Blur vs. Oasis: come nacque la grande rivalità degli anni ’90

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A metà anni ’90 in Inghilterra si aspetta come una manna qualcuno che rimetta le cose a posto. Il grunge aveva invaso le radio e i costumi di tutto il pianeta e la Vecchia Albione si stava ormai stancando di non essere più il centro del mondo musicale. Dopo gli irripetibili anni ’60, i fantastici ’70 e gli interessanti ’80, nei ’90 ancora non è emerso nulla di significativo da contrapporre allo strapotere yankee, che, senza alcun riguardo per la Regina, si permette di colonizzare ancora una volta i vecchi padroni.

La Next Big Thing tanto agognata, su cui molti scommettono svariati scellini, sembra possano essere i Suede, trascinati a furor di popolo ai primi posti delle classifiche patrie nel 1993 e innalzati a difensori del pop britannico. La loro chiamata alle armi in difesa del Pop inglese si richiama ai grandi del passato e li pone a baluardo della tradizione, che parte dai Beatles e arriva fino agli Smiths. Purtroppo la loro corsa si interromperà nel giro di pochi anni, con svariati problemi di formazione e droga che ne arresteranno l’ascesa, ma intanto la via è tracciata.

I Blur, formatisi nel 1989, dopo qualche anno di rodaggio, pubblicano nel 1994 Parklife e si issano in cima alla Top Ten, dimostrando che il britpop (come viene chiamato questo nuovo genere che cerca di amalgamare melodie pop e sonorità rock a ritornelli di immediata presa radiofonica) è una realtà con cui bisogna fare i conti e che viene notevolmente apprezzata dal pubblico. Nello stesso anno debuttano con Definitely Maybe gli Oasis dei fratelli Noel e Liam Gallagher, che, con un piglio più sfrontato e rockeggiante della band di Damon Albarn, diventano subito una grande realtà, arrivando a vendere più del gruppo di Londra.

Per i giornali siamo di nuovo a Beatles Vs. Rolling Stones e non si perde tempo a far montare la rivalità tra i due gruppi, che, se in un primo momento viene considerata come la solita trovata pubblicitaria che rende tutti felici e incrementa le vendite, a un certo punto assume contorni più reali.

I fratelli Gallagher vengono da Manchester e portano dentro tutto il disagio di un’infanzia difficile e di un’adolescenza violenta, e non riescono a resistere a lungo ai continui inviti della stampa a provocare Albarn e soci. Inoltre, il leader dei Blur, londinese e di buona famiglia, si presta benissimo a essere l’obiettivo dei bulli di periferia Gallagher, che lo chiamano in causa a ripetizione, dimostrando apertamente che questa rivalità, per loro, è una faccenda seria.

I prossimi album dei due gruppi sono previsti per il 1995, mentre la tensione e le aspettative per questi due lavori, che dovranno assegnare il ruolo di Maschio Alfa del Britpop, cresce fino al punto di non ritorno. Noel, apparentemente ubriaco, augura a mezzo stampa ad Albarn di contrarre l’AIDS e, chiaramente, Damon non la prende benissimo.

Roll With It, il singolo che dovrà lanciare (What’s The Story) Morning Glory degli Oasis è previsto per l’agosto, mentre Country House, che avrà lo stesso ruolo per The Great Escape dei Blur è previsto qualche settimana prima. Albarn si impunta e ottiene che la pubblicazione venga posticipata allo stesso giorno di quella del brano dei rivali, dimostrando che anche per lui la questione è ormai stata spostata sul personale.

La battaglia dei singoli vede i Blur uscire vincenti, ma è un successo fine a sé stesso, che non dà che una soddisfazione momentanea al gruppo. Gli Oasis con (What’s The Story) Morning Glory asfaltano The Great Escape e stravincono la guerra per il trono del Britpop. Come se non bastasse, gli Oasis conquistano la Top Ten statunitense, mentre i Blur riescono a malapena a entrare in classifica, dimostrando ancora una volta la netta riuscita di (What’s The Story) Morning Glory.

Albarn, umiliato e sconfitto, capisce che non può battere i Gallagher sul loro stesso terreno  e inizia a pensare a cosa vuole diventare da grande, incamminandosi verso un’evoluzione sonora che, da Blur del 1997 in poi, lo vedrà attraversare gli anni successivi con altri album dei Blur e con vari progetti paralleli come i Gorillaz, distaccandosi sempre più dal Britpop, e, di fatto, superandolo.

Nel frattempo i legittimi padroni della scena inglese devono difendersi da nuovi avversari come i Verve e i Radiohead, che nel 1997 pubblicano i loro lavori più famosi e mettono in seria difficoltà la band di Manchester, che, nonostante ancora fiumi di vendite assicurati da Be Here Now, inizia a mostrare il fianco nel suo ripetersi di album in album, fino allo scioglimento per i dissapori tra i due leader.

A distanza di anni i rapporti tra Albarn e i due Gallagher sembrano rientrati almeno a un livello decente di civiltà, nonostante la loro rivalità abbia segnato la storia del pop negli anni ’90.

Gli album dei Blur e quelli degli Oasis sono su Amazon.

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Luca Divelti scrive storie di musica, cinema e tv su Rock’n’Blog e Auralcrave. Seguilo su Facebook e Twitter.

 

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