Zombie, l’inno antiviolenza dei Cranberries

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L’Irlanda del Nord è stata fin troppo spesso presente nelle cronache del secolo scorso, periodo in cui la violenza imperversava nelle strade e gli scontri tra protestanti e cattolici costringevano i civili a vivere nel terrore di trovarsi nel posto giusto al momento sbagliato.

Il 20 marzo del 1993 Tim Parry e Jonathan Ball, di tre e dodici anni, furono uccisi dallo scoppio di una bomba posta dall’IRA a Warrington, nell’Inghilterra del nord, che coinvolse decine di persone rimaste ferite dall’esplosione. L’ennesimo bagno di sangue e il coinvolgimento di due bambini scosse gli animi dei cittadini britannici, che ancora una volta si trovavano a contare delle vittime innocenti in uno scontro apparentemente senza fine: Dolores O’Riordan era tra questi.

La voce dei Cranberries, all’epoca impegnati in un tour proprio in Inghilterra, restò sconvolta e l’emozione del momento le fece imbracciare la chitarra e buttare giù dei versi, senza pensare a quanto potesse essere difficile trattare un simile argomento: nacque così Zombie, una delle canzoni simbolo degli anni ’90 e inno del gruppo irlandese.

Altri artisti prima di lei avevano affrontato la questione nordirlandese e i suoi tragici fatti di cronaca (tra gli altri John Lennon, Paul McCartney, gli U2, i Simple Minds, i Police), soffermandosi soprattutto sulla celebre e famigerata Bloody Sunday, che nel 1973 vide lo scontro tra le varie fazioni assumere contorni ancora più drammatici. Zombie, scritta di getto, divenne il canto di protesta della O’Riordan contro una situazione che era sfuggita ampiamente di mano a tutti i suoi protagonisti. Lo sgomento della cantante la spingeva ad andare oltre la contrapposizione tra protestanti e cattolici, focalizzando invece l’attenzione sulla morte di due bambini innocenti.

Pubblicata nel settembre 1994 (un paio di settimane dopo uno storico “cessate il fuoco”) su No Need To Argue, Zombie elevò lo status dei Cranberries oltre ogni previsione, anche grazie al video girato sotto la direzione di Samuel Bayer (Nirvana e Blind Melon). Il videoclip mostrava scorci di vita per le strade dell’Irlanda del Nord, mescolando ragazzini, passanti e soldati a cui si sovrapponevano i Cranberries: i momenti in cui la O’Riordan, coperta d’oro, appariva sotto una croce con accanto dei bambini (a ricordare Tim e Jonathan) resero il video tra i più iconici di sempre.

Questa protest song è l’aggressiva e irosa risposta alla rassegnazione a quel tipo di morte, che l’Irlanda del Nord sembrò a un certo punto accettare con una punta di indifferenza, proprio come quei vaganti senza vita da cui prende il titolo. Il Conflitto nordirlandese inizierà il lungo e difficile percorso di pace nel 1998 e i due principali promotori, John Hume e David Trimble, si vedranno riconoscere in quell’anno il prestigioso Premio Nobel per la pace: a suonare durante la premiazione verrano chiamati proprio i Cranberries.

Dolores O’Riordan si è spenta il 15 gennaio 2018, ma il soffio della sua canzone più famosa non ha ancora smesso di alimentare il fuoco del rock.

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Luca Divelti scrive storie di musica, cinema e tv su Rock’n’Blog e Auralcrave. Seguilo su Facebook e Twitter.

 

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