Clavdio, Cuore: il tormentone indie degli ultimi mesi

Ormai è un vero e proprio tormentone. L’avrete sentita in radio decine di volte, avrete anche voi la sensazione che la canzone vi segua ovunque. “Cuore”. Di un nuovo nome dell’indie italiano uscito praticamente dal nulla. Clavdio. Con la V. L’etichetta, d’altronde, è Bomba Dischi, quella di Calcutta, Pop X e Giorgio Poi. Per cui Amen.

Anche a cercare di documentarsi non si trova molto, almeno per il momento. C’è ovviamente la solita intervistina su quando era piccolo. Sì, metalmeccanico, indie che più indie non si può. Ci interessa altro? Al momento forse no. Alla fine non resta che concentrarsi sulla musica. Che in fondo è sempre un bene.

Ma marrone era il cuore o la mano?

Intorno a questo dilemma ruota una canzone interessante: voce rediviva di Fabrizio De André che canta oggi come se fosse Amico Fragile, ma senza vino.

Al primo ascolto uno pensa: “Offlaga Disco Pax, una vita che non li sentivo!” Ma non sono loro. Il nome Clavdio non ti dà appigli. Clavdio, senza Baglioni ma romano, molto romano infatti V e non U.

E per fortuna il titolo è Cuore e non Cvore.

E poi dire allìsciavi e non allisciàvi è segno di ricerca profonda.
Molto bene, finalmente.

Pensieri da sopportare, e i cinesi da tempo non sbagliano più pronuncia.
E quanto alla Snai non ci uniamo al coro.

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