All About You: la canzone con cui Keith Richards chiuse la storia con Anita Pallenberg

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Il 13 Giugno 2017 se ne va Anita Pallenberg, quasi in silenzio, distaccandosi da questo mondo senza rumore, appoggiando la porta e non sbattendola come ci si sarebbe aspettato dal personaggio sregolato e sempre sopra le righe che è stata per anni la donna di quasi tutti i Rolling Stones.

Bellissima e trasgressiva, pronta ad afferrare ogni grammo di esistenza che le capitava, entrò nel giro della band inglese nel 1965 e non lo abbandonò per anni, vivendo prima una tormentata storia d’amore e LSD con Brian Jones, per poi approdare nel letto di Keith Richards, quando ormai il primo leader degli Stones era troppo stordito e assente anche solo per suonare la chitarra.

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Anita e Brian

Con Keith la storia andò avanti per anni dal 1967 al 1979, con la breve parentesi del flirt con Mick Jagger durante le riprese di Sadismo, un film senza pretese se non quella di mettere vicino due icone di quegli anni. Richards non la prese benissimo (le prime frizioni tra i Glimmer Twins nacquero da questo episodio), ma nonostante tutto riaccolse Anita tra le sue braccia, sempre più segnate dall’eroina.

Il loro amore era tossico come pochi altri anche se a più riprese furono tentati timidi cenni di distacco dalla droga, soprattutto durante le gravidanze della donna. L’eroina, però, era un’amica troppo seducente per farsi abbandonare così facilmente e la coppia ne sarebbe stata schiava per quasi tutti gli anni ’70, vivendo vite parallele che si incrociavano solo nel tirare su i figli.

Mentre Richards aveva almeno i Rolling Stones per distrarsi e provare a vivere, Anita basava la sua esistenza solo sul consumo sfrenato, arrivando sempre più a isolarsi. Dopo Marlon e Angie venne Tara, che fu trovato morto dalla madre nella culla in circostanze mai chiarite e che scavò un ulteriore, ampio solco tra i due. Il bambino aveva solo due mesi e la tragedia spinse ancora di più Anita nel suo incubo paranoico e tossico e Richards a portare la piccola Angie da sua nonna, che l’accudì per vent’anni, mentre Marlon divenne la mascotte dei Rolling Stones.

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Angie, Anita, Keith e Marlon

Nel 1978, quando Richards fu costretto a disintossicarsi dopo essere stato pizzicato in Canada (dove le leggi sull’importazione di droga non sono proprio compiacenti), le strade tra i due si erano ormai divise. A far scendere definitivamente il sipario sul loro rapporto ci pensò Anita, il giorno in cui si mise a giocare alla roulette russa (era appena uscito nelle sale Il Cacciatore) con un ragazzino di cui si era invaghita e questi si fece esplodere la testa nel suo letto.

Nel 1980 uscì Emotional Rescue, seguito del fortunato Some Girls, che aveva permesso di rivedere Keith Richards finalmente lontano dalle nebbie tossiche che lo avevano avvinto per anni. Nell’album era contenuta All About You, dolorosa e fin troppo crudele canzone di commiato di Keith da Anita.

In essa Keith canta la frustrazione per l’impossibilità di proseguire il rapporto con la madre dei suoi figli, con un incedere lento e sofferto. La ballata, dalla musica dolce e sostenuta da una delle migliori prove di Bobby Keys al sax, contrasta fortemente con il testo aspro e sprezzante, in cui Richards si domanda come potrebbe andare avanti con una persona come quella descritta nel testo.

Il risultato è uno dei brani degli Stones più belli di sempre, una gemma che chiude l’album e anche una parentesi nella vita di Richards e la Pallenberg, che per il chitarrista fu a lungo una musa, un’amica, un’amante, ma anche una continua fonte di guai e disgrazie.

It’s all about you è stata la canzone che ha raccontato con estrema lucidità la fine di un amore insostenibile e tormentato: Anita Pallenberg è poi riuscita a sopravvivere ai suoi demoni e in parte a sconfiggerli, liberandosi dalla droga. Magari si sarà soffermata a pensare negli anni se le cose sarebbero potute andare meglio per lei, per Brian, per Tara e per Keith.

Poi si sarà accesa una sigaretta, avrà sorriso sotto gli occhi stanchi e segnati e si sarà risposta che a Keith è andata bene comunque.

Questo il testo della canzone:

Beh, se questa può chiamarsi vita
Perché dovrei passarla con te?
Se lo spettacolo deve continuare
Facciamolo andare avanti senza di te
Sono stufo di frequentare idioti come te

Chi mi dirà quelle bugie
E mi farà credere che sono vere?
Cosa devo fare
Lo vuoi, l’ho capito anch’io

Sebbene le bugie possano essere vere
Lo sono solo perché riguardano te
Sono stufo di frequentare cagne come te
Sei la prima ad essere incolpata,
sempre l’ultima troia ad essere pagata

Oh, dimmi quelle bugie
Fammi credere che sono vere
Ne ho sentite un paio
Non riguardavano me, non riguardavano nemmeno lei
Ma riguardavano tutte te

Potresti mancarmi
Ma a te non mancherei
Sono stufo di frequentare cagne come te

Mentimi
Fammi credere alle tue bugie
Ne ho sentite un paio, non riguardo a me, nemmeno a lei
Ma tutte riguardo a te
Sono stufo
Ciò che vuoi, ottieni
E allora perché sono ancora innamorato di te?

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Luca Divelti scrive storie di musica, cinema e tv su Rock’n’Blog e Auralcrave. Seguilo su Facebook, Twitter e Telegram

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