C’era Una Volta a Hollywood: le origini reali di Rick Dalton

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Il manifesto di un ricercato. Un filmato 16mm in bianco e nero scorre davanti ai nostri occhi. Fin dal primo istante incrociamo i suoi occhi minacciosi e luccicanti:è Rick Dalton, o meglio Jack Cadhill, l’antieroe della serie tv immaginaria Bounty Law, ed eroe del nuovo film di Quentin Tarantino, C’era una volta a Hollywood. Dopo alcune scene,  che ci fanno tornare in mente cimeli del western da TV come Bonanza, il promo viene interrotto da un’intervista allo stesso Rick Dalton, ed al suo stuntman Cliff Booth. Subito dopo un altro manifesto, questa volta cinematografico, ci riporta alla “realtà”: tra coupé luccicanti e lussuose pellicce, veniamo trasportati con euforia nel paradiso del cinema anni 60: Hollywood.

Il filo conduttore di questa epopea cinematografica è l’imponente figura del mitico Rick Dalton. Tra locandine e manifesti, Rick sembra essere l’emblema di quella Hollywood tanto amata e mitizzata da Tarantino: bella, ricca, ma anche fragile ed in via di fallimento. Seguiamo il nostro eroe nelle sue avventure, dalle scorrazzate in macchina con il suo socio Cliff ai momenti più intimi nel set, tra successo, speranza e fallimenti. Tra dialoghi e carrellate, nella mente dello spettatore si erge pian piano il mito di un attore di successo che non è mai esistito. Eppure, il suo volto ed i suoi film appaiono così familiari, a partire da quel filmato iniziale, che ci fa tornare in mente alcune glorie del Western da Tv come Gunsmoke o Bonanza. E così, una domanda irradia improvvisamente la nostra mente: è realmente esistito un Rick Dalton? È solo un personaggio di fantasia o c’è qualche legame con la realtà?

Leggendo numerose interviste, si intuisce che Quentin Tarantino si sia ispirato a numerosi attori di serie Tv Western per modellare il personaggio di Dalton, primo tra tutti il celeberrimo Steve Mcqueen: apparso per la prima volta nella serie TV Wanted dead or alive, McQueen entrò in seguito nel mondo del cinema, recitando in Papillon e Tom Horn.

Altro attore che ci mette sulle tracce della nascita del mito “Rick Dalton” è Ty Hardin: dopo aver recitato nella serie Tv americana “Bronco”, Hardin cercò fortuna in Italia, in cui recitò in numerosi spaghetti Western. Non mancano all’appello i due attori Edd Byrnes ed  Peter Duel: il primo è un noto attore di Spaghetti Western, dal quale Tarantino svilupperà l’idea del film immaginario I 14 pugni di McClusky. Il secondo invece, belloccio e dannato, recitò nella serie western Alias ​​Smith and Jones. Ebbe problemi di alcolismo e si suicidò nel 1971. Il giovane Tarantino, che all’epoca aveva 8 anni, rimase molto scioccato da quell’evento.

Osservando le vite di questi giovani attori, divi del cinema Western, si può notare in ognuno di loro un frammento del nostro caro Rick Dalton: il Dalton belloccio che vuole sfondare nel mondo del cinema dopo le esperienze con la TV; il Dalton avventuroso, che cerca successo in Italia e recita nei film di Sergio Corbucci; ma anche il Rick Dalton in fallimento, che ci fa tornare in mento il sovracitato Peter Duel, o James Dean, attori che vennero condannati dal loro talento ad una vita fiammeggiante ma fin troppo breve.  E non si può non concludere questo articolo, che ha messo in luce i vicoli più oscuri ed affascinanti della Hollywood di Tarantino, citando un aforisma di James Dean:

“Un attore deve interpretare la vita e per fare ciò deve accettare di vivere tutte le esperienze che essa gli offre. Non deve accontentarsi, deve cercare in profondità.”

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