Chi è Matt Groening, il creatore dei Simpson, Futurama e Disincanto

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Un padre sovrappeso, pigro, ubriaco, una madre gentile e dalla bizzarra pettinatura blu, un monello con i cappelli a punta, una ragazzina che è sempre prima della classe e una bimba che non parla, ma spara meglio di un cecchino. In poche parole, la famiglia più popolare della TV: chi non conosce i Simpson? Questo cartone, ideato da Matt Groening e James L. Brooks nel 1987, ha conquistato in brevissimo tempo i cuori di migliaia di giovani e di adulti, un po’ per l’originalità del disegno, un po’ per i temi trattati nei singoli episodi, che propongono una chiara critica al modello della famiglia media americana.

Visto il successo ottenuto dai Simpson, Groening ha ideato -nel 1999- anche Futurama, altra sitcom animata di cui l’elemento caratteristico è rappresentato dalle molte allusioni e parodie ispirate dalla letteratura e cinematografia fantascientifica: ambientata nella New York del 3000, la serie presenta una visione esasperata di una società ipertecnologica.

Infine è recentemente arrivato l’annuncio di una nuova serie a opera del disegnatore: intitolata Disenchantment, questa sarà la terza di Groening e seguirà la storia di Bean, principessa alcolizzata che, insieme al suo compagno Elfo e il suo “demone personale” Luci,  vive in un regno medievale.

Ma quali sono stati i passi fatti da Groening prima che il prodotto della sua creatività raggiungesse la popolarità di cui gode oggi?

Nato a Portland, Oregon, dalla madre Margaret Ruth e dal padre Homer Philip Groening, Matt si laurea all’Evergreen State College a Olympia, Washington, e lavora per per un po’ in un negozio di dischi, per poi  cominciare a sperimentare il disegno con la striscia Life in Hell -reintitolato Life is Swell solo nel 2007- i cui protagonisti sono conigli antropomorfi e una coppia di amanti gay, che ad oggi viene ancora pubblicata su numerose riviste settimanali  -oltre a essere stata successivamente raccolta in una serie di libri come School is Hell, Love is Hell, Work is Hell e The Big Book of Hell. Dal 1977 il giovane Groening comincia a  fotocopiare e distribuire Life in Hell a un angolo del negozio di dischi e pochi anni dopo – nel 1980- il fumetto diventa così popolare, soprattutto tra gli amanti della cultura underground, da essere pubblicato all’interno del Los Angeles Reader.

Con l’intenzione di proporre un adattamento televisivo della sua brillante striscia, Groening si reca alla Fox, ma poi ha un ripensamento, temendo che qualcuno possa rubarne i diritti e decide di sviluppare, sul momento, un’altra idea vincente, I Simpson. Ai membri di questa bizzarra famiglia, Groening assegna i nomi dei suoi stessi famigliari, a cominciare da quelli dei suoi genitori, Homer e Marge, e delle sue sorelle minori, Lisa e Maggie, mentre il nome di Bart è un anagramma della parola “brat”, cioè “monello”, nome scelto perchè il suo, Matt, gli sembra troppo banale, mentre Bart sembra perfetto nel descrivere il temperamento irreuieto e fuori dalle regole del personaggio. Groening ha anche un fratello e una sorella maggiori, Mark e Patty, ma decide di introdurre solo il personaggio di Patty – ovviamente insieme alla gemella Selma- nella famiglia Simpson.

simpson

Come è facile immaginare, I Simpson sono subito diventati lo show di punta della 20th Century Fox, tanto che nel corso degli anni la serie ha vinto numerosi e importanti premi televisivi: Il numero di TIME del 31 dicembre 1999  è arrivato a definirla come “la miglior serie televisiva del secolo” e nel gennaio dell’anno successivo lo show ha ottenuto una stella nella Hollywood Walk of Fame. Stiamo infatti parlando della più lunga sitcom animata statunitense mai trasmessa. Ancora una curiosità: non c’è dubbio che lo show abbia esercitato fin da subito una notevole influenza sulla cultura popolare, statunitente e non solo, tanto che l’esclamazione tipica di Homer, il suo divertente “D’oh!”, è stata introdotta  ufficialmente nell’Oxford English Dictionary.

Nel 1996 Groening comincia a lavorare insieme a David X. Cohen, sceneggiatore e produttore televisivo, per sviluppare una serie animata nuova: i due pensano a uno show incentrato sulla società del futuro, ma aspettano di raccogliere le conoscenze necessarie documentandosi con libri e film fantascientifici. Nel 1998, Groening e Cohen creano e sperimentano diversi personaggi e moltissime trame, fino al momento di proporre la serie alla Fox. Nasce quindi Futurama, serie futuristica che segue le avventure del fattorino Philip J. Fry, finito accidentalmente in una capsula per il sonno criogenico e risvegliandosi mille anni dopo, iniziando una nuova vita in una New York del 3000, riconoscibile ma nello stesso tempo del tutto innovativa e tecnologica: una New York in cui convivono umani, robot eccentrici, alieni e mutanti. Ancora una volta, il talento di Groening si dimostra tale e la serie ha un successo enorme, anche se di minore rilievo se paragonato a quello dei Simpson.

Dopo circa 20 anni da Futurama, ecco che Groening arriva a proporre una serie tutta nuova: se prima si era guardato al futuro, ora si rivolge lo sguardo al passato. Nonostante negli show percedenti fosse capitato di trovare episodi a brevi tratti ambientati nel passato -e probabilmente molti di voi se li ricorderanno-, Disenchantment sarà totalmente ambientato nell’era medievale. Come già accennato sopra, la protagonista è la principessa Bean, altro personaggio anticonvenzionale prodotto dalla mente creativa di Groening: secondo quanto sostenuto dal fumettista e riportato dai media -fonte ufficiale The Guardian– Netflix ha già provveduto ad acquistare i diritti della prima stagione -10 episodi in totale- della nuova serie, che sarà trasmessa dal 17 agosto.

“A princess, an elf, and a demon walk into a bar…
The new series from The Simpsons creator Matt Groening, coming soon.”

Il tweet della pagina ufficiale della serie parla chiaro, i personaggi ci sono e a grandi linee sappiamo di cosa si parla, sappiamo anche che le loro avventure non saranno di certo scontate, dato che ormai da tempo siamo abituati a lasciarci guidare dall’inventiva di Groening. In tutte le sue opere, il disegnatore ha saputo conquistarci con i suoi protagonisti psicologicamente complessi, con le sue trame incentrate sulla riflessione sui costumi, con la sua critica agli stereotipi e ai modelli che dominano la società -in particolar modo quella americana. Da un grande fumettista -e artista- come Groening ci si può aspettare di tutto…

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