Se i videogiochi replicassero sul serio la vita reale

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– Che c’è?
– Hai mai la sensazione che la vita stia invecchiando con te? Oggi sono andato in posta, poi a casa, poi di nuovo fuori a fare la spesa, poi ho starnutito cinque volte.
– A sei si muore.
– A sei si muore, infatti. E ho sempre sonno, e son sempre annoiato, e faccio un sacco di pipì. E non riesco più a divertirmi. E non ho proprio voglia di lavorare per sempre. E dentro Facebook è pieno di gente che parla e fuori da Facebook è pieno di gente che non parla. Sono adulto, Sergej, e la cosa mi sta facendo uscire di testa.
– Ho capito. Sai cosa ti serve? Ti serve un buon amico che ti aiuti a capire che l’età è una questione mentale e il mondo ti può offrire ancora tantissime possibilità.
– Dici?
– Sì, e mentre tu cerchi questo coglione, io tiro fuori la Play.

– Non lo so, forse dovrei fare un po’ di autoanalisi.
– Sciocchezze, l’autoanalisi è per sfigati con la Wii. Inoltre ho fatto il carico di nuovi giochi, saccheggiando un Gamestop in fiamme. Che ne dici di un bel picchiaduro?
– Ah, sì, è proprio quello che mi ci vuole.
– Allora, dai, visto che stai male ti lascio il gamepad meno unto.
– Aspetta, chi sono questi?
– I personaggi. Scegline uno che cominciamo.
– Kobrax sembra figo.
– È figo Kobrax.
– Che fa?
– Praticamente Kobrax ha mollato l’università che gli mancavano due esami e la tesi, ha rotto male coi genitori e adesso fa il portapizze.
– Fa il portapizze.
– Sì.
– Kobrax.
– Sì.
– Va be’, e invece Danya? 
– Danya è tipo un’agente speciale della CIA, è tutta calci, latex e chain combo.
– Figa.
– Molto, poi c’ha due figli e tre lavori.
– In che senso?
– Be’, fa l’agente speciale della CIA sì, però insegna pure italiano alle medie e fa la hostess per eventi e fiere. Capirai, l’asilo, il mutuo…
– Ma non me la fa selezionare.
– E ti credo, con due figli e tre lavori secondo te ha tempo da perdere con un torneo mortale di arti marziali?
– Okay. Che mi dici di Azazel e Demonia?
– Sono un tag team. Stanno insieme da sei anni, e da poco sono andati a convivere.
– Quindi combattono insieme?
– No, uno contro l’altra. La loro fatality consiste nel dormire dandosi la schiena.
– D’accordo. Questo mi sembra forte. Deathbot.
– Ah Deathbot. Fortissimo Deathbot.
– Allora mi sa che…
– Solo che si droga.
– Si droga?
– Sì. Oh, droghe legali per carità. Ma ha avuto un periodo brutto di crisi d’ansia.
– Deathbot?
– Sì. Che manco riusciva a prendere un treno. Poi com’è come non è, mi è diventato un po’ dipendente dal Lexotan.
– Contro chi combatte?
– Per la maggior parte del tempo, contro se stesso.
– Ma come cazzo si chiama sto gioco?
– Normal Kombat.

– Senti, forse è meglio se cambiamo genere. A me i picchiaduro mettono angoscia. Il fatto che i personaggi non possano uscire dai lati dello schermo mi ricorda troppo la mia vita.
– Va bene, ho Mario Kart.
– Ah, Mario Kart, meno male. Un classico intramontabile. Allora io uso… aspetta, che stanno facendo?
– In che senso?
– Dov’è la pista?
– Nessuna pista. Vedi, in questa versione Mario deve fare il bollo.
– Il bollo?
– Sì, e la revisione.
– La revisione.
– Sì.
– Del kart?
– Sì, embè? Solo che con la nuova legge devi essere in regola con i pagamenti degli anni scorsi. Te chi stai usando?
– Peach.
– Ahia, la Principessa è considerata residente nel Lazio, premi cerchio per metterti in coda, va’. Oh, e mi raccomando, quando parte il quick time event, ricordati di dimostrare l’avvenuto pagamento del bollo dal periodo d’imposta che decorre successivamente all’acquisto.
– No, senti, ma che roba è?
– Non ti piace?
– Non mi piace no.
– Va be’, allora perché non facciamo qualcosa un po’ più movimentato?
– Eh, magari.

– Questo. Metal Gear Soldi.
– Soldi?
– Sì. Praticamente sei un agente speciale che di recente è andato a vivere da solo e scopre che tutto quello che prima pagavano i suoi, adesso tocca pagarselo lui. Quindi devi spegnere sempre la luce quando esci da una stanza, consumare poca acqua, buttare un occhio alle offerte della Lidl.
– Mi sembra orribile.
– E poi c’è anche una notevole componente stealth nella fase in cui ti intrufoli in casa di mamma e le saccheggi il frigo.
– Altro?
– Vediamo, ho Final Fantasy.
– Va be’, un bel JRPG ci può anche stare. Che Final Fantasy è?
– Final Fantasy 730.
– Settecentotrenta?
– No, sette e trenta. Interpreti un giovane eroe metrosessuale il cui commercialista è stato ucciso da Sephiroth e mo deve compilare tutto da solo il modello unico della dichiarazione dei redditi.
– No, decisamente no.
– E allora andiamo sul sicuro: Fifa.
– Oh, finalmente qualcosa di familiare, un bel gioco di calcio.
– No, Fifa è quel gioco in cui devi trovare il coraggio per fissare un appuntamento dal medico, o chiamare il barbiere, o telefonare alla Wind.
– Per carità di dio, Sergej!
– Ce l’ho! Inps of Persia. Un survival in cui devi riuscire a pagare una prestazione di lavoro occasionale orientandoti nel dedalo di quella merda disorganizzata che è il sito dell’INPS senza perdere la tua umanità durante la strada.
– Qualcosa di meno complicato?
– Half Life. La tua ragazza ti molla all’inizio del gioco e tu finisci a ciondolare per una casa troppo vuota inzuppando pan di stelle nell’acqua, guardando i muri e sospirando un sacco.
– Perché mi fai questo?
– The Last Of Us. Scopri che sei l’unico della tua compagnia del liceo a non avere ancora fatto un figlio.
– No.
– Gran Turismo.
– Macchine?
– No, devi prenotarti le ferie da solo. Airbnb e tutto.
– Checcazzo no! Sergej, per la miseria! Sono venuto qui per scappare da questo genere di cose e tu me le scodelli davanti!

– Scusami, scusami. Sono stato indelicato. Forse ho quello che fa per te. Prova un po’?
– Però.
– Che ne dici?
– Bello.
– Vero?
– La grafica è molto carina. Forse un po’ poco responsive…
– Ti piace?
– Molto. È incredibilmente rilassante. E poi c’è questa sensazione…
– Che sensazione?
– Sai, la sensazione di distacco che, diciamocelo, alla fine dei conti è la cosa bella dei videogiochi. Il fatto che ci sia una certa distanza fra te e quello che succede sullo schermo ti fa vivere tutto in modo più leggero, meno angosciante. Ti senti meno responsabile, non credi?
– Immagino di sì.
– Che gioco è?
– Il telegiornale.

Questo articolo è un’opera di fantasia pubblicata originariamente dalla pagina Facebook “Non è Successo Niente” e gentilmente concessa ad Auralcrave per la ripubblicazione

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