Why Me? Why Not: il ritorno adulto di Liam Gallagher

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Why me?

La frase appena citata si trova su un dipinto di un cantante poco conosciuto, un certo John Lennon, membro di una band di cui non ricordiamo il nome. Il dipinto, ormai reperto storico, ha fatto il giro del mondo; soprattutto grazie alla potenza dei social media. Anni fa venne esposto durante una mostra a Monaco di Baviera e il destino volle che, in quel momento, si trovasse lì – in cerca di cultura e, probabilmente, in cerca di materiale per il proprio (super) ego – l’Oasis nostalgico: Liam Gallagher.

“Fuck guys, anch’io voglio usare questa frase!”

La citazione è puramente inventata ed è la prima che mi passò per la mente dopo aver letto come nasce il titolo del nuovo lavoro di Liam Gallagher: Why Me? Why not, uscito il 20 settembre, esattamente dieci anni dopo lo scioglimento della band che ha fatto la storia del brit-rock. Liam è sempre stato un fan dei Beatles, così tanto da chiamare suo figlio “Lennon”; un “tributo” allo storico membro dei Beatles che gli concesse l’onore di ricevere in regalo, da Yoko Ono, l’altra “parte” del quadro, il secondo dipinto con su inciso: why not.

Ecco le parole del Gallagher dopo aver ricevuto questo regalo:

“…tornato a Londra qualche settimana dopo, ero spaparanzato sulla mia sedia in giardino, con una bottiglia di Stella e i miei due gatti, Mick e Keith, tra le braccia. Ha suonato il campanello. Era il corriere con un pacco per me. L’ho portato in giardino per aprirlo, con i gatti sui due braccioli della sedia. Era da parte di Yoko Ono: un ritratto di John Lennon seduto su una poltrona fra le nuvole, con un gatto sul bracciolo della sedia e sotto le parole Why not?”

Why me? Why not è nostalgia, rassegnazione, consapevolezza, gioia e, soprattutto, maturità. Nostalgia dei tempi andati, degli anni d’oro degli Oasis e anche di Noel; il fratello che apparentemente non ne vuole più sapere di nulla, né di Liam, né della band. Sta bene così e, in fondo, va bene così, perché come ci racconta Liam con Once: “era più facile divertirsi quando non avevamo nulla”. Adesso hanno troppo, entrambi un ego da difendere (state pensando agli Zen Circus?), un orgoglio da preservare e altro a cui pensare. Il passato non può ritornare e quando lo fa simula, non riflette mai ciò che è stato; tutto questo non può che fare altro danno. Sono punti di vista ma sicuramente è il migliore approccio per andare avanti. E quindi, ecco la rassegnazione.

Ma c’è anche gioia in questo lavoro. All’interno si trova Molly, la figlia “ritrovata” e narrata attraverso Now That I’ve Found You. Avuta da una relazione clandestina con la cantante Lisa Moorish e nata quando Liam era ancora sposato con l’attrice Patsy Kensit. Così, a sentimento, direi: Liam Style. E infine, ingrandendo l’ottica, nel complesso si trova molta maturità e autoreferenza. Why me? Why Not è la somma di ogni lato, negativo e positivo, di Liam Gallagher. C’è la sua vita, ci sono le sue ispirazioni, le sue “deviazioni” e i suoi dolori; il risultato non poteva che essere un gigantesco e maturo lavoro musicale che in fin dei conti mostra a tutti noi – e sicuramente anche a sé stesso – che, almeno musicalmente, di Noel non ha più bisogno.

Come sempre ci sono delle eccezioni e anche in questa storia piena di nostalgia e voglia di ritornare indietro se ne trova una: la partecipazione a un Mtv Unplugged. I fratelli Gallagher vennero invitati nel 1996 ma sul palco si presentò soltanto Noel; la versione ufficiale disse che Liam aveva problemi di voce ma in una recente intervista la verità è venuta a galla.

Ad essere onesti la sera prima avevo bevuto troppo e avevo mal di gola. Avrò pensato: “Sai che ti dico? Non vale la pena sottoporre queste persone a questo spettacolo triste di me che grido e urlo. Non sarà bello come pensavo. Il fratellone è disponibile a farlo”. Così ha tenuto lui il concerto.

Ha detto [riferito a Noel] di recente che quella cosa gli ha messo molta pressione addosso? A lui è piaciuto molto, amica. È stato allora che ho scoperchiato il vaso di Pandora e ho fatto uscire il genio dalla lampada. Appena andato in scena, lui ha pensato: “Oh, so fare anche questo!”.

Penso abbia fatto un buon lavoro. Ho assistito all’esibizione dalla balconata, continuando a bere. Penso che sia stata quella la fine degli Oasis.

L’ex nostalgico frontman degli Oasis è stato il primo cantante a risalire sul palco dello storico Mtv Unplugged, il 3 agosto ha registrato la puntata e dal 27 settembre ci delizia – almeno a me continuamente da quel giorno – con questa versione acustica di Once. Un altro traguardo, un altro pezzo di storia, un altro Liam; da ora potrà dire: “guys, fuck, il mio nome sta di fianco ad altri grandi artisti come i Pearl Jam e i Nirvana”. Ma sappiamo benissimo che non verrà detta mai, anche perché:

“Non venite a parlarmi dei Nirvana. Un paio di buone canzoni. Uno strafatto. Di loro non mi fregava un cazzo. Kurt Cobain era un triste coglione incapace di reggere la pressione. Noi siamo più forti.”

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