Cosa succede a chi non ama il Natale

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– Oh.
– Cosa?
– Polizia.
– Ah cazzo.
– Ci fermano.
– Te guida.
– Ci fermano. Hanno alzato pure la paletta.
– Che palle, pure la stradale. Mo ce zuccano, zio.
– Dai, dai, tranquillo.
– Te hai bevuto?
– Poco.

– Salve.
– Salve.
– Patente e libretto per cortesia.
– Sì… un secondo solo che… ecco qua, eccoli.
– Aspettate qui.
– Ci sono problemi?
– Nessun problema, è un controllo di routine, il mio collega fa una verifica sui dati e poi potete andare.
– Meno male.
– Fatto l’albero?
– Eh?
– Ho chiesto se avete fatto l’albero?

– L’albero di Natale?
– Sì.
– Io non ho ben… se abbiamo fatto… no, cioè io non l’ho fatto.
– Lei?
– Manco io.
– Ah.
– Cosa?
– Lo state per fare?
– No, cioè, non penso. Te lo stai per fare?
– No, non credo.
– Non lo state per fare?
– No.
– Presepe?
– Neanche.
– Rimanete qui, per favore. Ettore, puoi venire un attimo?

– Perché chiama l’altro?
– Boh.
– Signori, il mio collega dice che nessuno dei due ha ancora fatto l’albero di Natale.
– Infatti.
– Sapete che fra meno di venti giorni è il venticinque, sì?
– Sì.
– Le avete viste pure voi le luminarie.
– Le luminarie?
– In città.
– Sì.
– Non son mica lì per bellezza.
– Ah no?
– No, le luminarie sono lo Stato. Lo Stato che vi dice che è Natale. Potete uscire dalla macchina, per cortesia.

– Ma che cazzo sta succedendo?
– Spegnete il motore e uscite dal veicolo, per cortesia.
– Che faccio?
– Esci, che devi fare.
– Senta, agente, io non capisco davvero…
– Per cortesia, ho bisogno di misurare il vostro tasso di Ciobar.
– Il che?
– Il tasso di Ciobar. Soffi qui. Vediamo… meno di zero virgola uno, questo l’ultima tazza di cioccolata calda se l’è fatta minimo l’anno scorso.
– È che a me il Ciobar non piace… è ferroso…
– Hai capito, Ettore? A questo non gli piace il Ciobar.
– Almeno i regali li avete presi?
– Eh no. Cioè io no, te?
– Io neanche.
– Ma mancano meno di venti giorni a…
– Ho capito, li prenderemo dopo!
– Dopo quando?
– Non lo so!
– Non lo sa, questo non lo sa. Ma almeno alla mamma, alla fidanzata… Una cosetta ai mercatini, magari.
– No, non ho preso un cazzo. Io piglio tutto il ventiquattro nel tardo pomeriggio. E di solito son buoni per massaggi Reiki e copie di Lotta Comunista.

– Sentite ragazzi, io vi capisco. Son stato giovane anche io. Magari non ci avete pensato, magari v’è sembrato di fare una bravata, di essere alternativi a non festeggiare il Natale dai primi di dicembre, ma è un guaio. Lo capite che è un guaio? Né io né il collega vi vogliamo rovinare la giornata, perciò adesso ci dite qual è la parte di Love Actually che preferite e noi vi si lascia andare a casa.
– Di che?
– Va bene, basta così. Mani sulla vettura.
– Ma no, ma non può!
– Vi devo perquisire.
– Mica è un film americano!
– Poche storie. Vediamo un po’. E questa cos’è?
– Cosa?
– Non faccia il finto tonto. La bustina che le ho trovato in tasca.
– È cocaina.
– See, cocaina.
– Bravo, questa non l’abbiamo mai sentita.
– Giuro è bamba!
– Questo è zucchero del pandoro. Lei si mangia il pandoro a secco.
– Ma mi piace così!
– Si rende conto del problema? Già mangiare il pandoro è sintomo di mollezza fisica e morale, ma mangiarlo a secco è considerato reato grave. Qui rientriamo nel penale, caro il mio signore. Mi apra il bagagliaio.

– Lei non può trattarci così! Abbiamo i nostri diritti!
– Vi siete giocati i diritti quando avete deciso di pisciare in faccia al Santo Natale! Adesso apra questo bagagliaio.
– Ecco, ho fatto. Contento?
– Ettore, vieni un attimo?
– Che c’è? Oh cristo.
– Uno pensa di averle viste tutte e poi…
– Credo di stare per vomitare.
– Tu chiama la centrale io tiro giù i nomi.
– Ma che abbiamo fatto?
– Che avete fatto? Lì c’è un bagagliaio pieno di calendari del’avvento.
– Embé?
– Non c’è manco più un cioccolatino.
– Ve li siete aperti tutti, feccia!
– Ci volevamo magna’ i cioccolatini.
– Te credi che sia un gioco? Che ci stiamo a divertire qua? È il sei dicembre, non è temporalmente possibile aprire tutto un calendario dell’avvento senza forzarlo.
– Noi…
– Voi avete forzato l’apertura di questi calendari.
– Ma…
– Muti! Ettore, accompagna i calendari da una psicologa, io mi porto in centrale queste bestie.
– No, dai! È solo che il Natale ci è abbastanza indifferente.
– Bravo, dillo al tuo avvocato.

– Vi prego, basta.
– Rispondi.
– Vi scongiuro. Questa è brutalità. Voi… non potete…
– Brutalità? E da quando in qua la polizia in questo Paese si è dimostrata brutale? No, noi stiamo solo cercando una risposta. Tu rispondi e noi ti facciamo andare a casa. Il tuo amico ha già vuotato il sacco.
– È una cazzata, non farebbe mai l’infame! E poi manco lui sa niente!
– Invece ha già risposto. Adesso è di là con un bel caffè. Entro mezz’ora è fuori. Non vuoi andartene via anche tu?
– …sì.
– E allora basta che rispondi alla domanda.
– Io non lo so… non lo so cazzo!
– Vedi di sforzarti.
– Lo giuro… lo giuro che non lo so…
– Va bene, vorrà dire che rimarremo qui. Tanto noi non abbiamo fretta. Vero Ettore?
– Nessuna fretta.
– Ma come ve lo devo dire che non so cosa cazzo faccio a Capodanno! È il sei dicembre! Nessuno lo sa! Probabilmente sto con gli amici…
– Non è con i probabilmente che te ne uscirai da questa situazione. Così ci tocca ricominciare, lo capisci?
– No, vi prego…
– Adesso guardami negli occhi e dillo.
– Io…
– Dillo stronzo!
– Buon… natale…
– Braaaavo. Ettore, fai ripartire la musica.

Last Christmas, I gave you my heart
But the very next day you gave it away
This year, to save me from tears
I’ll give it to someone special

Questo articolo è un’opera di fantasia pubblicata originariamente dalla pagina Facebook “Non è Successo Niente” e gentilmente concessa ad Auralcrave per la ripubblicazione

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