Sleepers: è vera la storia raccontata nel film?

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Sleepers è per molti uno dei film più emozionanti e coinvolgenti degli anni ’90. Diretto da un regista di talento (Barry Levinson, lo stesso di Good Morning Vietnam e Rain Man) e dotato di un cast eccezionale (Robert De Niro, Brad Pitt, Kevin Bacon, Dustin Hoffman, VIttorio Gassman tra gli altri), il film ha ricevuto anche due nomination all’OScar, senza vincerne alcuno, e rappresenta una delle discese più fredde e emozionanti nel mondo delle prigioni statunitensi, e in particolare in quelle minorili.

La trama

Protagonisti del film sono quattro ragazzi, amici inseparabili, cresciuti ad Hell’s Kitchen, un quartiere di New York. I quattro minorenni scelgono di eseguire dei lavoretti per il gangster locale, King Benny, e allo stesso tempo sono seguiti con supervisione paterna dal prete della zona, padre Robert Carillo, che fa di tutto per tenerli lontano dai guai. Un giorno però i guai arrivano: nel tentare di derubare un carretto degli hot dog, fanno cadere il carretto lungo le scale della metropoliotana, ferendo gravemente un cittadino. Vengono arrestati, processati e condannati a trascorrere un periodo di detenzione in un istituto di correzione per minorenni, Wilkinson Home, per un periodo che va dai sei mesi a un anno.

Nell’istituto di detenzione i quattro ragazzi diventano vittime di abusi sessuali e violenze ad opera di quattro delle guardie in servizio, un gruppo a cui capo c’era Sean Nokes. Nokes sarà quello che prenderà iniziativa più volte a danno dei quattro ragazzi, violentandoli, picchiandoli e facendo in modo che la permanenza in quelle mura diventi indimenticabile per i ragazzi.

Anni dopo, con i quattro ragazzi ormai cresciuti e fuori dall’istituto, le vite sono cambiate: due di solo sono dei killer di strada, un altro (Shakes, il narratore del film) è reporter giornalistico e il quarto (Michael) lavora nell’ufficio del procuratore. I due killer incontrano per caso Nokes e tutto gli torna alla mente: si siedono accanto a lui, giusto il tempo di fare in modo che anche la guardia si ricordi di loro, e poi lo uccidono a colpi di pistola, in un locale pubblico con diversi testimoni.

A lavorare al caso dalla parte dell’accusa è proprio Michael, il quarto dei ragazzi, che decide di completare un disegno di vendetta di una vita: la sua idea è di fare in modo che i due amici vengano scagionati e che emergano le violenze che venivano condotte nell’istituto di correzione. Le altre guardie complici di Nokes, infatti, sono ancora vive e godono di una vita agiata, non avendo mai ricevuto delle accuse formali.

Il processo procede secondo il piano, e l’elemento più importante che convincerà la giuria dell’innocenza degli imputati sarà la testimonianza giurata di padre Carillo, che prenderà la pesante decisione di mentire sotto giuramento e testimoniare di aver trascorso la serata con i due accusati la notte dell’omicidio.

Tutte le guardie riceveranno le conseguenze della loro vendetta: una di loro verrà arrestata per corruzione e omicidio dopo che Shakes usa i suoi agganci per fornire delle prove dei suoi crimini; un altra verrà uccisa da un altro gangster, dopo esser stato informato che quella era la guardia che aveva ucciso in prigione il suo fratello più piccolo, morto nello stesso istituto degli altri quattro. E l’ultima guardia finirà per ammettere sotto giuramento di aver preso parte alle violenze contro i ragazzi dell’istituto.

È una storia vera?

Il film è tratto dal romanzo autobiografico di Lorenzo Carcaterra, ossia Shakes, il ragazzo che da adulto diventerà reporter. Il film viene presentato all’inizio come una storia realmente accaduta, con tanto di conferma di quel che è successo dopo ai quattro ragazzi. E nei titoli di coda, il film conferma che la storia raccontata nel libro da Carcaterra è reale, sebbene siano stati cambiati in maniera decisiva nomi, date e tempi.

Dopo l’uscita del libro, la gravità dei fatti raccontati ha portato ad ulteriori investigazioni, e le autorità competenti hanno dichiarato di non trovare alcun nesso tra i fatti raccontati nel libro e gli istituti di detenzione di New York, né hanno trovato prove dell’esistenza di un processo simile a quello raccontato nella storia.

Il regista Barry Levinson è stato intervistato in proposito, e ha dichiarato di aver creduto nella storia. “Non vedo alcun motivo per cui Carcaterra avrebbe dovuto inventarsi quelle violenze se non fossero realmente accadute.”

Ad anni di distanza non si può dire con certezza se la storia è vera oppure no, essendoci ragioni valide sia dalla parte di chi ci crede sia dall’altra. Ma Sleepers è sicuramente un film verosimile, che racconta una storia che potrebbe davvero essere accaduta, con elementi che avvengono realmente e che sono stati provati diverse volte nella storia degli Stati Uniti. Per lo spettatore forse non è importante sapere se davvero i protagonisti di Sleepers sono esistiti, ma resta uno shock guardare coi propri occhi quanto orribili possono essere le conseguenze di un errore nella vita di un ragazzo ancora non maggiorenne.

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