Psicologia e misticismo ne La Voce del Padrone di Franco Battiato

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Secondo un insegnamento antico un uomo nel pieno senso della parola è composto di quattro corpi: il primo è la carrozza (corpo), il secondo è il cavallo (sentimenti, desideri), il terzo è il cocchiere (pensiero) e il quarto è il padrone (Io, coscienza, volontà). La carrozza è attaccata al cavallo per mezzo delle stanghe, il cavallo al cocchiere per mezzo delle redini, il cocchiere al suo padrone per mezzo della voce di lui. Già a partire dal titolo, La voce del padrone, album capolavoro di Battiato e pietra miliare della musica italiana, cela, pertanto, un significato esoterico. La voce del padrone è quella della coscienza, che l’uomo deve saper ascoltare.

Concetti della filosofia gurdjieffiana che si ritrovano in particolare nel brano Segnali di vita quando Battiato, riferendosi al binomio essenza e personalità dice:

“Si sente il bisogno di una propria evoluzione, sganciata dalle regole comuni, da questa falsa personalità”

È impossibile studiare l’uomo come un tutto, affermava Gurdjieff, filosofo e mistico greco-armeno. Perché? Perché l’uomo è diviso in due parti chiamate essenza e personalità. La prima è un bene che gli è proprio, è ciò che gli appartiene, mentre la personalità è ciò che non gli appartiene. Di regola l’essenza dovrebbe dominare la personalità, altrimenti quando a dominare è la personalità sull’essenza si hanno i risultati peggiori. L’altro messaggio criptato di Battiato è:

“Ti accorgi di come vola bassa la mia mente? È colpa dei pensieri associativi se non riesco a stare adesso qui”

L’idea del pensiero automatico, o appunto associativo, pregna tutta la psicologia gurdjieffiana, collegandosi direttamente al concetto di presenza: la possibilità di essere qui e ora, di pensare in modo analitico liberandosi dalla prigionia del pensiero associativo e automatico.

George Ivanovitch Gurdjieff, uno dei più influenti maestri nella storia dell’esoterismo contemporaneo vive a cavallo tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, tra l’Oriente da cui proviene, in cui ha attinto il suo sapere, e l’Occidente. Dapprima educato da sacerdoti ortodossi, dal 1884 comincia a esplorare altre tradizioni spirituali, in particolare quella sufi. Il suo insegnamento fondamentale è che la vita umana è vissuta in uno stato di veglia apparente prossima al sogno. Per trascendere lo stato di sonno (o di sogno) elaborò uno specifico lavoro su sé stessi al fine di ottenere un livello superiore di vitalità e consapevolezza. Dovremmo cominciare a capire che siamo una personalità di passaggio e che dentro di noi c’è un’altra coscienza più profonda che è quella a cui dobbiamo mirare.

Andiamo al brano che cela nel suo stesso titolo uno dei pilastri portanti dell’insegnamento di Gurdjieff: Centro di gravità permanente. Secondo la filosofia del mistico, l’uomo si suddivide in categorie precise. L’uomo n. 4 differisce dall’uomo n. 1, 2 e 3 per la conoscenza di se stesso, per la comprensione della propria situazione e per il fatto di aver acquisito un centro di gravità permanente.

Sorprendente pensare che proprio La voce del padrone, un album così profondamente ermetico, fu il primo in Italia a superare il milione di copie vendute.

Musicalmente c’è un perfetto equilibrio tra raffinatezze compositive, innovazioni e tradizione. Penso agli accordi diminuiti, all’orchestra sinfonica, ai cori lirici, alla batteria acustica integrata con quella elettronica (basti pensare ai tom della Roland 808 sotto tutta la ritmica di Cuccurucucù o in Centro di gravità permanente dove si sente nitidamente il clap di mani).

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Dario Giardi ama la musica, la fotografia e la scrittura, ed è l’autore di Viaggio Tra Le Note. I segreti della teoria e dell’armonia musicale (2016, edito da I Libri Di Emil). Seguilo su Facebook e Twitter.

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2 comments

  1. Un grande omaggio al Maestro Franco Battiato, secondo me intramontabile. Sono stato ad un suo concerto al Teatro dei Marsi di Avezzano (AQ), e ad ogni canzone mi sembrava di volare tra le note della musica. Un grande artista.
    Sono un suo fan dal 1977.

  2. Grandissimo, artista completo. Ha ampiamente meritato il successo che ha avuto, anzi avrebbe meritato qualcosa in piu’. E’ stato sottovalutato.

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