Diventa la tua luce: come gestire i nostri difetti

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Vivere non è sempre cosa facile. Soprattutto per chi ha l’abitudine di ragionare a fondo sulle cose e su se stessi, cercando di costruirsi la migliore identità possibile e con questa definire al meglio il proprio futuro. Il primo ostacolo con cui ci si scontra è spesso quello dei nostri stessi limiti, che noi percepiamo come difetti o cose da risolvere. E se identifichiamo in essi la ragione per cui non possiamo crescere a sufficienza, migliorare la nostra vita ed essere felici, la domanda nasce con prepotenza dentro di noi: come posso correggere i miei difetti?

Esistono tante teorie psicologiche che possono aiutare di fronte a una domanda del genere. A seconda del difetto di cui stiamo parlando possono esserci percorsi atti a educare la nostra personalità a cambiare leggermente direzione, a correggere determinati comportamenti o sensazioni. Sono solitamente percorsi eterogenei e diversi a seconda del problema, processi che richiedono molto tempo e molto lavoro su se stessi e su cui non c’è mai una soluzione a brevissimo termine, soprattutto se si è adulti a sufficienza da avere una personalità già sviluppata e consolidata.

L’errore che spesso commettiamo, però, è proprio il convincersi che i propri difetti siano qualcosa che vada assolutamente risolta. Mentre spesso il vero problema è che ci stiamo ponendo la risposta sbagliata. Il vero punto infatti non è come “correggere” i propri difetti. Ma come gestirli.

La psicologia moderna, discendente in maniera diretta dalle teorie di Freud e Jung di inizio ‘900, ci insegna che tutti noi abbiamo punti di forza e punti di debolezza. È la natura intrinseca dell’uomo, e il primo passo che dobbiamo fare è accettarci pienamente con questa dualità. Non c’è niente di sbagliato ad avere difetti, niente di cui sentirsi in colpa. Nessun difetto deve lasciarci pensare che non meritiamo di essere amati, da altri o da noi stessi. Ancora di più: non bisogna considerare i nostri difetti delle cose completamente negative. Dietro ognuno di quelli che percepiamo come difetti c’è una storia di crescita caratteriale che ci ha portato a svilupparli. E molto spesso quegli stessi difetti hanno anche un lato positivo, che aggiunge al nostro carattere un vantaggio importante.

Una delle letture più interessanti della psicologia moderna sull’argomento è il libro del ’98 The Dark Side of The Light Chasers (tradotto in italiano con “Illumina il tuo Lato Oscuro”, ma che mantiene una bellezza molto più grande col titolo originale) della scrittrice americana Debbie Ford. L’idea principale è che ognuno di noi ha un lato oscuro, che va considerato come la nostra ombra: non una parte di sé da eliminare, ma un effetto naturale della luce che è l’altra parte di noi, una dualità del tutto normale. E per questo la nostra ombra non va rigettata, rifiutata o combattuta. Va assorbita.

La vera svolta avviene quando capiamo che le nostre ombre, i nostri difetti, sono parti di noi che necessitano espressione, e l’ultima cosa da fare con essi è combatterli. Al contrario, dobbiamo imparare a conoscerli, ad apprezzarne i risvolti positivi e, in ultima istanza, ad accoglierli come parte della nostra personalità. In questo modo saremo in grado di offrire ad essi una via canalizzata di espressione che sia accettabile per noi e per la società. Se invece continuiamo a combatterli, non spariranno: emergeranno in altri nostri comportamenti, sotto mentite spoglie, e stavolta senza il nostro controllo, alterando la confidenza e l’efficacia dei nostri stessi comportamenti. Diventeranno contenuti inconsci che spingeranno per esprimersi, e lo faranno tramite preoccupazioni, ansie non meglio identificate, o peggio ancora piccole nevrosi quotidiane.

Come imparare ad accettare ed accogliere i propri difetti? Prima di tutto entrandoci in confidenza senza paura, perché non sono nostri nemici. Dietro ogni difetto si nasconde una forza positiva da cui possiamo trarre vantaggio. Se siamo troppo chiusi in noi stessi, ad esempio, è perché abbiamo un forte meccanismo difensivo che evita di esporci alle sofferenze che gli altri possono causarci. Se proviamo un forte odio verso il carattere di qualcuno, è probabile che un lato del suo carattere possa essere una nostra stessa debolezza e quell’energia è la stessa che internamente sta combattendo contro quel nostro lato. Se siamo troppo impulsivi e poco razionali, è probabilmente una diretta conseguenza del nostro carattere estroverso e capace di dare emozioni pure e senza filtri al prossimo, che ovviamente è una grande virtù. E così via.

Mai combattere in maniera troppo agguerrita i nostri difetti, dunque. Sono parti di noi stessi, e il modo migliore di gestirli è abbracciarli, offrire loro una via di espressione accettabile. Essere indulgenti con loro e consentirgli di renderci un pelo più introversi, severi o irrazionali, riprendendo gli esempi di prima, perché questo è il nostro carattere e non c’è nulla di cui vergognarsi troppo. Il che non significa ovviamente ignorare gli effetti negativi che le nostre ombre possano avere su noi stessi, né decidere di smettere di lavorarci. Si può continuare a mitigarne gli effetti, ma nel frattempo ci saremo avvicinati a sufficienza per cambiarle in maniera più efficace. È il primo passo per fare pace coi propri difetti e spiegargli in maniera empatica che non sono nostri nemici. E che si può lavorare insieme perché le nostre luci e le nostre ombre convivano meglio dentro di noi.

Se sentiamo di dover assolutamente superare un nostro difetto, se abbiamo scoperto di non saper accettare noi stessi o se semplicemente stiamo cercando di aumentare la nostra consapevolezza o la nostra realizzazione personale, una buona idea può essere quella di rivolgersi a un professionista come uno psicologo o un life coach.

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