alcuna volontà dall’altra parte. Prima di chiedersi cosa si può fare, è dunque opportuno scoprire se sia noi che il partner siamo pronti a fare gli sforzi necessari per agire.

Se in base alle risposte che ci siamo dati, siamo confidenti che ci sia ancora molto da salvare, questo è già un punto di partenza importante: significa che abbiamo già una buona dose di determinazione ed energia da spendere nel mettere in pratica ciò che servirà per cambiare le cose. Ed è dunque il momento di capire cosa fare.

Come salvare la relazione

Ovviamente ogni relazione è unica e non esiste una soluzione universale che valga per tutti. Per questo è fondamentale saper osservare, analizzare la propria situazione, identificare le particolarità e agire in maniera specifica in base alla caratteristiche peculiari del rapporto che stiamo vivendo.

Esistono però una serie di suggerimenti generici di fondamentale importanza, che sono necessari a rendere l’azione efficace: una volta identificati i problemi e le possibile vie d’uscita, o già nel momento in cui si inizia a parlarne, avere presente questi atteggiamenti è di vitale importanza perché gli sforzi funzionino.

  • Tornare alle ragioni che vi hanno spinto insieme: questo è fondamentale per ritrovare l’energia necessaria a far di nuovo funzionare il rapporto. Esistevano delle ragioni che ci spinse allora a stare insieme, e se quelle ragioni sono ancora valide bisogna tornare ad attingere energia da quelle certezze. Se invece, ovviamente, quelle ragioni non sono più valide, occorre valutare seriamente se siamo ancora realmente interessati a questa specifica relazione
  • Ricordarsi che una relazione va curata: il motivo più frequente per cui una relazione va a rotoli è che ci dimentichiamo quanto sia fondamentale coltivarla ogni giorno. È vero che ognuno di noi ha molti impegni, che magari i figli tolgono ogni energia, che lavoro, interessi e doveri portano a concentrarsi su altro. Ma resta necessario trovare l’energia e il tempo per dare vita alla relazione, ogni giorno. Troviamo dunque il modo di ricavare del tempo per questa relazione: dedichiamo un momento della giornata a parlare, troviamo attività da fare insieme regolarmente, torniamo a concentrarci sull’altro e sulla coppia intesa come entità vivente comune. Se non si ha tempo ed energie per questo, nessuna iniziativa potrà mai funzionare.
  • Essere pronti ad ammettere le proprie colpe e ad ascoltare l’altro: il primo istinto nel momento in cui si affrontano i problemi all’interno della coppia è sempre quello di recriminare ciò che ci rende insoddisfatti e dar colpe all’altro per quello. Ovviamente è il modo peggiore per iniziare qualsiasi conversazione costruttiva. Bisogna convincersi del fatto che la responsabilità per un rapporto che non funziona è sempre condivisa. Quindi bisogna essere pronti ad accettare la propria parte, a farsi dire dal partner in cosa non lo soddisfiamo e a convenire con il suo punto di vista. Se restiamo convinti che noi non abbiamo nulla da fare e la soluzione debba venire interamente dall’altro, nulla si risolverà.
  • Condividere con l’altro le proprie insoddisfazioni senza colpevolizzare: allo stesso modo in cui dobbiamo essere in grado di ascoltare le insoddisfazioni del partner, dobbiamo imparare a esprimere le nostre nel modo giusto. L’obiettivo non è assegnare colpe o accusare l’altro di incuranza. Se si vuole risolvere un problema, bisogna mettersi nella prospettiva di essere entrambi nella stessa barca e doversi impegnare insieme a trovare la via d’uscita. Il rancore dunque va messo quanto più possibile da parte e la conversazione deve avvenire da complici: entrambi siamo insoddisfatti, ma se lavoriamo insieme nella stessa direzione possiamo farcela.
  • Essere capaci di perdonarsi: Ognuno di noi può aver fatto degli errori, e magari i problemi che abbiamo davanti possono essere stati causati da una carenza nel nostro partner. L’importante è essere in grado di perdonare la cosa senza rancori, una volta identificato il problema e deciso insieme come affrontarlo. Se non siamo in grado di perdonare qualcosa successa in passato e legata alle nostre insoddisfazioni odierne, salvare il rapporto potrebbe diventare una missione impossibile.
  • Accettare che certe cose non possono cambiare: alcuni esperti dicono che siamo in grado di cambiare e influenzare solo il 30% di una relazione, mentre il restante 70% è fatto da cose che non muteranno mai, legate al carattere e alla natura di ognuno di noi. Se siamo in grado di accettare ciò e sopravvivere alle insoddisfazioni provenienti da quel 70% senza perdere la voglia di stare insieme, siamo già a metà dall’aver salvato il rapporto.
  • Valutare l’intervento di un esperto: se non si sono provate tutte le eventualità, lasciarsi può provocare grandi rimorsi e sensi di colpa. E se ci si concentra solo sul punto di vista interno, ascoltando solo la nostra voce e quella del nostro partner, si rischia di perdere di vista un sacco di altre cose che un punto di vista esterno può fornire. Prima di compiere passi estremi, dunque, è sempre suggerito il coinvolgimento di un esperto di relazioni, come un terapista di coppia o un life coach. Non dobbiamo avere paura ad aprire i nostri problemi al punto di vista imparziale di una persona esterna: farlo aiuterà a riconoscerne l’importanza e verificare la volontà comune di risolvere la situazione, oltre che a confermare la nostra capacità di accettare la nostra parte di responsabilità.
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