La spiegazione di Hereditary, il nuovo horror che ha già stregato i fan

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Questo articolo rivela la trama e la spiegazione dettagliata di Hereditary, il film horror di Ari Aster del 2018, svelandone i significati e gli eventi descritti. Se ne suggerisce dunque la lettura solo ed esclusivamente dopo aver visto il film, e non prima, per evitare di perdervi il gusto della prima visione.

Come avrete notato guardandolo al cinema, Hereditary non si apre al pubblico facilmente: la trama inizia come la rappresentazione di una famiglia in difficoltà e lentamente si trasforma in un racconto di spiritismo e demoni, ma nulla accade in modo esplicito. Anche il modo in cui il film spaventa lo spettatore segue lo stesso schema: nessun suono improvviso, colpi a sorpresa o facce demoniache che appaiono di colpo dall’oscurità. Il film vuole solo che lo spettatore si senta al sicuro e vada in profondità all’interno dei personaggi. Un inganno che il film usa su di noi, esattamente come alcuni dei personaggi del film agiscono nei confronti dei protagonisti.

La durata originale del film era di tre ore, ridotte in seguito a due prima di mandarlo al cinema, e si potrebbe pensare che questa sia la ragione per cui molte cose nel film non sono dette. Ma il regista rifiuta fortemente questa teoria, spiegando che, sì, ha voluto disseminare nel film elementi sufficienti da permettere agli spettatori di capire quel che è accaduto, ma la sua intenzione era quella di non svelare nulla facilmente. Ecco perché non c’è uso dei classici simboli demoniaci come pentagrammi o croci capovolte. Dopo averlo visto, sono molti a chiedersi cosa è realmente accaduto in Hereditary, e questo è esattamente ciò che il regista voleva.

Quel che accade realmente nel film, in sostanza, è l’evocazione riuscita di Paimon (un vero demone tratto dal libro di maledizioni del 17° secolo La Piccola Chiave di Salomone) da parte della nonna Ellen, della sua amica Joan e di una serie di altri seguaci che hanno continuato le sue opere dopo la sua morte. Come spiegato nel finale del film, l’obiettivo ultimo era quello di offrire un corpo robusto e maschile che ospitasse il demone, cosa che fino a quel momento non era stata possibile: la nonna aveva provato fin dall’inizio ad usare il corpo di Peter, ma sua madre Annie non le ha mai permesso di avvicinarsi al suo primogenito (come Annie stessa spiega al gruppo di sostegno). L’unica possibilità della nonna Ellen era usare la bambina Charlie, ed è proprio quel che ha fatto: Charlie e Ellen erano molto vicine fin dall’inizio (Ellen ha anche allattato Charlie quando era piccola) e Ellen aveva invocato Paimon dentro Charlie già anni prima degli eventi a cui assistiamo. Ecco perché al funerale della nonna molti sorridono a Charlie: sono quelli che avevano aiutato Ellen durante l’evocazione, e sorridono al risultato delle loro azioni.

La bambina che dunque vediamo nel film era già posseduta da Paimon. Questo è un altro elemento interessante del film: Charlie si comporta come una ragazzina bizzarra, emarginata, ma non ci appare come il male. Ha paura, ha bisogno di protezione. È nata in quel modo, e non capisce davvero cosa le sta succedendo. Questo fa parte del modo in cui il regista ci inganna. Naturalmente, ciò significa anche che l’incidente in cui lei muore non è davvero un incidente: si può notare il marchio di Paimon sul palo del telegrafo, a indicare che tutto nasce dalle maledizioni degli adoratori di Paimon, al fine di preparare la strada verso Peter.

Perché allora tutta la famiglia muore, e dov’è il demone dopo la morte di Charlie (e prima del finale)? Questo è spiegato nei libri di spiritismo che Annie legge tra le cose della nonna: il corpo ospitante deve essere esausto e afflitto il più possibile per permetterne la possessione. Ecco il perché di quel che accade intorno a Peter: la madre non è in realtà cattiva e viene posseduta solo nelle ultime scene del film. Il demone guida gli eventi intorno a Peter con lo scopo di indebolirlo e i riflessi luminosi che vediamo muoversi spesso nel film possono essere interpretati come il modo in cui Paimon guida i personaggi al suo volere. In questo modo, lo spettatore condivide lo stesso punto di vista della famiglia ed è ingannato esattamente come loro: per questo molte cose ci risultano oscure. Perché non hanno usato il corpo del padre per ospitare Paimon? Questo potrebbe essere dovuto al fatto che non fa parte della linea genealogica diretta della nonna (non ha lo stesso sangue, mentre tutti quelli che lo avevano alla fine verranno posseduti).

Chicca finale legata a Hereditary: molti spettatori si sono spinti un po’ oltre nell’interpretazione e hanno dedotto che i riflessi luminosi che vediamo muoversi nel film siano effetto della lente utilizzata da Annie mentre lavora alle sue miniature, lasciando intendere che tutto quel che abbiamo visto accade in un micro-universo creato da un miniaturista malvagio (la primissima scena del film andrebbe in tale direzione). Il regista tuttavia nega tale ipotesi: “il finale è vero, non metaforico,” ha dichiarato Ari Aster, “la cosa che ‘alla fine era tutto un sogno’ non piace a nessuno”. Ma il film riesce a ingannare lo spettatore su quello che è successo, inducendolo a pensare che ci sia qualcosa che gli sfugge. Quelli che il film vuole ingannare siamo noi.

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