Il dipinto rimosso per ragionare sui nudi femminili: provocazione o assurdità?

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Si può rimuovere un’opera d’arte e metterla ai voti su Twitter, decidere se un’opera è “conveniente” oppure offensiva?

A quanto pare si può. Qualcosa di simile, d’altronde, era successa giusto qualche mese fa, quando ad essere messo alla gogna dal popolo web era stato un quadro di Balthus (Thérèse Dreaming, qui sotto), sentenziando senza appello che il dipinto “promuove la pedofilia” e facendo partire una petizione in piena regola per farla rimuovere dal Met di New York.

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Balthus, Thérèse Dreaming, 1938

Ora l’idea della rimozione di un quadro viene dalla Manchester Art Gallery e da un’artista in particolare: Sonia Boyce. La sera del 26 Gennaio nella sala 10, il famoso quadro preraffaellita di Waterhouse Ila e le ninfe (1896) viene rimosso dalla galleria sotto gli occhi di alcuni collaboratori ed ospiti, reo di troppa nudità femminile. Anche le cartoline sono state rimosse dallo shop, non sia mai che si voglia conservare tanta impudicizia.

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John William Waterhouse, Ila e le Ninfe, 1896

Tutto è stato filmato per essere parte di una performance artistica della Boyce che si terrà dal 31 marzo presso la stessa galleria. In questa pagina la galleria spiega le motivazioni del gesto, invitando alla riflessione.

La curatrice d’arte contemporanea della galleria, Clare Gannaway, spiega infatti che lo scopo della rimozione del quadro non è censurare, ma provocare un dibattito; l’opera era collocata in una sala il cui tema era “alla Ricerca della Bellezza” e ogni opera era dominata da nudi femminili e donne raffigurate o come soggetti passivi, di mera decorazione, oppure come Femme Fatale. Perciò la curatrice, facendo riferimento e trovando anche ispirazione dal topic/hashtag del momento #Metoo, ha voluto lanciare insieme all’artista questa sfida al popolo, e soprattutto a quello del web, invitando a proporre nuovi modi di utilizzare lo spazio ricavato dalla rimozione del dipinto di Waterhouse.

Se volete esprimere la vostra opinione a riguardo, o far sapere all’organizzazione come vedete tale iniziativa, il tag da usare su Twitter è #MAGSoniaBoyce. E a giudicare dalla mole di tweet che si sono legati al tag in questi giorni, la cosa sta facendo discutere parecchio.

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