Perché non risponde ai miei messaggi?

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Le brutte sensazioni che emergono quando una persona a cui teniamo non risponde alle nostre comunicazioni è un tema sempre più frequente nel mondo frenetico e complesso in cui viviamo. E non è legato solo all’uso delle tecnologie di messaggistica: questo articolo avrebbe potuto intitolarsi “perché non sembra interessato/a a me?” oppure “perché ho la sensazione di essere io a mandare avanti questa relazione mentre lui/lei non fa altro che provare a starmi dietro come può?” Stiamo parlando di un problema molto più generale, riguarda la distanza che spesso percepiamo nel modo in cui le due estremità di una relazione gestiscono la relazione stessa e può valere sia per le amicizie che per le relazioni con coinvolgimento sentimentale (almeno da parte di uno dei due).

Ovviamente dietro può esserci una ragione molto semplice: lui/lei non è sufficientemente interessato a noi. Magari ha altri interessi, altre cose per la testa, altre priorità nella vita, e non è disposto a sacrificare nessuna di essere per noi. Oppure ha un’altra relazione di tipo simile a quella che stiamo vivendo noi per conto nostro, e dunque mentre noi stiamo mettendo in gioco il nostro trasporto in quella relazione, lui/lei sta facendo lo stesso con qualcun altro. Se i casi sono questi, ovviamente è chiaro che bisognerà accettarlo, rispettare le scelte di quella persona e allontanarsi. Può essere difficile se avete investito tanto trasporto in quella relazione, ma lavorando su noi stessi e prendendosi il tempo necessario, senza disperare, prima o poi ci ri riesce.

Il vero problema nasce quando si hanno elementi consistenti per credere che non si rientra in nessuno dei casi precedenti. Magari perché sono loro stessi a chiederci esplicitamente di avere pazienza, di non abbandonarli, o perché più volte ci hanno detto che il rapporto con noi per loro è molto importante e che quando non si parla siamo anche noi a mancare a loro. Questo genera grossa confusione nella nostra testa. E le tipiche domande sono: com’è possibile che gli manco e non mi scrive nemmeno per dirmelo? Come può dire che sono importante per lui/lei e poi non mi scrive da due giorni, mentre magari ha trovato il tempo di andarsi a prendere un caffé con quel suo amico o collega di lavoro? Ho fatto qualcosa di sbagliato? Mi sta prendendo in giro? Siamo semplicemente troppo diversi perché possa funzionare?

La verità è che spesso è proprio come dicono loro. Gli manchiamo, siamo importanti per loro, non abbiamo fatto nulla di sbagliato. Perché la vera ragione per cui questo sta accadendo sta nella natura diversa di ognuno di noi: ogni persona ha una propria velocità, una propria intensità che investe in una relazione. Dipende dall’energia che si ha a disposizione, dalla velocità di pensiero, dal tempo che si riesce a dedicare mentalmente a quella relazione. Alcune persone hanno a disposizione più tempo ed energia di altre e sono dunque in grado di “correre” più velocemente in una relazione, raggiungendo stati di coinvolgimento avanzati prima degli altri. Perché magari gli altri hanno semplicemente meno tempo (parliamo di tempo mentale) a disposizione per quella relazione, e meno energie (sempre mentali) da investire.

In quei casi, può succedere benissimo che nei momenti giusti quella persona sappia essere molto vicina a noi e sappia farci capire bene quanto siamo importanti per lui/lei. Mentre in altri giorni ha persino tempo per andare in palestra, per giocare sullo smartphone, per stare sui social o per gettarsi nel divano a vedere la tv, ma non per scriverci. Spesso non significa che noi siamo meno importanti della tv: significa che hanno bisogno di un maggiore quantitativo di tempo ed energie mentali per rivolgersi a noi in quel momento, e non sentono di averne abbastanza per partecipare in quella relazione con il trasporto che merita. Mentre un caffé con un collega o un film in tv lo si può fare anche se il tempo e le energie mentali a disposizione sono limitati.

Quando ciò succede, è sbagliato prendercela con loro. Loro stanno già facendo del loro meglio. Hanno semplicemente un modo di gestire il tempo e le energie diverso dal nostro. Vanno a velocità diverse, e non riescono a seguire il nostro ritmo. Magari è un limite nel loro modo di gestire il tempo o la loro stessa personalità, magari è una scelta che deriva dal dare maggiore spazio al lavoro, alla famiglia o ad altri obiettivi, perché ne hanno bisogno per la loro identità. Resta sempre possibile che quella persona sia in effetti meno coinvolta di noi, o stia vivendo un momento di dubbio personale riguardo al vostro stesso rapporto e abbia bisogno di tempo per trovare la quadra (questo può valere soprattutto per i coinvolgimenti di tipo emotivo), ma spesso dipende semplicemente dal fatto che si vive la vita in modo diverso. In quei casi, se da una parte si possono proporre delle possibili soluzioni perché loro vengano meglio incontro alle nostre esigenze/aspettative (soluzioni che non sempre funzionano, è vero), dall’altra è sicuramente necessario rispettare il loro modo di vivere ed accettare il fatto che probabilmente quelle persone spesso non potranno darci il trasporto, il coinvolgimento, l’intensità che vorremmo.

Non significa che siamo noi quelli sbagliati, quelli strani. Significa che siamo diversi. Se siamo dei pensatori veloci, sarà più difficile per noi stabilire una connessione mentale o emotiva che vada alla velocità che vorremmo: ci vuole una persona con cui abbiamo affinità, che abbia le stesse energie, lo stesso tempo da investire e la nostra stessa velocità mentale. Magari una combinazione troppo ambiziosa perché la si possa trovare in una persona sola. Però è sempre possibile “accontentarsi”, nel senso positivo del termine: accettare il fatto che le nostre aspettative non possano essere completamente soddisfatte e scegliere comunque di continuare quella relazione, perché magari sa compensarci, aiutarci, farci contenti da altri punti di vista.

La relazione perfetta non esiste. Esiste solo quella che si riesce a far crescere lasciando entrambi sufficientemente soddisfatti e realizzati. E se una parte di noi magari non trova completa espressione in quella relazione, magari riuscirà a trovare comunque spazio in modi differenti. Tenendo un diario in cui scriviamo i propri pensieri, ad esempio, o disegnando, dedicandoci a un nostro hobby, parlando più regolarmente con un familiare o un caro amico con cui esiste altrettanta affinità. Siamo tutte persone complesse, con molti bisogni differenti, e chiedere che tutte le nostre esigenze siano rispettate in maniera completa, tutte insieme e tutte dalla stessa persona, è semplicemente chiedere troppo.

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