Chi sono gli unici quattro musicisti ritratti nel Sgt. Peppers dei Beatles?

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Un disco che ha fatto la storia della musica: sto parlando di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles. La copertina, insieme alle note di Lucy in the Sky With Diamonds o al finale di A Day in the Life, è entrata nella storia, e proprio di questa oggi vogliamo parlarvi.

Un variegato ritratto di famiglia allargata, in cui i Beatles sono immortalati insieme a tanti, tantissimi altri personaggi più o meno noti. I Beatles misero insieme i loro personaggi simbolo, con l’idea di radunare il pubblico davanti a cui avrebbero preferito esibirsi.

Nella versione scelta dai fab four comparivano originariamente altri personaggi poi esclusi dalla Emi per diversi motivi. Sopra Diana Dors, c’era, ad esempio, Ghandi. La versione precedente, che trovate qui sotto, contiene anche Einstein.

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Tornando alla versione finale, possiamo notare moltissimi personaggi dello spettacolo: Tony Curtis, Stan Laurel, Marlon Brando, Shirley Temple (da bambina), Marilyn Monroe, Marlene Dietrich etc…

Noi però vogliamo focalizzarci sui musicisti presenti, oltre chiaramente ai quattro Beatles al centro, con gli abiti colorati. Li trovate in evidenza nella foto qui sotto.

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Karlheinz Stockhausen

In alto a sinistra tra Lenny Bruce e W.C. Fields. Il compositore sosteneva di essere originario di Sirio, e forse era davvero un alieno. Musicalmente è sicuro. Scrisse anche un brano dedicato alla sua presunta casa tra le stelle: Sirius, un lungo brano di 96 minuti. Nella sua autobiografia, Miles Davis cita alcuni dei lavori di Stockhausen come imprescindibili per la messa a fuoco della musica. Scriverà pezzi per microfono, per pianoforte e gong, costringerà gli esecutori (spesso i suoi figli, tutti musicisti) a suonare appesi per aria e comporrà un brano per quartetto d’archi ed elicotteri.

Bob Dylan

Bob Dylan, in altro a destra, il cui vero nome è Robert Allen Zimmerman, nel corso della sua lunga carriera ha spaziato dal country al blues, dal gospel al rock and roll, dal jazz alla musica popolare inglese, scozzese e irlandese. È sempre stata forte l’influenza della letteratura e dalla storia americana sui testi delle sue canzoni. Se Dylan torreggia sopra tutti non è perché lui è un poeta che scrive anche canzoni o un autore di canzoni che scrive anche poesie, ma perché l’intensità con la quale ha fatto cozzare linguaggi diversissimi tra loro è unica e irripetibile.

In lui si uniscono l’arte della parola, quella della musica e della voce, oltre quella della perfomance. Certo Dylan è anche un narratore, ed è forse più narratore che poeta: ha scritto dei versi bellissimi, ma soprattutto ha inventato storie e ha inventato un modo di raccontarle in canzone.

Dion Di Mucci

Dion Francis DiMucci, conosciuto come Dion DiMucci o più semplicemente come Dion, appare proprio sotto Stockhausen. Nacque in una famiglia italo-americana nel quartiere newyorkese del Bronx. Fu uno dei più apprezzati cantanti rock and roll attivi nel periodo precedente l’avvento della British invasion. I suoi maggiori successi li ottenne nel 1961 con i due singoli Runaround Sue e The Wanderer.

Bobby Breen

Bobby Breen, accanto a Harrison, è stato un cantante e attore canadese naturalizzato statunitense, noto per i suoi ruoli di cantante e attore bambino alla radio e al cinema negli anni Trenta. È proprio il suo volto di cantante bambino ad appare nella famosa copertina.

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Dario Giardi ama la musica, la fotografia e la scrittura, ed è l’autore di Viaggio Tra Le Note. I segreti della teoria e dell’armonia musicale (2016, edito da I Libri Di Emil). Seguilo su Facebook e Twitter.

 

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