Matrix 4: tutto quel che sappiamo sul nuovo film in arrivo

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La voce era nell’aria ormai da diversi mesi ma la notizia dell’imminente avvio della produzione di un quarto capitolo della saga di Matrix (che sarà scritto e diretto da Lana Wachowski e che vedrà il ritorno di Keanu Reeves e di Carrie-Anne Moss nei ruoli di Neo e Trinity) ha comunque sconvolto i fan della saga sparsi in ogni angolo del pianeta. Per mesi si erano rincorse voci di ogni tipo, generando una confusione che ora sta per essere definitivamente chiarita. L’unica certezza era data dal fatto che i vertici della Warner Bros, che aveva prodotto e distribuito la trilogia originale del franchise, erano interessati (senza nemmeno farne troppo mistero) a riportare in vita la saga fantascientifica più originale e di maggiore successo degli ultimi due decenni, punto di riferimento obbligatorio per ogni pellicola cyberpunk realizzata successivamente.

All’inizio del 2019, che segna anche il ventennale dell’uscita del primo iconico film della serie, circolava la voce di un totale reboot del franchise, per il quale era previsto Michael B. Jordan nei panni di Neo: anche solo la voce di un attore afroamericano nel ruolo che era stato reso iconico dal pallidissimo Keanu Reeves aveva scatenato le classiche e inutili polemiche sui social, in questo caso particolare ancora più stucchevoli del solito dato che Reeves fu scelto in sostituzione di Will Smith, che aveva scartato il ruolo di Neo perché non convinto del potenziale del film. Poco dopo le voci su Jordan si sono aggiunte alcune dichiarazioni di Keanu Reeves in persona (che ora grazie al franchise di John Wick vive un momento di rinnovata grande popolarità) che hanno riacceso le speranze degli appassionati: pur negando di essere in possesso di informazioni sullo sviluppo di nuovi film di Matrix, Reeves si diceva pronto a riprendere il ruolo di Neo in qualsiasi momento. Non è chiaro a questo punto se siano state le dichiarazioni di Reeves a portare ad una modifica del progetto in corsa o se, molto più semplicemente, fossero errate le voci circolate in precedenza sul reboot, ma di sicuro ci sono una serie di elementi che si sono presentati al momento giusto: la rinnovata grande popolarità dell’attore (che ora grazie al franchise di John Wick domina le classifiche del genere action), il bisogno di un ritorno alle origini per le sorelle Wachowski e una grande voglia di rifacimenti da parte del pubblico contemporaneo (il verdetto del box office è chiaro: il pubblico di oggi vuole i remake, vuole i reboot e vuole la serialità al cinema).

Uscito nel 1999 e seguito, come accade per tutti i film rivoluzionari, da una lunga serie di lodi anche eccessive e di polemiche, Matrix è stato il film che ha lanciato ai piani alti di Hollywood i fratelli Andy e Larry Wachowski, che da (quasi) anonimi sceneggiatori si sono trasformati per un breve periodo nei Re Mida dei botteghini di tutto il mondo. Il successo enorme del film ha garantito ai due fratelli (che nel frattempo hanno entrambi cambiato sesso, diventando rispettivamente Lily e Lana e attirando su di loro pettegolezzi di ogni tipo) una notevole libertà creativa che, anno dopo anno, si è tradotta in una serie di film che, a partire dai primi due sequel di Matrix (Matrix Reloaded e Matrix Revolutions), ha allontanato sempre più da loro i favori del pubblico e di gran parte della critica: la fusione inedita tra anime, live action e trip di acidi di Speed Racer si è rivelata uno dei flop più disastrosi della Warner Bros, le ingarbugliatissime tre ore di Cloud Atlas sono state accolte piuttosto bene dalla critica ma disertate da gran parte del pubblico mentre il delirio camp di Jupiter Ascending ha messo d’accordo tutti, la critica nei massacri e il pubblico nel lasciare vuote le sale. Non è bastato nemmeno l’amore dei fan a salvare dalla cancellazione Sense 8, la popolare serie Netflix realizzata con encomiabile passione dalle due sorelle: dopo anni di disastri commerciali (ma di film mai banali, mai ripetitivi, sempre impeccabili sul piano estetico e nella regia, nonché originali nell’esposizione dei contenuti), nel 2018 le due registe hanno chiuso e venduto il loro storico studio a Chicago.

Tutto lasciava presagire un allontanamento definitivo dal tritacarne hollywoodiano ma ecco il colpo di scena: Lana Wachowski, inspiegabilmente senza l’appoggio della sorella Lily, ha consegnato alla Warner Bros una sceneggiatura per The Matrix 4, scritta insieme a due storici collaboratori del passato come Aleksandar Hemon (autore dei pluripremiati romanzi Nowhere Man e Il Progetto Lazarus, amico di lunga data delle Wachowski) e David Mitchell (autore di Cloud Atlas, il romanzo). Lo script ha entusiasmato tanto lo studio quanto lo stesso Reeves e la produzione del film (che sarà la prima regia in solitaria per Lana) è pronta per partire già nel 2020.

Gli interrogativi che circondano Matrix 4 sono numerosi, dopo quello che forse (insieme ovviamente a quello del Signore degli Anelli) è stato uno dei finali più definitivi mai visti per una grande saga cinematografica. Qual è la data di uscita ufficiale? Come verrà giustificato il ritorno di Neo e, soprattutto, quello di Trinity? Ci sarà un ritorno alle atmosfere del primo film (e quindi un passo indietro nella poetica del cambiamento di Lana Wachowski) o sarà l’ennesimo colpo di scena di una filmografia finora anarchica e totalmente folle? Voci di corridoio parlano di un attore nuovo (e molto più giovane) nei panni dell’iconico Morpheus, aprendo la strada a numerosi scenari: potrebbe trattarsi proprio dello stesso Michael B. Jordan, confermando un fondo di verità nelle indiscrezioni dei mesi scorsi, o di un attore completamente diverso? Un Morpheus giovane significa che vedremo qualcosa come un prequel o un viaggio nel tempo? Non possiamo ancora sapere nulla riguardo la trama di questo film, appena entrato in gestazione e già attesissimo: quello che è certo è che sarà un banco di prova enorme per tutti i soggetti coinvolti, dai realizzatori fino al pubblico. Una grande sfida che stiamo già pregustando.

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